L'Inghilterra introdurrà da aprile 2027 il divieto di vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina ai minori di 16 anni. La misura, annunciata dal governo britannico il 16 luglio 2026, riguarderà negozi, distributori automatici e vendite online e nasce con l'obiettivo di ridurre gli effetti che un consumo eccessivo di caffeina può avere su sonno, concentrazione e salute dei più giovani.
Perché il governo vieterà gli energy drink agli under 16
La decisione arriva dopo anni di dibattito e una consultazione pubblica avviata dal governo britannico. Il provvedimento riguarda le bevande con oltre 150 milligrammi di caffeina per litro, soglia già utilizzata nella normativa europea per identificare le bevande ad alto contenuto di caffeina. Restano invece esclusi tè, caffè e bibite con livelli inferiori di caffeina.
Secondo il Dipartimento della Salute del Regno Unito, circa 100.000 bambini in Inghilterra consumano ogni giorno energy drink. È uno dei dati che hanno contribuito a spingere l'esecutivo verso una regolamentazione nazionale, trasformando in obbligo di legge una pratica che molte catene di supermercati avevano già adottato volontariamente.
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Non è un caso che il tema sia tornato al centro del dibattito pubblico. Negli ultimi anni la diffusione delle bevande energetiche tra gli adolescenti è aumentata, favorita anche da campagne di marketing rivolte al mondo dello sport, del gaming e dei social network.
Quali sono i rischi legati al consumo di bevande energetiche
Il punto è che non si tratta soltanto della caffeina. Molti energy drink associano infatti elevate quantità di zuccheri, taurina e altri ingredienti stimolanti.
Diversi studi hanno osservato un'associazione tra il consumo frequente di queste bevande e:
- disturbi del sonno;
- maggiore ansia e irritabilità;
- difficoltà di concentrazione;
- aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa;
- peggior rendimento scolastico.
Va detto che gran parte delle ricerche disponibili individua correlazioni e non sempre un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, il quadro complessivo è stato ritenuto sufficiente dalle autorità sanitarie britanniche per adottare un principio di precauzione.
Una revisione sistematica pubblicata sul BMJ ricorda, inoltre, che bambini e adolescenti risultano più sensibili agli effetti della caffeina rispetto agli adulti, soprattutto quando il consumo è frequente o concentrato in poco tempo.
Cosa prevede il divieto e quali prodotti saranno interessati
Dal aprile 2027 sarà vietata la vendita ai minori di 16 anni delle bevande energetiche che superano la soglia di 150 mg di caffeina per litro.
Il divieto si applicherà:
- ai supermercati;
- ai piccoli negozi;
- ai distributori automatici;
- alle piattaforme di vendita online.
Per i rivenditori sono previste verifiche sull'età dell'acquirente e sanzioni in caso di violazione della normativa. Molti grandi supermercati britannici avevano già introdotto controlli analoghi negli anni precedenti, ma la nuova legge renderà il divieto uniforme su tutto il territorio inglese.
È una misura che ricorda quanto già avviene per altri prodotti destinati ai minori: l'obiettivo non è vietare il consumo agli adulti, bensì limitare l'accesso a una fascia di popolazione ritenuta più vulnerabile.
E in Italia? Esiste già una normativa simile?
Al momento in Italia non esiste un divieto nazionale che impedisca la vendita degli energy drink ai minori.
La normativa europea richiede che le bevande con più di 150 mg di caffeina per litro riportino in etichetta l'avvertenza relativa all'elevato contenuto di caffeina e alla non raccomandazione per bambini e donne in gravidanza o in allattamento, ma non prevede un limite di età per l'acquisto.
L'annuncio britannico potrebbe, però, riaprire il confronto anche in altri Paesi europei. Negli ultimi anni alcuni Stati hanno già adottato restrizioni specifiche: la Polonia e la Romania hanno introdotto limiti nazionali per la vendita ai minori, mentre la Norvegia ha fissato il limite a 16 anni.
La questione, però, è un'altra: un eventuale provvedimento italiano richiederebbe una scelta politica autonoma e non deriverebbe automaticamente dalla decisione del governo britannico.
Le critiche al provvedimento
Non tutti condividono la scelta dell'esecutivo inglese.
L'associazione britannica dei produttori di bevande analcoliche sostiene che il divieto non sia supportato da prove definitive sull'efficacia di una restrizione anagrafica e ricorda che molte aziende hanno già introdotto etichette di avvertenza e campagne informative. Alcuni osservatori ritengono inoltre che educazione alimentare e responsabilità familiare possano incidere più di un semplice divieto.
Ciò non toglie che numerose organizzazioni sanitarie e associazioni impegnate nella tutela dell'infanzia abbiano accolto favorevolmente la misura, sostenendo che una limitazione dell'accesso possa contribuire a ridurre i consumi nelle fasce più giovani della popolazione.
Una decisione che potrebbe fare scuola
L'Inghilterra diventerà uno dei Paesi europei con una disciplina specifica sulla vendita degli energy drink ai minori di 16 anni. Resta da capire se altri governi seguiranno la stessa strada oppure preferiranno rafforzare informazione e campagne di prevenzione senza introdurre nuovi divieti.
A conti fatti, il provvedimento britannico riporta al centro una domanda che riguarda molti Paesi: fino a che punto prodotti legali, ma ad alto contenuto di caffeina, dovrebbero essere facilmente accessibili ai più giovani?
Fonti: