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In Australia, stop ai sussidi per le famiglie che non vaccinano i figli

Alessandra Lucivero | Editorial Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 15 Aprile, 2015

In Australia, stop ai sussidi per le famiglie che non vaccinano i figli

Una notizia che non tarderà a suscitare polemiche e dissensi: in Australia, il primo ministro Tony Abbot ha dichiarato di voler sospendere le forme di sussidio previste per le famiglie, se queste decideranno di non vaccinare i propri figli.

Una sorta di implicito ricatto o una buona mossa per sensibilizzare “in maniera forzata” la popolazione a non trascurare l’importanza dei vaccini per la salute dei più piccoli? Comunque la si veda, questa decisione, che attende ancora di essere approvata dal Parlamento australiano, pare essere politicamente condivisa dai più, a tal punto che si prevede l’attuazione della legge dal primo gennaio del prossimo anno.

Quale sarebbe, in termini economici, la perdita per le famiglie?

È di 15mila dollari australiani la cifra a cui le famiglie dovrebbero rinunciare. Non poco, visti i costi che ci si trova ad affrontare con l’arrivo di un bebè. Ma, proprio l’Australia, può essere considerata come uno Stato modello, contando circa il 90% dei bambini vaccinati, con il restante 10% dei pazienti che rinuncia a questa forma di prevenzione soprattutto per cause legate alla salute (come le allergie).

Qual è dunque la ragione che ha spinto Abbot a una proposta così drastica?

La ragione sta nella nuova tendenza che si è sviluppata negli ultimi anni, controcorrente rispetto al passato. Molti genitori, infatti, scelgono di non sottoporre i propri piccoli ai vaccini, compilando un modulo da obiettori di coscienza. Le ragioni? Ideologiche, religiose o pseudo-mediche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Si assiste sempre di più al ritorno di malattie considerate ormai debellate, come il morbillo (vedi il recente caso californiano). Abbot ha dunque sottolineato che “la scelta di non immunizzare i propri figli – seppur legittima – non sarà supportata da alcuna politica pubblica o ricerca medica”, ma soprattutto che “un simile comportamento non dovrebbe essere supportato dai contribuenti sotto forma di sussidi per l’infanzia”.

Chi sarà escluso da questa nuova normativa? 

La legge varrà per tutti, tranne ovviamente per i bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute o religiosi, solo se precedentemente riconosciuti dal governo.

Insomma, una grande rivoluzione che mira a un unico obiettivo: rendere la salute non solo un diritto ma anche un dovere a cui non ci si può sottrarre. Vaccinarsi non è un modo per salvaguardare la propria vita, ma anche e soprattutto per tutelare la salute della comunità intera. Staremo a vedere quali saranno le reazioni della popolazione.

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