Schiena dei ragazzi e schermi: cosa sta cambiando (davvero) con smartphone e pc

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 29 Gennaio, 2026

ragazza sdraiata sul divano guarda il cellulare

Negli ultimi anni, pediatri e specialisti della riabilitazione stanno registrando una maggiore attenzione verso i disturbi della colonna vertebrale in età evolutiva. 

Mal di schiena ricorrente, fastidi lombari e diagnosi di scoliosi vengono segnalati con più frequenza, anche a causa di abitudini quotidiane sempre più sedentarie. 

In questo contesto, una meta-analisi pubblicata nel 2023 ha acceso i riflettori su un elemento ormai centrale nella vita di bambini e adolescenti: il tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e computer.

Una colonna vertebrale in trasformazione

Durante l’infanzia e l’adolescenza la colonna vertebrale attraversa una fase di crescita e adattamento continuo: muscoli, ossa e articolazioni si sviluppano e si rimodellano in risposta alle sollecitazioni quotidiane, dalla postura a scuola all’attività fisica (o alla sua assenza). È anche per questo che, in età evolutiva, possono comparire disturbi diversi tra loro, con caratteristiche e cause differenti.

Da un lato c’è la scoliosi idiopatica, una deformazione della colonna che può emergere durante lo sviluppo e che richiede un inquadramento specialistico. Dall’altro lato c’è la lombalgia, più spesso legata a fattori muscoloscheletrici come contratture, sovraccarichi, posture mantenute a lungo o sforzi ripetuti.

In questo scenario, il mal di schiena non è un evento raro: secondo gli esperti, circa il 20% dei ragazzi riferisce episodi di dolore persistenti o ricorrenti nel corso della crescita. Si tratta quindi di una quota significativa, che suggerisce come il problema sia tutt’altro che marginale e meriti attenzione, soprattutto in un periodo in cui abitudini e stile di vita possono influenzare il benessere della colonna anche nel lungo termine.

Schermi e postura: perché si parla di “Text Neck”

Il tempo davanti agli schermi non è un semplice “passatempo”: incide sulle abitudini di movimento e sulla postura. Quando si utilizza lo smartphone o si studia al computer, la posizione più comune è quella con il capo in avanti, le spalle chiuse e il dorso curvo. Questa postura prolungata viene descritta dagli specialisti come Text Neck, o I-Posture.

Il punto critico non è soltanto l’inclinazione del collo, ma l’effetto a catena: restare seduti a lungo riduce l’attivazione muscolare e aumenta il rischio di rigidità e dolore, soprattutto se l’attività fisica quotidiana diminuisce drasticamente.

Uno dei risultati più significativi arriva da una meta-analisi del 2023: per ogni ora aggiuntiva di utilizzo quotidiano di dispositivi elettronici, il rischio di lombalgia nei bambini e negli adolescenti aumenta del 26%.

Gli specialisti spiegano che il legame non dipende da un solo fattore, ma dalla combinazione tra postura flessa mantenuta a lungo e riduzione del movimento. In pratica, più ore di schermo spesso significano meno sport, meno camminate e meno tempo all’aria aperta: elementi che, nel lungo periodo, possono pesare sul benessere della colonna.

Non solo postura: obesità, genetica, stress e ansia

Lombalgia e scoliosi, però, non possono essere spiegate soltanto con la sedentarietà. Tra i fattori di rischio più citati rientrano anche obesità e predisposizione genetica

Inoltre, stanno assumendo un ruolo importante i fattori psicologici: stress e ansia possono aumentare la percezione del dolore e contribuire a un circolo vizioso, riducendo ulteriormente la voglia di muoversi.

Per questo gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio completo, che tenga insieme corpo e benessere emotivo.


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I falsi miti da sfatare: nuoto, sport e zaino

Accanto ai dati scientifici, continuano a circolare convinzioni difficili da eliminare. Una delle più diffuse riguarda il nuoto, spesso considerato “la terapia” per la scoliosi. In realtà, indagini internazionali indicano che il nuoto non può essere considerato un trattamento specifico per questa condizione e, in alcuni casi, potrebbe persino risultare controindicato.

Anche alcuni sport come tennis o scherma vengono talvolta etichettati come pericolosi, ma la valutazione dovrebbe essere personalizzata e basata su diagnosi e controllo clinico.

Infine, lo zaino pesante: gli studi smentiscono l’idea che possa causare scoliosi. Un carico eccessivo può provocare affaticamento muscolare e dolore, ma non altera la struttura ossea in modo tale da generare una deformità scoliotica. La raccomandazione resta ridurre il peso e promuovere uno stile di vita attivo.

La salute della schiena nei giovani dipende sempre più da abitudini quotidiane: movimento, postura e gestione dello stress. 

I dati sullo screen time suggeriscono un’associazione concreta con la lombalgia, ma la prevenzione passa soprattutto da equilibrio: meno sedentarietà, più attività fisica e informazioni corrette, senza allarmismi.

Fonti

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