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Cosa fare se ci si ammala all’estero?

Ultimo aggiornamento – 13 dicembre, 2017

Cosa fare se ci si ammala all'estero?
Indice

A volte accade che, sfortunatamente, ci si ammali all’estero e si necessiti, conseguentemente, di un soccorso in un Paese diverso da quello di appartenenza. È importante che, qualora si presenti quest’esigenza, sia ben chiaro a tutti come muoversi e a chi rivolgersi, in modo da limitare il più possibile i momenti di panico che, in una situazione del genere, potrebbero verificarsi.

Cos’è indispensabile possedere per garantirsi l’assistenza sanitaria all’estero?

Molti sono convinti, erroneamente, che l’unica soluzione per non correre rischi sia, in questi casi, garantirsi attraverso un’assicurazione sanitaria per i viaggi all’estero.

In presenza di determinati elementi (che andremo ad individuare di seguito), però, questo non è necessario: per ricevere assistenza sanitaria all’estero basta essere in possesso della TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattie).

Quest’ultima, entrata in vigore in Italia nel 2004, non è altro che il retro della Tessera Regionale dei Servizi (da tutti conosciuta come Tessera Sanitaria) e rappresenta una forma di tutela poiché permette di ricevere delle cure immediate in caso ci si ammali all’estero, le stesse che si avrebbero nel proprio Paese.

Prima di partire per un viaggio, che sia di vacanza o di lavoro, converrebbe controllare la propria Tessera Sanitaria e verificare che i dati riportati siano corretti, che non sia scaduta ed, infine, che sul retro sia riportata la scritta Tessera Europea di Assicurazione Malattie. Un certificato sostitutivo della TEAM potrà essere richiesto alla propria Asl solo se si dovesse verificare una delle seguenti ipotesi:

  • Furto o smarrimento della Tessera Sanitaria, successivamente alla presentazione di denuncia del fatto verificatosi
  • Partenza prevista prima dei tempi tecnici necessari per ricevere la Tessera (solitamente decorrono 30 giorni dalla data di presentazione della domanda)

Se non si dimentica la Tessera Sanitaria a casa, quindi, ammalarsi all’estero non costituisce più un problema, ma adesso vediamo, nello specifico, come si deve agire per ricevere un’adeguata assistenza sanitaria.

Come comportarsi se ci si trova in un Paese dell’Unione Europea?

Se ci si trova in un Paese dell’Unione Europea, ricevere le cure necessarie risulterà molto semplice: basterà, infatti, recarsi in una struttura sanitaria pubblica e presentare i propri documenti e la Tessera Europea di Assicurazione Malattie.

Successivamente si avrà diritto alle stesse cure previste per i cittadini residenti nel Paese ospitante ed il Servizio Sanitario Nazionale provvederà a effettuare il rimborso per le spese mediche che la struttura estera avrà sostenuto.

Inoltre, è importante sottolineare che se il Servizio Sanitario del Paese ospitante dovesse prevedere il pagamento di un ticket, questo sarebbe a nostro carico.

Se, invece, ci si ammala in un Paese fuori dall’Unione Europea?

Se ci si ammala all’estero in un Paese non appartenente all’Unione Europea la situazione è più complicata, ma non c’è bisogno di allarmarsi.

Se, infatti, il Paese estero ha stipulato un accordo bilaterale con lo Stato Italiano, pur non appartenendo all’Unione Europea, garantirà un’assistenza sanitaria non a nostro carico. È possibile consultare l’elenco dei Paesi che hanno stretto questi accordi sul sito del Ministero della Salute.

Se, invece, lo Stato non ha stipulato nessun accordo, allora sarà necessario recarsi presso una struttura pubblica ed il ricovero, e tutte le cure a cui saremo sottoposti, saranno completamente a vostro carico. In questo caso converrebbe pagare preventivamente per ricevere un’assicurazione sanitaria per i viaggi all’estero, evitando il rischio di dover sostenere costi per le cure che, in alcuni Stati (come negli Stati Uniti), sono eccessivamente alti.

È utile stipulare una polizza privata di assistenza sanitaria all’estero?

Come appena detto, sarebbe utile stipulare un’assicurazione sanitaria per i viaggi all’estero quando il Paese ospitante non sia appartenente all’Unione Europea e non abbia concluso nessun tipo di accordo con lo Stato Italiano.

Inoltre bisogna tener presente che la TEAM non copre le spese dentistiche, le spese presso una struttura privata e quelle necessarie per il rimpatrio in caso di patologie gravi; se ci si vuole coprire anche per queste tipologie di costi, allora, anche in caso di viaggio in un Paese appartenente all’UE, è essenziale ricorrere ad una polizza privata.

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