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Cancro: non è colpa né della sfortuna né del caso

Redazione

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Tumore: le cause

No, la sfortuna non c’entra proprio nulla, quando si parla di cancro. I ricercatori dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) hanno infatti scoperto che alcune delle alterazioni del Dna più frequenti per lo sviluppo delle forme tumorali – che gli esperti chiamano “traslocazioni cromosomiche” – non avvengono per caso, come sostenuto fino ad oggi.

Tutto è prevedibile, infatti: tali alterazioni sono provocate da segnali che arrivano dall’esterno, condizionato dalle nostre abitudini alimentari e dall’ambiente in cui viviamo. Ammalarsi di tumore non significa dunque aver perso la partita col destino. Perché non c’è lo zampino del caso, né tanto meno della sfortuna.

Tumori: sono prevedibili, la sfortuna non c’entra nulla

Pubblicato sulla rivista Nature Genetics e finanziato dal Consiglio europeo per la ricerca (Erc), lo studio punta prima di tutto i riflettori sull’importanza della prevenzione. Non solo. Aprendo alla possibilità che anche le mutazioni genetiche alla base del cancro nascano da un meccanismo non casuale, risponde in modo perentorio all’annosa questione sul ruolo della sfortuna accesa nel 2016 dagli studi pubblicati su Science da Bert Vogelstein, della Johns Hopkins Medical School.

Il cosiddetto “teorema di Vogelstein” sostiene infatti che due terzi delle mutazioni trovate nei tumori si formino naturalmente nei nostri tessuti, nel momento in cui le cellule vanno a duplicare il proprio DNA per moltiplicarsi. Secondo tali studi, queste mutazioni sono inevitabili, perché dovute a errori casuali. Avverrebbero in ogni caso, quindi. Anche su un pianeta perfetto e con stili di vita irreprensibili.

I tumori, però, non sono causati solo da mutazioni, ovvero da piccoli cambiamenti della struttura dei geni. Possono nascere anche da altre alterazioni più consistenti che, come abbiamo visto prima, chiamiamo traslocazioni cromosomiche. In tal caso, vi è la rottura della dubbia elica del DNA, che porta allo scambio di porzioni tra cromosomi e, a volte, perfino alla fusione di due geni rotti.

Ammalarsi di cancro oppure no

«Studiando le cellule normali e quelle del tumore al seno – racconta il dr. Gaetano Ivan Dellino, ricercatore dello Ieo e dell’Università di Milano – Abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente: possiamo prevedere quali geni si romperanno con una precisione superiore all’85%. Tuttavia solo una piccola parte di essi darà poi origine a traslocazioni. La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti».

È arrivato il momento di abbandonare dunque l’idea romantica della casualità. «Questa scoperta – aggiunge il dr. Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca allo Ieo e professore di Patologia generale all’Università di Milano – Ci insegna che la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che, di conseguenza, non esiste base scientifica che ci autorizzi a sperare nella fortuna per evitare di ammalarci di tumore. Anzi, abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori: nei nostri stili di vita, nel tipo di mondo che pretendiamo, nei programmi di salute che vogliamo dal nostro servizio sanitario».

E, per quanto oggi sappiamo, ciascuno di noi può scegliere se prevenire il 40% dei tumori, con pochi e precisi cambiamenti del modo in cui viviamo. I fattori ambientali che causano il cancro già li conosciamo. Fumo, alcool, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, dieta a basso contenuto di fibre. E tutti (tutti) sono modificabili.

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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