Braccio DEKA: la prima protesi controllata dalla mente

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Alessandra Lucivero

Data articolo – 15 Maggio, 2014

Da quasi un decennio, l'Agenzia di Ricerca Avanzata del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, DARPA, è impegnata nella ricerca e nella realizzazione di protesi tecnologiche che sostituiscano quelle comuni e non proprio funzionali, migliorando la qualità della vita di migliaia di persone che, ogni giono, sono costrette a fare i conti con la propria invalidità. 

Quali sono i progressi compiuti in questi anni?

Dopo numerose proposte di protesi ultra-funzionali, brevettate da ingegneri statunitensi, pare che la Food and Drug Administration abbia trovato un modello interessante da approvare: un arto protesico controllato mentalmente, chiamato "Braccio DEKA".

Questo modello è il primo a suscitare il giusto grado di interesse della FDA; il dispositivo protesico è realizzato dalla società Deka Research di Dean Kamen, nome già noto per aver inventato il Segway, ovvero un mezzo di trasporto a due ruote che consente spostamenti veloci, restando in piedi. 

Il Braccio DEKA

Questa straordinaria invenzione spicca per le qualità tecnologiche che la rendono così unica. Il dispositivo è controllato da un elettromiogramma attraverso degli elettrodi posti sulla parte restante del braccio umano. I sensori raccolgono i segnali elettrici grazie ai movimenti della parte superiore del braccio, permettendo alla protesi robotica di muoversi con precisione.

I risultati sono sorprendenti: il braccio DEKA compie azioni mai riuscite prima con nessuna protesi, come girare una chiave, abbassare una cerniera o raccogliere una moneta. 

La Food and Drug Administration e la DARPA hanno così deciso di investire nel progetto circa 40 milioni di dollari, approvandone la ricerca per trovare un produttore disposto a commercializzare questa innviatova protesi.  

Ancora una volta, quella che sino a qualche hanno fa avremmo definito fantascienza sembra assumere forme concrete, aiutando tutti i pazienti che soffrono per l'amputazione di un arto a riconquistare una vita normale e serena. 

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Una donna nella sua forma fisica migliore sale gli scalini.
A che età il corpo umano raggiunge la forma fisica migliore? La risposta dopo 47 anni di studi

A che età il corpo umano raggiunge il picco massimo della forma fisica? Dopo ben 47 anni di studi, la scienza ha dato una risposta concreta. Scopri quando arriva il picco, il declino e cosa può rallentarlo.