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Bronchite o polmonite: ecco come riconoscerle

Redazione

Ultimo aggiornamento – Febbraio 05, 2019

Bronchite o polmonite: ecco come riconoscerle

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Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra bronchite e polmonite? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, andando ad analizzare i sintomi che compaiono con questi disturbi.

Bronchite (acuta e cronica): i sintomi del disturbo

Quando la mucosa che riviste i bronchi e lo stesso albero bronchiale si infiammano, compare immediatamente una certa difficoltà respiratoria, con segni come:

  • respiro sibilante;
  • affanno;
  • tosse;
  • senso di oppressione toracica.

Nella forma acuta, la bronchite tende a regredire nel giro di pochi giorni; la causa è solitamente riconducibile a un’infezione virale (virus dell’influenza) o come conseguenza del fumo di sigaretta o di altre condizioni.

Al contrario, la forma cronica della patologia può perdurare anche per più anni, con tosse continua ed è, quasi sempre, il risultato di una degenerazione delle strutture bronchiali generata dal fumo, dallo smog o da altre sostanze tossiche.

Quali sono, invece, i sintomi della polmonite?

In primis, c’è da dire che la polmonite è una malattia infiammatoria che colpisce il parenchima polmonare. Può essere causata da batteri, virus e funghi. Tende a colpire, prevalentemente gli over 65 e i bambini con meno di 2 anni di età.

Anche i soggetti immunodepressi sono più esposti al rischio, assieme ai pazienti bloccati da un ictus che, non riuscendo a tossire, tendono a trattenere i batteri all’interno dei polmoni. Inoltre, va sottolineato che anche agenti chimici e fumi tossici possono portare all’insorgenza del disturbo, in maniera più o meno grave.

Come riconoscerne i sintomi? Attenzione a:

  • febbre molto alta con brividi;
  • tosse produttiva sempre peggiore con muchi gialli (o sangue);
  • affanno;
  • dolore toracico;
  • dolori articolari;
  • astenia.

Bronchite e polmonite sono contagiose?

La risposta è sì. La trasmissione avviene per via aerea, attraverso starnuti o tosse, ma anche semplicemente stringendo la mano a un paziente contaminato.

La trasmissione può manifestarsi sino a una settimana dopo la comparsa dei sintomi. Bisogna, comunque, prestare attenzione anche dopo la fine dei sintomi più gravi.

Come si diagnosticano?

Attraverso degli esami, è possibile diagnosticare le patologie. Tra questi:

  • Esami del sangue, per la conta leucocitaria.
  • Esami di coltura sull’espettorato, per valutare la presenza di batteri nel muco.
  • Radiografia del torace (Rx Torace), per valutare la presenza di infezioni e di polmonite.
  • TAC.
  • Spirometria, per misurare quanta aria si immette nei polmoni.

Come si cura la bronchite?

A seconda che si tratti di bronchite acuta o cronica, il trattamento varia.

Nel primo caso, sono consigliati antinfiammatori, antipiretici e mucolitici, oltre al totale riposo. Quando, invece, la patologia è cronica, lo specialista potrà consigliare una cura con antibiotici.

Come si cura la polmonite?

La cura della polmonite dipende, ancora una volta, dal tipo di infezione in corso.

La polmonite batterica prevede l’impiego di antibiotici. Quando, però, è virale, è necessario usare farmaci antivirali, con i sintomi che migliorano dopo alcune settimane.

Quando è previsto il ricovero?

Il ricovero ospedaliero si rende necessario, se:

  • la sintomatologia non migliora;
  • ci sono altri problemi di salute;
  • scarseggia l’ossigeno nel sangue;
  • sono richiesti antibiotici somministrati per via endovenosa.

In ogni caso, per riprendersi completamente da entrambi i disturbi, il consiglio è di smettere di fumare, riposare, assumere tutti i medicinali prescritti e recarsi dal medico periodicamente, per accertarsi che si sia superato il peggio e per riprendere a star bene con serenità.

Bronchite e polmonite negli over 65: l’importanza della prevenzione

Anche quando parliamo di bronchite e polmonite, soprattutto negli over 65 (soggetti particolarmente colpiti), si può agire prevenendo i disturbi. In che modo? Esiste per la polmonite pneumococcica un vaccino valido, seppur ancora poco noto.

Si tratta del vaccino coniugato Pcv 13, la cui efficacia è pari al 45% nella prevenzione delle infezioni da pneumococco.

Il vaccino anti-pneumococco è disponibile in farmacia e necessita di ricetta medica. Per gli ultra 65enni, però, è gratuito, proprio perché la frequenza e la pericolosità delle polmoniti aumenta con l’avanzare degli anni.

Va ricordato, inoltre, che lo pneumococco può essere anche causa di meningiti e setticemie, con conseguenze come insufficienza respiratoria e addirittura morte.

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