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Batteri intestinali per combattere le allergie alimentari

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 19 Settembre, 2014

Batteri intestinali per combattere le allergie alimentari

Sembra essere una moda e invece è un dato reale: le allergie alimentari sono in aumento. Secondo le statistiche, negli Stati Uniti colpiscono circa 15 milioni di persone, e il numero di bambini affetti è raddoppiato dal 1997 al 2011.

A volte sottovalutate, le allergie alimentari attaccano il sistema immunitario e nei casi più gravi mettono in pericolo la vita del paziente. Le cause rimangono sconosciute, anche se si ritiene che siano da rintracciare nell’ambiente in cui viviamo.

Secondo un recente studio dell’Università di Chicago, una difesa verso le allergie alimentari potrebbe venire dalla flora batterica intestinale, che sembrerebbe prevenire la sensibilità verso alcuni allergeni, come le arachidi.

Lo studio

I ricercatori hanno esposto due gruppi di topi (uno privo di batteri perché cresciuto in condizioni sterili e l’altro trattato fin dalla nascita con antibiotici) ad allergeni come le arachidi. Entrambi i gruppi hanno sviluppato una forte reazione immunitaria verso questi allergeni, al contrario di un terzo gruppo, non sottoposto ad alcun trattamento (e quindi con normali batteri intestinali).

I ricercatori hanno quindi cercato di capire quali batteri potessero offrire una difesa verso gli allergeni e hanno scoperto che si tratta della famiglia di batteri chiamati Clostridia, che proteggerebbe il corpo dallo sviluppare sensibilità a questi allergeni.

Come agiscono questi batteri?

I clostridi stimolano le cellule dell’intestino a produrre una molecola chiamata interleuchina-22, che diminuisce la permeabilità delle pareti evitando così che gli allergeni arrivino al sangue, prevenendo una reazione allergica.

Non solo. I batteri sembrano anche svolgere altre importanti funzioni, tra cui produrre vitamine e processare le fibre alimentari, altrimenti non digeribili.

Cathryn Nagler, membro del gruppo di studiosi, spiega che rimane ancora molto da imparare sulla flora batterica intestinale e le sue proprietà, ma si può iniziare a sviluppare delle terapie probiotiche.

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