L'eccellenza della chirurgia lombarda segna un traguardo storico: il Policlinico San Marco di Zingonia (Bergamo), parte del Gruppo San Donato, è diventato teatro di una prima mondiale assoluta.
Per la prima volta nell'ambito della chirurgia del colon è stata applicata con successo l'anastomosi magnetica, in questo caso anastomosi intestinale, una tecnica che permette di unire i tessuti senza ricorrere ai tradizionali punti di sutura o alle graffette metalliche.
Il debutto clinico e i protagonisti
La struttura bergamasca è stata infatti selezionata come uno dei soli quattro centri al mondo (insieme ad Amsterdam, Madrid e Santiago del Cile) per partecipare allo studio MagCR Study.
L'obiettivo della ricerca è validare l'efficacia del sistema ideato da Michel Gagner, una vera autorità globale nel campo della chirurgia digestiva e metabolica.
Gli interventi, eseguiti con tecnica laparoscopica mini-invasiva, hanno riguardato due casi clinici distinti ma altrettanto complessi:
- una emicolectomia destra necessaria per il trattamento di un tumore;
- una resezione del colon sinistro per risolvere una patologia diverticolare.
A guidare l'équipe medica è stato il Professor Stefano Olmi, responsabile dell’Unità di Chirurgia generale, oncologica e robotica presso il San Marco e docente all'Università Vita-Salute San Raffaele.
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L'operazione si è svolta sotto la supervisione diretta dello stesso Gagner, sancendo il passaggio di questa tecnologia dalla teoria alla pratica clinica d'avanguardia.
Anastomosi magnetica: di cosa si tratta
L'anastomosi magnetica (conosciuta anche come Magnamosis) è una tecnica chirurgica innovativa che utilizza la forza di attrazione tra magneti per creare una connessione (anastomosi) tra due organi cavi, come tratti dell'intestino o vasi sanguigni, senza l'ausilio di suture manuali o punti metallici.
Il principio si basa sulla necrosi da pressione controllata in cui due magneti (solitamente in neodimio-ferro-boro, rivestiti in materiale biocompatibile) vengono posizionati nei segmenti da unire:
- compressione: i magneti si attraggono, comprimendo le pareti tissutali interposte;
- ischemia: la pressione induce una necrosi localizzata del tessuto compresso;
- rimodellamento: mentre il tessuto centrale decade, i bordi esterni della zona di compressione guariscono fondendosi insieme (fibrosi), creando un lume continuo;
- espulsione: una volta completata l'anastomosi, i magneti si staccano e vengono solitamente espulsi naturalmente attraverso il tratto gastrointestinale.
Sebbene sia ancora oggetto di studi per alcune specialità, i campi principali sono:
- chirurgia gastrointestinale: trattamento di stenosi esofagee, bariatrica (bypass) e ricostruzioni del colon;
- urologia: riconnessione uretrale post-traumatica o post-operatoria;
- chirurgia vascolare: creazione di fistole arterovenose per emodialisi;
- pediatria: particolarmente utile nell'atresia esofagea neonatale per evitare interventi invasivi.
Confronto tra tecniche tradizionali e anastamosi magnetica
Il passaggio dalle tecniche meccaniche a quelle magnetiche comporta cambiamenti significativi in quattro aree principali:
Invasività della procedura
Le tecniche tradizionali richiedono solitamente un accesso chirurgico diretto (chirurgia aperta o laparoscopia avanzata) per consentire al chirurgo di manovrare gli strumenti.
Al contrario, l'anastomosi magnetica è spesso mini-invasiva, poiché i magneti possono essere posizionati tramite guide endoscopiche o cateteri.
Sicurezza e tenuta
Con suture e punti metallici, esiste un rischio immediato di deiscenza (apertura della ferita) se i punti non tengono.
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L'approccio magnetico offre una sigillatura progressiva: i tessuti si fondono gradualmente mentre la necrosi da pressione fa il suo corso, creando un'unione spesso più uniforme e robusta.
Permanenza di materiali estranei
Suture e graffette metalliche rimangono permanentemente all'interno dell'organismo, potendo causare nel tempo reazioni da corpo estraneo o granulomi.
I magneti, invece, sono temporanei: una volta che l'anastomosi è completata e il lume è aperto, i dispositivi si staccano e vengono eliminati naturalmente dal corpo.
Precisione e affidabilità
La qualità di una sutura manuale è fortemente operatore-dipendente, legata cioè all'abilità tecnica del chirurgo.
L'anastomosi magnetica è considerata autonivelante, poiché la forza fisica di attrazione tra i due poli garantisce un allineamento automatico e costante dei segmenti da unire.