icon/back Indietro Esplora per argomento

Stress lavoro correlato: cos’è e come fare la valutazione

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 26 Aprile, 2023

Stress lavoro correlato: di cosa si tratta?

Quando un qualsiasi individuo soffre di stress da lavoro correlato significa che percepisce le proprie capacità come non adeguate alle richieste dell’ambiente lavorativo che frequenta abitualmente.

Le aziende coinvolte, ovviamente, non devono mai sottovalutare il problema o eventuali segnali da parte del lavoratore: si parla, dunque, di valutazione del rischio, per preservare la salute dell’individuo e la produttività dell’azienda.

Cerchiamo di capire, nel dettaglio, in cosa consiste lo stress da lavoro correlato e come fare la valutazione.

Qual è la definizione di stress lavoro correlato?

Si parla di stress lavoro correlato quando l’affaticamento mentale è causato da fattori propri del contesto lavorativo.

I momenti stressanti, nella sfera privata e nel lavoro, sono assolutamente normali, ma quando diventano eccessivi e continui possono incidere sulla qualità della vita e sulle prestazioni sul posto di lavoro.

Quando si verifica questa situazione, compaiono anche alcuni fattori che possono costituire un aumento dei costi per l’impresa e il progressivo degrado dell’ambiente lavorativo; tutto questo si può prevenire e ridurre applicando le adeguate linee guida per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato.

Entrando più nel dettaglio, l'Accordo Europeo del 2004 descrive lo stress lavoro correlato come “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale, conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.

La normativa che regola lo stress lavoro correlato

Lo stress lavoro correlato è rappresentato dal D.Lgs. 81/2008, all’interno del quadro normativo di tutela della salute e sicurezza sul lavoro: si tratta di uno dei rischi soggetti a valutazione e gestione all’interno delle norme dell’accordo europeo del 2004.

La stessa legge stabilisce l’obbligo, per il datore di lavoro, di valutare e gestire il rischio stress lavoro correlato al pari di tutti gli altri rischi per la salute e sicurezza.

La Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha, poi, elaborato alcune linee guida per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato, individuando un percorso metodologico per un monitoraggio efficace.

Anche l’Inail ha sviluppato una proposta per la gestione e la valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

Infine, è stata sviluppata una piattaforma online per aiutare le aziende ad utilizzare gli strumenti di valutazione e gestione in cui è possibile accedere a tutti i documenti,  il manuale della metodologia Inail, gli strumenti di supporto e reperire ulteriori materiali informativi.

Le cause dello stress lavoro correlato

Possono essere individuate due macrocategorie di cause di stress lavoro correlato:

Fattori relativi ai contenuti lavorativi

Si tratta di cause che derivano dalla natura e dalle caratteristiche del lavoro stesso:

  • orario di lavoro: turni eccessivamente lunghi, orari di lavoro troppo rigidi, imprevedibili o che alterano i ritmi sociali;
  • carico e ritmo di lavoro: ovvero il sovraccarico o il sotto carico di lavoro e gli alti livelli di pressione temporale;
  • pianificazione dei compiti: ad esempio, una carenza nella varietà delle mansioni (spesso noiose) e con scarsa possibilità di apprendere;
  • ambiente ed attrezzature: ci si riferisce, spesso, alla scarsa illuminazione, a temperature eccessivamente alte o basse, a spazi e condizioni igienico-sanitarie insufficienti.

Cause relative al contesto lavorativo 

In questo caso, si fa riferimento a cause imputabili alla relazione tra individuo e organizzazione del lavoro, ad esempio:

  • autonomia decisionale: ovvero uno scarso livello di partecipazione ai processi decisionali dell'azienda, oppure il poco controllo sul lavoro svolto;
  • relazioni interpersonali sul lavoro: ad esempio l’isolamento fisico o sociale, rapporti limitati con i superiori e conflitti interpersonali;
  • cultura organizzativa: ovvero scarsa definizione di obiettivi professionali, comunicazione quasi assente, insufficiente sostegno nella risoluzione dei problemi e nello sviluppo personale;
  • possibilità di sviluppo di carriera:  come ad esempio retribuzione inadeguata, mancanza di crescita professionale, promozioni insufficienti (o eccessive) e insicurezza dell'impiego;
  • ruolo del lavoratore nell'organizzazione: cioè il conflitto o l’ambiguità di ruolo;
  • interfaccia famiglia/lavoro: come le tensioni all’interno della vita privata che si ripercuotono sulla situazione lavorativa.

I sintomi dello stress lavoro correlato

Anche i sintomi dello stress lavoro correlato sono riconducibili a due categorie specifiche.

Sintomi rilevati a livello personale

Lo stress da lavoro-correlato, a lavello personale, si manifesta attraverso vari campanelli di allarme:

  • fisiologici: abuso di alcol, sostanze stupefacenti, tranquillanti o stimolanti, tabagismo, problemi alimentari, reazioni aggressive verso se stessi e verso gli altri, disfunzioni di natura sessuale;
  • emotivi: tensione nervosa, depressione, agitazione, irritabilità, demotivazione, insicurezza;
  • comportamentali: disturbi del sonno, cardiaci, respiratori, frequenti cefalee, aumento della glicemia, aumento della sudorazione, tic nervosi e tremori.
  • cognitivi: mancanza di concentrazione, deficit di memoria e dell'apprendimento, evidenti stati di confusione, manifestazioni di incertezza nel prendere decisioni.

ragazza pensa alla scrivania

Sintomi rilevati a livello aziendale

Per rientrare in questa categoria, occorre prestare attenzione a questi segnali:

  • frequente avvicendamento del personale;
  • scarsa produttività;
  • episodi di violenza o molestie di tipo psicologico;
  • aumento improvviso dell'assenteismo;
  • aumento degli errori professionali e degli infortuni;
  • problemi di natura disciplinare.

Come eseguire la valutazione di stress lavoro correlato

Come detto, il D.Lgs. 81 del 2008 impone l'obbligo di valutazione e gestione per lo stress lavoro correlato da parte del vertice aziendale con il supporto di RSPP (il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), Medico Competente e l’RLS (il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza).

Ecco cosa fare durante una valutazione del rischio:

  • individuare i segnali di stress lavorativo;
  • individuare chi manifesta i sintomi dello stress lavoro correlato;
  • individuare possibili cause all’interno dell'ambiente lavorativo.

Per semplificare la valutazione, occorre dividere i soggetti in base alle mansioni svolte e verificare che, se esposti a rischi dello stesso tipo, si manifestino gli stessi sintomi.

Il vertice aziendale, oltre a somministrare una giusta formazione che affronti l'argomento, deve rinnovare periodicamente la valutazione del rischio stress lavoro correlato:

  • aziende ad alto rischio: ogni anno;
  • aziende a medio rischio: ogni anno;
  • aziende a basso rischio: ogni 2 anni.

Anche l'INAIL ha sviluppato un modello per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato. Esso si articola in 4 fasi:

  1. fase propedeutica: serve a preparare e organizzare le attività da svolgere durante la valutazione del rischio;
  2. fase della valutazione preliminare: viene utilizzata per valutare gli indicatori organizzativi di natura oggettiva tramite analisi di eventi sentinella del contesto lavorativo;
  3. fase della valutazione approfondita: in questo frangente si  rilevano le percezioni dei lavoratori in base a contenuto e contesto lavorativo;
  4. fase di pianificazione degli interventi: individuare, pianificare e attuare misure e interventi correttivi per eliminare o ridurre il rischio.
Condividi
Mattia Zamboni | Seo Content Specialist
Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

a cura di Dr.ssa Giusy Messina
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
donna-derisa-da-un-gruppo-di-persone
Due persone su tre hanno subìto episodi di bullismo, l’indagine di Pazienti.it

In occasione della giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo, Pazienti.it ha condotto un indagine di una settimana in cui 1,178 persone hanno risposto ad un questionario sul bullismo, focalizzandosi sul percepito che gli individui hanno in merito e l'evoluzione del fenomeno. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Sessione di terapia tra terapista e paziente donna che sorride
Bonus psicologo 2024: ecco le direttive per la richiesta

Le modalità per richiedere il Bonus psicologo nel 2024 sono state rese note: scopri maggiori dettagli su come presentare la domanda nel modo corretto. 

icon/chat