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Cambiamenti repentini? Il nostro cervello non li percepisce, se accadono in meno di 15 secondi

Ultimo aggiornamento – 23 Giugno, 2014

Un nuovo studio tutto made in Italy, condotto presso l’Istituto di neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e dell’Università di Firenze e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science (Pnas), spiega i motivi per cui spesso il nostro cervello non riesce a recepire correttamente i cambiamenti repentini

Esempi? 

Solo pochissime persone riescono a individuare alcune inesattezze presenti in alcuni famosi film, come la maglietta di Harry Potter che nella pellicola "L'Ordine della Fenice" si trasforma all’improvviso da girocollo a scollo a “v”, o  il croissant di Julia Roberts che, in “Pretty Woman”, diventa una frittella.

Perché? Secondo lo studio, in condizioni normali, non siamo capaci di rilevare variazioni e cambiamenti immediati perché il nostro sistema visivo tende ad abbinare i dati di un dato istante con quelle dei 15 secondi precedenti, facendo quindi passare inosservati i cambiamenti improvvisi.

Come avviene tutto ciò? 

Secondo Marco Cicchini dell’In-Cnr, coautore dello studio, gli apparati sensoriali come quello visivo non sono dei sistemi perfetti ma presentano una sorta di “black out” percettivo, ovvero delle  fluttazioni casuali che potrebbero scambiate per cambiamenti derivanti dal mondo esterno; per questo motivo, il sistema visivo cerca continuamente di mettere insieme gli stimoli che sono simili tra di loro e di costruirne una sorta di 'media': questa ‘media’ delle nostre esperienze dei 15 secondi precedenti rappresenta ciò di cui noi siamo in realtà consci in un dato momento. 

Secondo la ricerca, dunque, l’integrazione degli stimoli nel tempo evita che il nostro sistema visivo risulti ipersensibile alle fluttuazioni visive dovute alle ombre e al movimento e assicura una percezione del mondo armoniosa e non discontinua: se così non fosse, i volti e gli oggetti potrebbero sembrare trasformarsi da un momento all'altro, con un effetto sconvolgente.
 
Grazie a questo meccanismo, il mondo attorno a noi ci appare stabile: il cervello sembra aver imparato che le cose non cambiano improvvisamente e, se un’informazione attuale non è completamente affidabile, ci si può basare su quello che si è visto prima.

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