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Autosvezzamento: come funziona?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 14 Dicembre, 2022

Autosvezzamento: Pro e Contro

L'autosvezzamento consiste nell’abbandonare alcune schematizzazioni tipiche dello svezzamento tradizionale, in cui l'inserimento di alimenti avviene gradualmente, e nel lasciare che il bambino assaggi ciò che vuole

Dunque, concretamente, vuol dire far sedere il piccolo a tavola con la famiglia, lasciando che sia lui a scegliere quali pietanze mangiare e assaggiare.

Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Quali sono i possibili vantaggi e svantaggi? Vediamolo insieme.

I pro dell’autosvezzamento

Per quanto riguarda i pro dell’autosvezzamento possono essere così riassunti:

  • maggiore condivisione del momento del pasto tra adulti e bambini;
  • poiché il bambino sceglie il modo e la quantità del cibo che vuole mangiare, ciò può contribuire ad aumentare l'ascolto delle sue esigenze da parte die genitori e una maggiore possibilità di sviluppo della sua autonomia. 
  • possibilità di scoprire in modo diretto i sapori reali dei cibi, che vengono offerti al bambino senza mischiarli, favorendo, quindi, anche più confidenza con gli alimenti che potrà ritrovare in futuro a tavola;
  • capacità di stimolare il coordinamento muscolare e visivo del bambino;
  • uso di cibi freschi, con meno conservanti e pronti al momento;
  • comodità quando si è fuori casa, il bambino può mangiare qualsiasi cosa;
  • possibilità di risparmiare dal punto di vista economico.

I contro dell’autosvezzamento

Gli svantaggi dell’autosvezzamento possono essere così riassunti:

  • se non si seguono i consigli e le indicazioni per una corretta proposta del cibo, il rischio di soffocamento potrebbe aumentare;
  • a differenza dello svezzamento classico, in cui quando si inizia la prima pappa, la poppata del pranzo viene subito sostituita; con l’autosvezzamento, il passaggio dal latte ad un pasto completo richiede più tempo poiché si parte da piccoli assaggi, con la possibilità, poi, di far coesistere per qualche settimana la poppata e il pasto solido. Le porzioni aumentano in modo graduale, fino a sostituirsi alla poppata nel giro di circa un mese;
  • impossibilità di monitorare le quantità, con la conseguente possibilità di provare una maggiore preoccupazione per l'eventuale mancanza di assunzione dei nutrenti necessari, dal momento che non si seguono gli schemi dello svezzamento tradizionale;
  • se le abitudini alimentari della famiglia non seguono una alimentazione equilibrata è sana, è necessario modificarle;
  • possibilità di effettuare pasti in modo meno ordinato, sia perché nell’autosvezzamento si lascia maggiore spazio all'autonomia del bambino, (che scopre il cibo prima con le mani e poi con la bocca) sia perché il pasto potrebbe essere caratterizzato da meno tranquillità.
  • gli omogeneizzati e liofilizzati potrebbero risultare più pratici;
  • impostare una alimentazione e un menu equilibrato, che non sia molto distante dalle proposte già ben strutturate dello svezzamento tradizionale potrebbe essere più complicato.

Purtroppo, al di là di ogni dibattito sulla questione, è opportuno tener conto che l’autosvezzamento rappresenta semplicemente un’opzione che i genitori possono conoscere anche per poter scegliere con maggiore serenità come affrontare lo svezzamento, non trattandosi di dogmi assoluti. 

Un’opzione non esclude necessariamente l’altra e i genitori potranno valutare vantaggi e svantaggi dell’autosvezzamento e dello svezzamento tradizionale per trovare il proprio percorso.  

In ogni caso, è sempre opportuno il consulto con il pediatra.

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a cura di Dr. Marcello Sergio
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