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Convivere con l’insufficienza cardiaca: gambe gonfie, tosse e sbalzi di pressione

Ultimo aggiornamento – 18 giugno, 2017

Sintomi dell'insufficienza cardiaca: tosse, gambe gonfie e sbalzi di umore
Indice

L’insufficienza cardiaca è una condizione che si caratterizza per l’incapacità del cuore di pompare un’adeguata quantità di sangue. Senza la giusta irrorazione sanguigna, tutte le funzioni del corpo risultano quindi compromesse.

Alcune persone, infatti, vanno incontro ad un progressivo irrigidimento del muscolo cardiaco, che blocca o riduce la quantità di sangue che arriva al cuore stesso. Questa patologia può interessare la parte destra o sinistra del cuore, o anche entrambe e può manifestarsi come una condizione acuta o cronica.

Nella sua forma acuta, tipica conseguenza di un attacco di cuore, i sintomi possono presentarsi per un breve lasso di tempo. Nell’insufficienza cardiaca cronica, invece, i sintomi sono persistenti e tendono a non migliorare nel tempo.

Questa patologia non è da sottovalutarsi, poiché può interessare l’intero organismo. I reni, ad esempio, rispondono a tale situazione trattenendo più acqua e sodio. I fluidi vanno ad accumularsi nelle gambe e nelle caviglie causando il caratteristico gonfiore associato all’insufficienza cardiaca.

Quali sono i sintomi dell’insufficienza cardiaca? Quali le cause? E infine, qual è la cura consigliata? Entriamo nei dettagli di questa patologia, per dare una risposta a gambe gonfie, tosse e sbalzi di umore!

Insufficienza cardiaca: tutto ciò che bisogna sapere

I sintomi dell’insufficienza cardiaca più diffusi comprendono:

  • affaticamento;
  • improvviso aumento di peso;
  • inappetenza;
  • tosse persistente;
  • sbalzi di pressione;
  • respiro corto;
  • gambe gonfie.

Molto spesso l’insufficienza cardiaca è associata ad un’altra condizione patologica. La causa dell’insufficienza cardiaca più comune è la coronaropatia, una condizione che provoca il restringimento delle coronarie, ovvero le arterie che portano al cuore sangue e ossigeno.

Insufficienza cardiaca: le cause più comuni

In figura è rappresentato un restringimento delle coronarie, causa più comune dell’insufficienza cardiaca.

Altre condizioni che possono aumentare i rischi di insufficienza cardiaca comprendono:

  • cardiomiopatia: si tratta di una patologia che danneggia il muscolo cardiaco rendendolo più debole;
  • ipertensione;
  • valvulopatie;
  • malattie cardiache congenite.

È bene sapere che questa patologia può presentarsi in qualsiasi individuo, anche se gli uomini sono maggiormente a rischio. Tuttavia, ci sono alcuni fattori che possono aumentare i rischi, in particolare tutte quelle malattie che vanno a compromettere la funzionalità del cuore (anemia, disturbi della tiroide, enfisema).

Ci sono poi alcune abitudini e comportamenti che possono influire su questa determinata problematica:

  • tabagismo;
  • alimentazione ricca di grassi;
  • stile di vita sedentario;
  • sovrappeso.

Insufficienza cardiaca: quale terapia seguire?

Il tipo di trattamento da seguire è legato alla gravità della condizione. Inizialmente l’insufficienza cardiaca può essere trattata con farmaci che ne alleviano i sintomi ed evitano un peggioramento della condizione.

In particolare, i farmaci hanno lo scopo di:

  • migliorare la capacità del cuore di pompare sangue;
  • ridurre la formazione di coaguli;
  • abbassare la frequenza cardiaca;
  • ridurre i livelli di colesterolo.

In altri casi, si può ricorrere alla chirurgia quando questa problematica è legata ad altre condizioni patologiche. Gli interventi più comuni sono il bypass coronarico, l’angioplastica e l’impianto del pacemaker.

L’insufficienza cardiaca solitamente è una condizione cronica che richiede continui trattamenti. Se non trattata può infatti avere conseguenze molto gravi.

E’ importante riconoscere che l’insufficienza cardiaca può presentarsi in ogni persona. L’unico modo per ridurre i rischi di questa condizione è quello di condurre una vita il più sana possibile, cercando di perdere peso e facendo attività fisica quotidianamente.

Non sarà solo il cuore a ringraziare, ma l’intero corpo.

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