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Colpo di calore? Ecco cosa fare

Ultimo aggiornamento – 08 Luglio, 2015

Il colpo di calore, o colpo di sole, è un grave disturbo causato dal caldo. È considerata un’emergenza medica e come tale deve essere trattata, dal momento che può causare gravi danni cerebrali o ad altri organi interni e, in alcuni casi, essere letale.

Il colpo di calore si verifica spesso come un aggravamento di patologie più lievi indotte dall’esposizione prolungata al caldo, come crampi o sincope da calore (svenimento). In altri casi, si presenta improvvisamente senza alcun segnale precedente.

Dal punto di vista medico, il colpo di calore sopravviene per una esposizione prolungata a temperature elevate – di solito in combinazione con la disidratazione – che porta al fallimento del sistema di controllo della temperatura del corpo, regolato dall’ipotalamo.

La definizione medica di colpo di calore è una temperatura corporea superiore ai 40 gradi Celsius causata da un’esposizione a temperature esterne particolarmente elevate, con complicazioni che coinvolgono il sistema nervoso centrale [1].

Chi è più colpito?

Anche se il colpo di calore può colpire tutti, ci sono alcuni fattori che aumentano il rischio [2].

  • Età: la capacità di far fronte al calore intenso dipende dalla forza del sistema nervoso centrale. Nei giovanissimi, il sistema nervoso centrale non è pienamente sviluppato e negli adulti sopra i 65 il sistema nervoso centrale comincia a deteriorarsi. Queste due condizioni rendono il corpo meno capace di reagire ai cambiamenti di temperatura. Inoltre, entrambi i gruppi di età di solito hanno difficoltà a rimanere ben idratati, fattore che aumenta il rischio.
  • Attività fisica intensa: non è un caso che gli atleti che svolgono attività agonistica, d’estate si trasferiscono in località dal clima fresco, tipici i ritiri estivi in Trentino alto Adige delle squadre di calcio professionistiche. Questo perché gli sforzi fisici intensi, in condizioni ambientali molto calde, sono tra le situazioni che possono portare a colpi di calore.
  • Improvvisi aumenti della temperatura esterna: si può essere più suscettibili al colpo di calore se si è esposti a un improvviso aumento della temperatura, come ad esempio durante un’ondata di caldo precoce o in occasione di un viaggio in una località esotica. In questi casi, è consigliabile limitare l’attività per i primi giorni per permettere all’organismo di assorbire cambiamenti e acclimatarsi.
  • Attenzione anche ai luoghi chiusi: restare a lungo in un luogo chiuso molto caldo può provocare colpi di calore dagli esiti pericolosissimi. Nei lunghi viaggi in macchina o per i gironi passati alla scrivania in ufficio, l’aria condizionata può essere il miglior rimedio.
  • Alcuni farmaci agiscono sull’ipotalamo: diminuendo la capacità di rimanere idratati e di resistere al calore. Vasocostrittori, beta-bloccanti, diuretici, antidepressivi sono tra questi. Farmaci stimolanti o droghe come anfetamine e cocaina sono ancora più rischiosi.
  • Stati patologici: uno stato di malattia è di per sé un fattore di rischio, vista la maggior debolezza dell’organismo. Alcune in particolare, come le malattie cardiache o polmonari e l’obesità possono aumentare notevolmente il rischio di essere soggetti a colpi di calore.

Quali i rischi?

Oltre al rischio di morte, possibile in caso non si venga sottoposti a un trattamento adeguato per abbassare la temperatura corporea, i rischi più gravi che si corrono sono quelli di danni d’organo permanenti [3].

Se la temperatura corporea resta oltre i limiti, gli organi tendono a gonfiarsi. Lo stato edematoso porta alla perdita permanente della funzionalità e è in alcuni casi, letale. Il cervello è l’organo maggiormente colpito ed il più suscettibile di danni permanenti in caso di edema, dal momento che la scatola cranica in cui è rinchiuso non consente l’aumento di volume oltre certi limiti. L’edema cerebrale è, quindi, la complicanza più pericolosa del colpo di calore.

Come prevenirlo

Fortunatamente, il colpo di calore è facilmente prevenibile. Ecco come [4]:

  • Evitare le lunghe esposizioni al sole nelle ore più calde, indossare sempre indumenti leggeri, traspiranti e, allo stesso tempo protettivi. Non uscire senza cappello e occhiali da sole.
  • Fare attività fisica soltanto durante le ore più fresche, al mattino presto o alla sera. Utilizzare una buona crema solare e, soprattutto, ricordarsi di bere sempre molta acqua.
  • Quando partite e cambiate clima, siate molto attenti nei primi giorni. Fate in modo che il vostro organismo possa abituarsi al cambiamento lentamente, senza sforzi e strappi.
  • Non fermatevi a lungo al sole, nemmeno per riposarvi. La pennichella fa bene solo se all’ombra e al fresco.

Cosa fare in caso avvenga?

È necessario abbassare il più rapidamente possibile la temperatura corporea, per immersione o per evaporazione, per prevenire i danni permanenti. Bagno in acqua fredda, applicazioni di ghiaccio nei punti topici, panni bagnati, sono tutti rimedi che permettono l’abbassamento della temperatura corporea e che possono essere utilizzati.

Se lo shock termico dovesse provocare brividi intensi, possono essere adoperati farmaci miorilassanti, in nessun caso il trattamento deve essere interrotto fino al ripristino delle condizioni ottimali di temperatura. Dopo il trattamento è altrettanto necessario impedire che la temperatura possa nuovamente innalzarsi. È quindi importante che il soggetto trattato venga idratato e tenuto in un ambiente fresco.

La reidratazione è necessaria ed è importante recuperare i sali minerali persi con l’eccessiva sudorazione. Bere molta acqua potrebbe non essere sufficiente. Succhi di frutta freschi o bevande isotoniche sono altrettanto consigliate. Evitare le bevande zuccherate e quelle alcoliche. Non sono indicate per reidratare e possono rendere più difficoltoso il controllo della temperatura corporea [5].

Cosa mangiare per prevenirlo?

È molto utile sostenersi con alimenti che favoriscono il buon funzionamento del sistema endocrino, di cui l’ipotalamo è parte. È quindi consigliata una dieta ricca di frutta e di verdure a foglia larga, carote, cetrioli e pomodori. Va benissimo anche la frutta in guscio. Pochi o niente grassi animali, sì al pesce nelle varietà ricche di omega 3. Un consiglio? Frullato di anguria, freschissimo, reidratante e gustosissimo [6].

Fonti

[1] Heat Stroke: Symptoms and Treatment http://www.webmd.com/a-to-z-guides/heat-stroke-symptoms-and-treatment

[2] Heatstroke http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/heat-stroke/basics/risk-factors/con-20032814

[3] Heatstroke http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/heat-stroke/basics/definition/con-20032814

[4] Heatstroke http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/heat-stroke/basics/prevention/con-20032814

[5] Heatstroke http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/heat-stroke/basics/treatment/con-20032814

[6] http://www.livestrong.com/article/246578-how-to-prevent-heat-exhaustion-with-food/ http://www.livestrong.com/article/246578-how-to-prevent-heat-exhaustion-with-food/

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