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Cosa succede al nostro organismo in mancanza di ossigeno?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Ossigeno nel Sangue: cosa accade se non si respira bene
Indice

Dr. Claudio Liguori, Medico Specialista in Neurofisiopatologia – Centro per I Disturbi del Sonno e l’Epilessia – Dottorando di Ricerca in Neuroscienze, Dipartimento di Medicina dei Sistemi – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.


Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe all’organismo se, per qualche ragione, non si respirasse correttamente? Probabilmente no. Il respiro, infatti, è un atto talmente involontario e naturale che non potremmo mai e poi mai immaginare di non compierlo.

Eppure, esistono delle condizioni che possono alterare il flusso respiratorio, senza che ce ne si renda conto. Ma partiamo con ordine, cercando innanzitutto di capire perché respirare correttamente fa star bene.

L’importanza di un respiro sano

Respirare bene – senza interruzioni, sia di giorno che di notte – consente di:

  • Migliorare il tono dell’umore
  • Mantenere più alta la concentrazione
  • Resistere maggiormente allo stress
  • Aumentare le difese immunitarie
  • Restare più giovani nell’aspetto, grazie a un effetto anti-aging.

Cosa accade quando si respira male?

La carenza di ossigeno, scientificamente nota come “ipossia”, fa sì che si alterino le funzioni cellulari, favorendo la comparsa di disturbi e, in alcuni casi, vere e proprie patologie.

Quando l’ipossia si verifica, si assiste a un aumento di acidi nell’organismo, con danni sulle cellule e, dunque, stress ossidativo, fattore di rischio associato all’invecchiamento precoce, ma anche ad altre patologie, come l’aterosclerosi.

Quali sono le possibili cause di ipossia?

Le cause di una carenza di ossigeno sono diverse e possono cambiare anche a seconda degli stili di vita dei pazienti o delle condizioni ambientali come:

  • Fumo di sigaretta – per i fumatori, la capacità di trasportare ossigeno da parte dell’emoglobina è di circa il 20%;
  • Alta quota – sopra i 1.500 metri la concentrazione di ossigeno comincia a diminuire;
  • Intossicazione da farmaci o inquinamento;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Apnee notturne.

Come riconoscere i sintomi dell’ipossia?

C’è da dire che i sintomi della carenza di ossigeno variano a seconda della gravità della condizione.

Tra i sintomi più comuni, troviamo:

  • Senso di stanchezza ed eccessivo affaticamento
  • Tachicardia
  • Mancanza di concentrazione e/o confusione
  • Sonnolenza diurna.

Quando i sintomi si fanno più gravi, perché la causa tende a peggiorare, si possono riscontrare:

  • Vertigini
  • Depressione
  • Spasmi muscolari
  • Ridotta forza muscolare
  • Perdita di coscienza.

Cosa fare per tornare a respirare bene?

A seconda della causa, è possibile agire.

È necessaria un’attenta valutazione medica: infatti, nei casi di apnea notturna è possibile migliorare la respirazione notturna attraverso l’utilizzo di un presidio medico che produce una ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure) senza la somministrazione di ossigeno; si tratta di un macchinario per apnee notturne che serve così a limitare gli effetti indesiderati del disturbo e indirettamente aumentare i livelli di ossigeno circolante.

In cosa consiste? La C PAP è costituita, semplicemente, da una mascherina (o interfaccia) che si pone solamente sul naso o sia sul naso che sulla bocca ed è connessa tramite un tubo al ventilatore (CPAP), che eroga in maniera silenziosa e costante aria ambiente permettendo una regolare respirazione notturna.

sonnoservice

L’importanza di una corretta ossigenazione mentre si dorme

L’importante è assicurare una corretta ossigenazione sempre, anche mentre si dorme. I rischi della sindrome delle apnee notturne sono, infatti, molto gravi e non possono essere trascurati.

Secondo alcuni ricercatori, l’OSA aumenta addirittura il rischio cardiaco. In che modo? Durante l’apnea il cuore tende a rallentare per poi accelerare nuovamente alla ripresa del respiro. Inoltre, diminuendo il livello di ossigeno nel sangue (ipossia a intermittenza), peggiorano anche le funzioni cognitive, coinvolgendo in particolar modo la memoria, l’attenzione e le funzioni esecutive.

Insomma, mai sottovalutare i sintomi di una carenza di ossigeno e, se dovessero comparire, non esitate a parlarne con il vostro medico di fiducia. Saprà certamente indicarvi il migliore percorso diagnostico per capire qual è l’origine del disturbo.

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