Rimedi per l’acne: i consigli del dermatologo

Rimedi per l’acne: i consigli del dermatologo

Dr.ssa Sonia Maria Devillanova, specialista in dermatologia. 


L’acne è una malattia multifattoriale che colpisce diverse epoche della vita, dal neonato, alla forma più frequente dell’adolescente, alle forme delle giovani donne, a volte di difficile cura, all’acne dell’anziano…“.

Abbiamo chiesto alla dr.ssa Sonia Maria Devillanova di darci alcuni consigli su come affrontare questo disturbo della pelle, che condiziona anche psicologicamente chi ne è colpito, partendo in primis col capire bene di cosa si tratta.

Quanti tipi di acne esistono?

Accanto alle forme classiche di acne esistono alcune forme legate ad attività ludiche, come la cloracne da piscina o quelle legate ad attività lavorative, per empio l’acne degli asfaltatori.

Per il momento ci concentriamo sull’acne dell’adolescente o acne volgare, soprattutto perché se non curata in tempo può lasciare esiti cicatriziali non indifferenti e un impatto psicologico sul paziente.

Esiste una familiarità per l’acne?

Esiste una familiarità essenzialmente legata all’azione degli androgeni sul follicolo pilo-sebaceo, aumento della seborrea e tendenza a formare accumuli di sebo i punti neri e i punti bianchi.

Il meccanismo fisiopatologico è certamente più complesso di come descritto. In sostanza, intervengono i batteri, in particolare il Proprionium bacterum acnis e lo Staphilococco Aureus con formazione della pustola. Alla fine la malattia assume un aspetto polimorfo con lesioni differenti e in stadi differenti. Poi altri fattori, stagionali, ormonali, immunologici, alimentari, influiscono a mantenere la patologia e in tanti casi a peggiorarla.

Quali sono i sintomi iniziali dell’acne?

Molto spesso non si dà peso alle prime avvisaglie: piccoli punti neri sul naso, microcisti sebacee sulla fronte, convinti che tanto è normale e tutto passerà.

Purtroppo non sempre è così, se si comincia dall’inizio a trattare l’acne a correggere i fattori alimentari sono sufficienti i topici per tenere a bada la patologia e a insegnare al giovane una corretta igiene e la costanza nelle cure. Più la patologia si aggrava minore è la risposta alla sola terapia topica; bisogna ricorrere a terapie antibiotiche per diversi mesi.

Spesso nelle ragazze si ricorre a terapie ormonali e nei casi più gravi a farmaci che necessitano di continui controlli, come i retinoidi per via generale.

Quale consiglio dà a chi affronta questo disturbo?

Per concludere, il mio consiglio è di non sottovalutare i primi sintomi. Una cura intrapresa subito è maggiormente efficace e non costringe a successivi trattamenti per eliminare o minimizzare i danni cicatriziali e pigmentari della patologia.

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