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Tubercolosi cutanea

Curatore scientifico
Dr. Bruno Tozzi
Specialità del contenuto
Dermatologia Microbiologia e virologia

Che cos’è la tubercolosi cutanea?

L’infiammazione cutanea umana di origine tubercolare, comunemente detta tuberculide, è dovuta alla diffusione di bacilli di Koch all’interno del nostro organismo per via ematica. Spesso questi bacilli possono risiedere all’interno della cute per periodi di tempo anche lunghi prima di manifestarsi, scatenando così l’infezione vera e propria.
Ecco perché un’attenta e precoce diagnosi favorisce la prevenzione di questa malattia

Quanti e quali tipi di tubercolosi cutanea esistono?

La tubercolosi cutanea può esprimersi in diverse forme.
Attualmente le principali tuberculidi conosciute sono:

  • la tuberculide papulo-necrotica: consiste nella formazione di papule necrotizzanti, diffuse soprattutto lungo le estremità e tende alla risoluzione spontanea;
  • il lichen scrofulosorum: presenta piccole papule e colpisce soprattutto bambini o giovani adulti;
  • le tuberculidi nodulari (tra queste l’eritema di Bazin): ne sono colpite più frequentemente donne tra i 40 e i 50 anni, affette da problemi circolatori agli arti inferiori.

La diversità con cui si manifesta la tubercolosi cutanea è dovuta al grado di virulenza del ceppo infettante, alla modalità con cui si propaga l’infezione e allo stato immunitario del soggetto colpito.

Come si può contrarre la tuberculidi?

L’infezione primaria cutanea può verificarsi mediante inalazione, ingestione o inoculazione cutaneo-mucosa del micobatterio in soggetti mai venuti in contatto con il batterio. L’infezione secondaria, invece, può avvenire per successiva contiguità, per re-inoculazione o per riattivazione, anche molto tardiva, di un focolaio latente cutaneo, linfonodale, osseo o polmonare.

Dove sono più diffuse le tuberculidi?

Benché non sia una malattia largamente diffusa, la tubercolosi cutanea rappresenta ancora un grave problema medico e socio-culturale in molte zone del mondo. In particolare ne sono colpite maggiormente le regioni tropicali e sub-tropicali di Asia, Africa e Sud America. La sempre più frequente diffusione di fenomeni come l’immigrazione e il progressivo impoverimento di zone appartenenti a Paesi dall’alto tenore socio-economico ha però fatto sì che le tuberculidi si diffondessero con più vigore anche in Europa e in Nord America.
Secondo recenti dati dell’Oms esistono circa 2 miliardi di infezioni tubercolari latenti nel mondo, 15 milioni di malattie in atto e ben 3 milioni di decessi all’anno.

Quali sono le cause della tubercolosi cutanea?

Il fattore primario è lo stato immunologico del soggetto colpito. Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo le principali cause di diffusione dei batteri responsabili delle tuberculidi sono le difficili condizioni igienico-sanitarie in cui la popolazione è spesso costretta a vivere, i controlli inadeguati e un carente sistema di prevenzione.

Nelle zone ricche del mondo le cause principali sono, invece, la crescente e incontrollata immigrazione da ogni parte del mondo, la progressiva diffusione di malattie da HIV e la sempre più frequente resistenza degli organismi ai chemioterapici specifici più comuni.

Come si cura la tubercolosi cutanea?

Diversi sono stati i tentativi di combattere questa malattia.
Prima (verso gli anni ‘50) con la somministrazione della streptomicina, poi con l’utilizzo di nuovi antibiotici come la rifampicina (ancora in uso), associata ad altri antibiotici e previo un costante controllo delle funzionalità epatiche, renali e nervose del malato.
Per quanto riguarda, invece, l’uso di antibiotici di ultima generazione (ofloxacina, ciprofloxacina, tienamicina, amikacina) si preferisce il ricorso a questi rimedi solo in casi particolarmente gravi o in cui il paziente manifesti resistenza ai farmaci più comuni.

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