Le cause dello stigma della psicoterapia dopo gli “anta” e come superarlo

Dr.ssa Maria del Carmen Rostagno | Psicologa

Ultimo aggiornamento – 13 Maggio, 2024

Due mani congiunte in segno di supporto

La psicoterapia è uno strumento fondamentale per il benessere mentale, ma molte persone – spesso gli adulti oltre i quarant'anni – manifestano ancora una certa resistenza ad accettarne la necessità e l'efficacia. 

Questa esitazione è, spesso, radicata in una profonda interiorizzazione dello stigma associato alla ricerca di supporto psicologico; va sottolineato che l'importanza della psicoterapia per le persone nella fascia dei quarant’anni può essere attribuita a diversi fattori unici e significativi legati a proprio a questa età.

Questo periodo della vita spesso comporta transizioni complesse e sfide specifiche che possono essere meglio gestite con il supporto professionale di un terapeuta.

Cerchiamo di esaminare le ragioni di questa resistenza, con particolare attenzione alla percezione del benessere mentale in questa fascia d'età – offrendo consigli pratici al fine di superare questa resistenza.

Le origini dello stigma sociale e culturale

Il timore di essere giudicati da amici, familiari o colleghi può dissuadere molte persone dall'esplorare opzioni terapeutiche.

Molte persone over 40 temono che cercare aiuto possa essere visto come un segno di debolezza o incapacità di gestire personalmente le proprie questioni, specialmente ad un età in cui si pensa si debba avere pieno controllo della propria vita e della propria salute mentale.

Questo timore è aggravato dalla pressione di dover apparire forti e autosufficienti, un'immagine promossa tanto dalle convenzioni sociali quanto dalle aspettative professionali e familiari.

Lo stigma culturale riguardante la salute mentale varia notevolmente tra le diverse società e culture, ma una costante rimane: l'associazione negativa con il bisogno di supporto psicologico.

Nella cultura popolare, spesso, l'anzianità è sinonimo di saggezza e controllo, il che può portare gli individui ad evitare di cercare aiuto per non contraddire questi stereotipi.

Inoltre, in molte culture, discutere apertamente di questioni di salute mentale rimane un tabù, specialmente tra chi è cresciuto in periodi in cui tali tematiche erano ancora più stigmatizzate.


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Con l'avanzare dell'età, delle responsabilità e degli stimoli da fronteggiare, le persone possono sviluppare una maggiore difficoltà a riconoscere oltre che ad ammettere i propri bisogni emotivi e psicologici. 

La resistenza può derivare anche da una mancanza di consapevolezza o da una minimizzazione dei propri problemi, spesso radicata nell'idea che le difficoltà emotive siano meno legittime o urgenti di quelle fisiche.

Ciò è particolarmente vero per chi ha trascorso una vita a ignorare o a sopprimere tali bisogni.

Anche l'orgoglio può essere un ostacolo significativo: ammettere di avere bisogno di aiuto può portare a sentirsi come una sconfitta personale; la paura di ammettere vulnerabilità può essere particolarmente intensa in questo gruppo d'età, dove le aspettative professionali e familiari sono alte.

Le strategie per superare la resistenza alla ricerca di aiuto

Innanzitutto, si rivela importante incrementare la consapevolezza e l'educazione riguardo la salute mentale, poiché questo può giocare un ruolo cruciale nel cambiare atteggiamenti giudicanti e svalutanti in merito chi desidera, o necessita, supporto. 

Campagne informative che dimostrino la normalità e l'efficacia della terapia possono aiutare a ridurre lo stigma: in questo senso, è importante che tali iniziative coinvolgano testimonianze di persone over 40 che parlano delle loro esperienze positive con la psicoterapia.

Questi individui affrontano spesso cambiamenti importanti e significativi sia nella vita personale che professionale, come il passaggio a ruoli genitoriali o la gestione delle diverse età dei figli che richiedono risorse e competenze diverse.

Oppure, si trovano ad affrontare passaggi lavorativi verso ruoli diversi o più impegnativi, o devono iniziare a gestire la cura degli anziani genitori, o il confronto con questioni di salute personale.

Una persona che parla con uno psicologo

Riconoscere e parlare apertamente di tali sfide, nei materiali informativi, può aiutare a far sentire più compreso questo target – che talvolta viene troppo trascurato.

Un altro punto importante, è quello di incoraggiare un maggior numero di persone a considerare la psicoterapia come uno strumento valido per la gestione di questi cambiamenti utilizzando piattaforme che raggiungano specificamente gli adulti over 40 (tale espediente può aumentare l'efficacia del messaggio stesso).

L'uso di tecnologie accessibili, come app di telemedicina o consulenze online, può essere promosso come un modo flessibile e discreto per accedere alla terapia, adeguandosi alle esigenze di chi potrebbe avere impegni familiari o lavorativi intensi.

Superare la resistenza alla psicoterapia, dunque, richiede un impegno collettivo verso una maggiore comprensione e accettazione del benessere mentale come parte integrante della salute complessiva.

Riconoscere e affrontare le radici culturali e sociali di questa resistenza è il primo passo verso un futuro in cui la cura della mente è vista come parte essenziale della cura di sé.

Dr.ssa Maria del Carmen Rostagno | Psicologa
Scritto da Dr.ssa Maria del Carmen Rostagno | Psicologa

Psicologa Clinica e dell’Età Evolutiva, Dottore di Ricerca in Scienze Psicologiche e della Formazione. Esperta in Valutazione e Interventi orientati all’Attaccamento. Autrice del Libro "Amore e Relazioni" editore Ducale.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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