É un tragico episodio di cronaca a indirizzare l’attenzione verso un tema delicato quanto fondamentale: la sicurezza del sonno nei primi mesi di vita dei bambini.
Quando si parla di neonati, anche i più scontati gesti quotidiani, innocui in apparenza, possono comportare rischi gravi e non sempre conosciuti.
Ma quali sono le regole davvero importanti per prevenire il soffocamento accidentale?
Ecco una breve guida utile a tutelare il benessere del bambino durante il riposo accanto a lui.
Bambini e sonno condiviso: cosa sapere sul rischio di soffocamento
Nei primi mesi di vita il neonato presenta un sistema respiratorio e neurologico ancora immaturo. Questo significa che la capacità di reagire a ostacoli meccanici, come una compressione toracica o un’ostruzione delle vie aeree, è limitata.
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Il bed-sharing (condivisione del letto o del divano con un adulto) è una pratica diffusa per favorire il contatto e l’allattamento notturno.
Tuttavia, le principali società scientifiche raccomandano cautela a riguardo. Le linee guida della Società Italiana di Pediatria, infatti, evidenziano l’importanza di distinguere tra “room-sharing” (condivisione della stanza) e condivisione della stessa superficie di riposo.
La condivisione della stanza, con il neonato che dorme nel proprio lettino accanto al letto dei genitori, è considerata la soluzione più sicura almeno per i primi 6 mesi di vita.
Diversamente, la condivisione del letto o del divano può aumentare il rischio di soffocamento accidentale, specialmente in presenza di stanchezza profonda, assunzione di alcol o farmaci sedativi.
Sonno e neonato: soffocamento accidentale o morte improvvisa?
È importante non confondere il soffocamento accidentale con la Sindrome della morte improvvisa del lattante SIDS). Per quale motivo?
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La SIDS è un evento improvviso e inatteso che resta inspiegato anche dopo approfondite indagini. Il soffocamento accidentale, invece, ha una causa meccanica identificabile, come la compressione del torace o l’ostruzione delle vie aeree da parte di cuscini, coperte o del corpo di un adulto.
Chiarire questa differenza incarna uno strumento di giudizio e discernimento, dunque utile a comprendere che molte situazioni possono essere prevenute attraverso comportamenti corretti e ambienti di riposo adeguati.
Le regole fondamentali per un sonno sicuro
Secondo le linee guida pediatriche, per ridurre il rischio di soffocamento e di eventi avversi durante il sonno è da ritenersi pilastro sostanziale seguire i seguenti punti:
- far dormire il neonato sempre in posizione supina (a pancia in su);
- utilizzare un materasso rigido e ben aderente alla struttura del lettino;
- evitare cuscini, paracolpi, peluche e oggetti soffici all’interno del lettino;
- non far dormire il bambino su divani, poltrone o superfici morbide;
- condividere la stanza ma non il letto nei primi mesi;
- mantenere una temperatura ambientale tra 18° e 20°C per evitare il surriscaldamento;
Il divano rappresenta uno dei contesti più rischiosi perché non è progettato per il sonno infantile: la presenza di fessure tra seduta e schienale può favorire l’intrappolamento, mentre la morbidezza della superficie aumenta il rischio di ostruzione delle vie aeree.
Un ulteriore strumento di tutela è la formazione dei genitori e dei caregiver. I corsi di primo soccorso pediatrico insegnano a riconoscere tempestivamente i segnali di difficoltà respiratoria e a intervenire correttamente in caso di ostruzione delle vie aeree.
La sicurezza del sonno si rivela dunque anche una questione di consapevolezza e di capacità dello stato di informare i cittadini su rischi e linee guida. In primo luogo, lo stato dovrebbe offrire tutti gli strumenti di tutela e prevenzione ai cittadini che lo abitano, a partire dalla formazione.
Conoscere le raccomandazioni ufficiali e adottare semplici accorgimenti quotidiani può fare la differenza nei primi mesi di vita, una fase tanto delicata quanto cruciale per la salute del bambino.
Fonti:
Ansa - Morta bimba di 10 mesi, soffocata involontariamente nel sonno dal papà