Molti genitori hanno l’impressione che i figli non ascoltino ciò che viene detto loro, tuttavia, la ricerca scientifica racconta una versione diversa. Numerosi studi di psicologia dello sviluppo dimostrano che bambini e bambine prestano grande attenzione alle conversazioni degli adulti, soprattutto quando non sono coinvolti direttamente.
Questo ascolto “di sfuggita” rappresenta una modalità di apprendimento precoce, efficace e spesso sottovalutata, che contribuisce allo sviluppo del linguaggio, delle competenze cognitive e della comprensione sociale.
Ascoltare senza essere interpellati
Fin dai primi anni di vita, i bambini mostrano una notevole capacità di osservare e ascoltare ciò che accade intorno a loro. Anche quando sembrano distratti o impegnati in altre attività, sono in grado di cogliere informazioni dalle conversazioni tra adulti.
Secondo gli esperti, questo ascolto indiretto non è casuale: il bambino seleziona ciò che è rilevante, ne memorizza i contenuti e li integra nelle proprie conoscenze.
Le interazioni quotidiane, come dialoghi familiari, telefonate o conversazioni informali, costituiscono quindi un contesto di apprendimento continuo, spesso più ricco di quanto si immagini.
Imparare nuove parole origliando
Uno degli ambiti più studiati riguarda l’acquisizione del linguaggio. Una ricerca condotta su bambini di 2 anni ha mostrato che l’apprendimento di nuove parole avviene con la stessa efficacia sia quando queste vengono insegnate direttamente, sia quando vengono ascoltate durante una conversazione tra adulti.
Il dato suggerisce che l’esposizione indiretta al linguaggio sia sufficiente per favorire lo sviluppo lessicale. Studi successivi hanno analizzato fasce d’età più ampie. Nei bambini tra 3 e 6 anni, l’ascolto di dialoghi non rivolti a loro consente di apprendere informazioni e fatti nuovi.
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I più grandi, in particolare tra 5 e 6 anni, riescono anche ad assimilare parole sconosciute, mentre i più piccoli mostrano maggiori difficoltà sul piano linguistico, pur comprendendo i contenuti generali.
L’apprendimento attraverso l’ascolto e l’osservazione non si limita al linguaggio. Le evidenze scientifiche indicano che i bambini possono apprendere nuove azioni semplicemente guardando gli altri, anche senza istruzioni dirette.
In alcuni studi sperimentali, i bambini hanno riprodotto comportamenti mai eseguiti prima dopo averli osservati casualmente in un contesto non strutturato.
Questo meccanismo permette di interiorizzare gesti, routine e modalità di interazione sociale, contribuendo allo sviluppo dell’autonomia e dell’adattamento all’ambiente.
Un meccanismo diffuso anche fuori dall’Occidente
L’apprendimento basato sull’ascolto indiretto non è esclusivo delle società occidentali. In alcune comunità tradizionali, come quelle della Papua Nuova Guinea, i bambini non vengono considerati interlocutori attivi nei primi anni di vita e ricevono poche interazioni verbali dirette. La maggior parte dell’esperienza linguistica deriva dall’ascolto delle conversazioni degli adulti.
Nonostante ciò, gli studi dimostrano che lo sviluppo del linguaggio avviene secondo tempistiche simili a quelle dei bambini cresciuti in contesti in cui l’interazione diretta è più frequente. Questo dato rafforza l’idea che l’ascolto dell’ambiente circostante sia una risorsa fondamentale per l’apprendimento.
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Cosa significa per adulti e famiglie
Le ricerche indicano chiaramente che i bambini ascoltano e osservano molto più di quanto appaia; parole, atteggiamenti e reazioni emotive degli adulti vengono assorbiti anche nei momenti informali.
Creare un ambiente comunicativo consapevole diventa quindi importante non solo nei momenti educativi espliciti, ma anche nella vita quotidiana.
Fonti
- Child Development - Learning Words Through Overhearing
- Proceedings of the Annual Meeting of the Cognitive Science Society - Active Overhearing: Development in Preschoolers’ Skill at ‘Listening in’ to Naturalistic Overheard Speech