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Autismo e schizofrenia: esiste davvero un legame?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Schizofrenia e Autismo: esiste un Legame?

Perché la diagnosi di autismo cambia dopo i 18 anni, “trasformandosi” in schizofrenia?

La risposta è tutt’altro che semplice e legata a dinamiche politiche e sociali i cui nodi non sono ancora sciolti. Quel che è certo è che l’autismo resta tale e i soggetti colpiti mantengono tutti i sintomi della Sindrome.

Qual è, dunque, la ragione per cui si tende ad associare l’autismo alla schizofrenia?

Bisogna fare un salto nel passato, per chiarire il punto. Questa associazione, ancora viva nel presente – almeno burocraticamente –, è figlia della confusione generata attorno alla sindrome molti decenni fa.

Negli anni Settanta, infatti, la malattia veniva addirittura definita come “schizofrenia infantile“.

Un altro motivo di confusione è legato al fatto che l’autismo, descritto da Leo Kanner nel 1943, era definito come una condizione di ritiro e di chiusura, sintomi della stessa schizofrenia.

In realtà, l’autismo non è ritiro, ma difficoltà di base a entrare in sintonia con gli altri, per chiare ragioni neurobiologiche. Si tratta, dunque, di alterazioni neurofunzionali proprie del soggetto sin dalla nascita e riscontrabili già dopo il primo anno di vita.

Gli anni Ottanta e lo studio dell’autismo

Negli anni Ottanta, il termine “schizofrenia infantile” viene abbandonato e sostituito con “disturbi generalizzato dello sviluppo” e, ancora, con “disturbo dello spettro autistico“.

Sempre di più, col passare del tempo, si tende a individuare le basi neurofuzionali del disturbo, differenziandolo dalla schizofrenia. Si nota, al di là delle diciture tecniche date ufficialmente dai sistemi sanitari ed assistenziali, che i bambini autistici diventano adulti con autismo.

Differente, poi, è l’aspetto legato alla “comorbidità”, ovvero la possibile presenza di più patologie psichiatriche in uno stesso paziente. Vero è che solo l’1% dei soggetti autistici presenta anche sintomi della schizofrenia.

Nei pazienti che, invece, mostrano i segni della sindrome di Asperger, è molto più probabile che compaiano anche disturbi depressivo-ansiosi e di personalità, a causa delle pressioni e della loro disabilità sociale.

Quando parliamo, quindi, di schizofrenia?

È, quindi, il caso di parlare di schizofrenia, per definirne i sintomi e cogliere meglio le differenze dall’autismo.

La schizofrenia è un disturbo psichico, che compromette e altera le azioni del soggetto colpito, portandolo alla perdita di contatto con la realtà.

A differenza dell’autismo, i primi sintomi della malattia compaiono, tipicamente, nella tarda adolescenza, con un decorso lento. Alcuni segni portano a una progressiva perdita del contatto con la realtà.

I sintomi tipici di questa psicopatologia sono:

  • Allucinazioni e deliri
  • Pensiero disorganizzato
  • Agitazione

Quelli che rendono il disturbo “simile” all’autismo – ma solo apparentemente, sono:

  • Incapacità di esprimere le emozioni
  • Isolamento sociale
  • Apatia
  • Deficit della produzione verbale
  • Scarsa attenzione

Come si cura?

Il trattamento è di tipo farmacologico, con la somministrazione di farmaci antipsicotici o neurolettici, per agire sullo squilibrio biochimico cerebrale.

Ad aiutare, anche la Terapia Cognitivo Comportamentale – come nell’autismo – per migliorare le abilità sociali nel paziente.

Insomma, è bene distinguere chiaramente le due patologie e continuare a sottolineare tale diversità, in modo da renderla ufficiale, anche a livello istituzionale.


In collaborazione con “Un Cuore per l’Autismo O.N.L.U.S.“. 


 

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