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Febbre tifoide

Febbre tifoide
Curatore scientifico
Prof. Antonio Cascio
Specialità del contenuto
Malattie infettive e tropicali Microbiologia e virologia

Che cos'è

La febbre tifoide (o tifo addominale) è causata dal batterio Salmonella typhi. L’uomo è l’unico serbatoio della malattia che, se non trattata, può avere esito infausto.

La febbre tifoide è un'infezione causata da batteri che possono diffondersi in tutto il corpo. Senza un tempestivo trattamento, la salmonella può causare gravi complicanze ed essere fatale. La febbre tifoide è causata da un batterio chiamato salmonella typhi, che si trasmette attraverso l’ingestione di cibi contaminati col batterio.

Cause

La febbre tifoide è causata da un tipo di batterio chiamato Salmonella typhi.

Sintomi

Se la febbre tifoide non è trattata in tempi rapidi, i sintomi si svilupperanno nell'arco di una-due settimane. Con il trattamento, i sintomi dovrebbero migliorare rapidamente entro una settimana.

Classicamente la malattia si suddivide in quattro settenari. Oggi però questa suddivisione è divenuta rara grazie all’utilizzo degli antibiotici che hanno modificato l’andamento spontaneo della malattia da Salmonella typhi.

Caratteristiche della febbre tifoide nella prima settimana

I sintomi della febbre tifoide durante la prima settimana di malattia sono:

  • febbre anche sopra i 39°C
  • dolore addominale
  • stitichezza o diarrea
  • vomito
  • tosse secca
  • eruzione cutanea costituita da macchie rosa (“roseole”)
Febbre tifoide nella seconda settimana

I sintomi della febbre tifoide durante la seconda settimana di infezione sono:

  • febbre
  • addome gonfio, dolente
  • diarrea (non sempre presente)
  • battito cardiaco lento (bradicardia)
  • respirazione affannata
  • stato mentale alterato
Febbre tifoide nella terza settimana

Nella terza settimana i segni e i sintomi rimango immodificati, ma la temperatura corporea inizia ad oscillare preludendo alla normalizzazione.

Febbre tifoide nella quarta settimana

Nella quarta settimana la malattia va gradualmente verso la risoluzione.

Contagio

Salmonella typhi colonizza soltanto l’uomo, dunque la sorgente di infezione è esclusivamente il paziente malato o un portatore asintomatico. Il microorganismo alberga nell’intestino dei portatori asintomatici per mesi o talvolta anche per anni. La trasmissione avviene attraverso il consumo di alimenti contaminati da escrementi in cui è presente Salmonella typhi (trasmissione fecale-orale).

Diffusione dell’infezione da Salmonella typhi

Le principali cause di diffusione della salmonella sono:

cattiva igiene

mangiare cibo contaminato o bere acqua contaminata

mangiare crostacei o frutti di mare contaminati

rapporti sessuali

Complicazioni

Le complicazioni da salmonella si verificano di solito nella terza settimana dopo l'inizio dei sintomi e sono:

  • emorragia interna nel sistema digestivo
  • perforazione nell’ultimo tratto dell’intestino tenue
  • diffusione dell'infezione ai tessuti vicini
Le complicazioni in corso di febbre tifoide si verificano soprattutto nei soggetti che non sono stati trattati con antibiotici.

Diagnosi

La febbre tifoide si diagnostica attraverso:

  • Prelievo di sangue e isolamento del microorganismo (soprattutto nella 1° settimana di malattia)
  • Esame delle feci e isolamento del microorganismo (soprattutto nella 2°-3° settimana)
  • Ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti in risposta all’infezione

Prevenzione

La prevenzione può essere effettuata educando le persone all'igiene personale, soprattutto attraverso il lavaggio delle mani dopo l'uso del bagno e prima di manipolare le pietanze.

Per prevenire la febbre tifoide i medici consigliano la vaccinazione, se si viaggia in zone del mondo a rischio. 

Somministrazione orale
Il vaccino orale va somministrato nel corso di una settimana con un totale di tre capsule assunte a giorni alterni (1, 3, 5) con acqua o liquidi non caldi, un’ora prima dei pasti. Le norme di Sanità prevedono un richiamo ogni 3 anni.

Effetti indesiderati del vaccino per il tifo:
  • disturbi gastrointestinali quale dolore addominale, nausea, vomito, diarrea;
  • orticaria o rash cutaneo;
  • shock anafilattico.
Esistono anche delle controindicazioni per il vaccino per il tifo assunto per via orale. Non può infatti essere somministrato ai seguenti soggetti:
  • bambini di età inferiore ai 3 mesi;
  • immunocompromessi;
  • pazienti che assumono contemporaneamente sulfamidici o altri antibiotici;
  • donne incinte o che allattano;
  • persone con malattie infettive acute/febbre;
  • persone con ipersensibilità al vaccino o ad alcuni dei suoi componenti.
Somministrazione intramuscolare
Il vaccino per il tifo somministrabile intramuscolarmente viene inoculato nel deltoide destro o sinistro. Le norme di Sanità prevedono un’iniezione ogni 3 anni.

Gli effetti indesiderati del vaccino intramuscolare per il tifo:
  • lievi reazioni nella sede di iniezione (eritema, tumefazione, dolore);
  • cefalea, malessere generale, febbre.
Le vaccinazioni non forniscono però una protezione completa contro la malattia da Salmonella typhi per cui è importante prendere alcune precauzioni basilari, come:
  • bere solo acqua in bottiglia, preferibilmente sigillata;
  • non consumare gelati, cubetti di ghiaccio o succhi di frutta da venditori ambulanti;
  • non mangiare verdura cruda, frutta sbucciata, frutti di mare o insalate di dubbia provenienza.

Cura

La febbre tifoide si cura con l'uso degli antibiotici. Negli ultimi anni tuttavia, a causa dell'uso talvolta errato di questi farmaci, i batteri hanno sviluppato una resistenza nei confronti di alcune molecole.

Un paziente disidratato deve essere ospedalizzato per venire reidratato per via endovenosa.

Le scelte per la terapia antibiotica per le infezioni gravi includono fluorochinoloni, cefalosporine di terza e quarta generazione e l’azitromicina.

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