Cuore, visite ed esami gratis in oltre 150 ospedali: ecco quando

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 16 Settembre, 2026

cuore di carta appoggiato sopra ad un tracciato di elettrocardiogramma

Una settimana dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, con visite, esami, colloqui e iniziative informative in oltre 150 ospedali italiani. Dal 28 settembre al 4 ottobre 2026 torna la (H) Open Week promossa da Fondazione Onda ETS in occasione della Giornata mondiale del cuore, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio e rendere più semplice l’accesso alla diagnosi precoce.

Le strutture coinvolte fanno parte del network Bollino Rosa e proporranno attività diverse a seconda dell’ospedale: dalle visite specialistiche agli esami, fino ai momenti di orientamento e informazione. Per conoscere i servizi disponibili nella propria zona sarà necessario verificare le singole strutture aderenti, insieme a date e modalità di accesso previste.

Quest’anno l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle cardiomiopatie, un gruppo di malattie che interessano direttamente il muscolo cardiaco e che, in alcuni casi, possono rimanere silenziose per molto tempo.

Cosa sono le cardiomiopatie e perché possono passare inosservate

Le cardiomiopatie comprendono diverse patologie capaci di modificare la struttura del cuore e comprometterne progressivamente la funzione. Il quadro può essere molto diverso da una persona all’altra: alcuni pazienti sviluppano sintomi evidenti, mentre altri possono convivere con la malattia per anni senza disturbi particolarmente riconoscibili.

Tra i possibili segnali vengono indicati affanno, stanchezza, dolore al torace, palpitazioni e perdita di coscienza. In altri casi, però, la cardiomiopatia può essere scoperta casualmente durante un controllo oppure diventare evidente soltanto dopo un evento cardiovascolare.

Proprio la possibilità di una lunga fase senza sintomi rende importante l’attenzione alla storia clinica personale e familiare, soprattutto quando emergono elementi che possono far sospettare una patologia del muscolo cardiaco.

Alcune cardiomiopatie possono avere un’origine familiare

Un altro elemento importante riguarda la componente genetica presente in diverse forme di cardiomiopatia.

Quando viene individuata una forma ereditaria o esiste un sospetto concreto, la valutazione può quindi riguardare anche altri componenti della stessa famiglia. In determinate situazioni possono essere indicati controlli cardiologici mirati, un monitoraggio nel tempo, una consulenza genetica e, quando appropriato, specifici test.

Questo permette di individuare eventuali alterazioni anche in persone che non presentano ancora sintomi, con l’obiettivo di intercettare precocemente una condizione che potrebbe richiedere controlli o trattamenti.

Il tema sarà uno dei punti centrali della nuova (H) Open Week, proprio perché alcune cardiomiopatie possono rimanere a lungo poco riconoscibili pur avendo un'origine familiare.

Oltre 206mila morti per malattie circolatorie nel 2023

La prevenzione cardiovascolare continua ad avere un peso rilevante anche considerando i dati sulla mortalità italiana.

Secondo le cifre riportate da Fondazione Onda ETS, nel 2023 le malattie del sistema circolatorio hanno causato oltre 206mila decessi in Italia, pari a quasi il 31% di tutte le morti registrate nel Paese.

L'impatto risulta particolarmente elevato tra le donne. Le patologie cardiovascolari hanno rappresentato il 33% dei decessi nella popolazione femminile, rispetto al 28% tra gli uomini.

Sono numeri che mostrano come infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari continuino a rappresentare un problema sanitario di primo piano e come la prevenzione non riguardi esclusivamente chi ha già ricevuto una diagnosi.

Conoscere i principali fattori di rischio, sottoporsi ai controlli indicati e non sottovalutare eventuali sintomi può contribuire a riconoscere più precocemente alcune condizioni.

Prevenzione cardiovascolare anche al femminile

Una parte importante del lavoro portato avanti da Fondazione Onda ETS riguarda proprio le differenze tra uomini e donne nella salute cardiovascolare.

Secondo la presidente Francesca Merzagora, l’obiettivo delle iniziative promosse dalla Fondazione è aumentare la consapevolezza sul valore della prevenzione tenendo conto anche delle differenze legate a sesso e genere.

La percezione del rischio cardiovascolare, infatti, non è sempre adeguata e può essere sottovalutata soprattutto nella popolazione femminile. Le malattie del cuore vengono ancora talvolta associate prevalentemente agli uomini, nonostante i dati sulla mortalità mostrino un impatto molto importante anche tra le donne.

L’Open Week si inserisce quindi in un percorso più ampio che comprende attività di sensibilizzazione, studi sulla percezione del rischio e iniziative dedicate alla diagnosi precoce.


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Quali servizi saranno disponibili negli ospedali

Dal 28 settembre al 4 ottobre, gli oltre 150 ospedali aderenti proporranno servizi differenti in base alla singola struttura.

Potranno essere disponibili visite, colloqui con specialisti, esami diagnostici e materiale informativo, ma non tutte le prestazioni saranno offerte in ogni ospedale e le modalità di accesso potranno cambiare da una sede all’altra.

Prima di recarsi in struttura sarà quindi necessario controllare quali servizi sono previsti nella propria regione o provincia, verificando anche l’eventuale necessità di prenotazione.

L’iniziativa è organizzata da Fondazione Onda ETS con il patrocinio di AICARM – Associazione Italiana Cardiomiopatie, Società Italiana di Cardiologia e SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie.

Fonte

Fondazione Onda/Bollini Rosa - (H) Open Week Malattie Cardiovascolari (Focus: Cardiomiopatie)

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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