Curare il cervello senza bisturi? Gli ultrasuoni per Parkinson e tumori rivoluzionano la terapia

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 18 Marzo, 2026

Una ragazza con tumore al cervello in una sala operatoria.

Una procedura senza bisturi, senza anestesia e con il paziente sempre sveglio è già realtà.

All’Istituto Neurologico Besta di Milano prende forma una delle frontiere più avanzate della medicina. L’uso degli ultrasuoni focalizzati per trattare patologie neurologiche come il Parkinson e, in prospettiva, anche tumori cerebrali.

Ma cosa sappiamo davvero su questa terapia rivoluzionaria? Vediamo cosa dice la scienza.

Curare il cervello senza bisturi: come funzionano gli ultrasuoni

La tecnologia si basa sull’utilizzo di onde sonore ad alta intensità, direzionate con estrema precisione grazie alla risonanza magnetica. Questo consente ai medici di intervenire su aree specifiche del cervello senza dover ricorrere alla chirurgia tradizionale.


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Il principio bidirezionale incarna quello che é il vero punto di forza di questa metodica. Vediamolo:

  • distruggere selettivamente piccole aree cerebrali responsabili di sintomi;
  • modificare temporaneamente la permeabilità dei vasi sanguigni per facilitare l’ingresso dei farmaci.

Quindi, gli ultrasuoni possono essere utilizzati sia come “strumento terapeutico diretto”, sia come “alleato” per migliorare l’efficacia delle cure farmacologiche.

Ultrasuoni per il tremore: risultati immediati senza intervento chirurgico

Uno degli ambiti in cui questa tecnologia sta già mostrando risultati concreti è il trattamento del tremore essenziale, una condizione che può compromettere in modo significativo la qualità della vita.


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Tradizionalmente, nei casi più gravi, si ricorre alla stimolazione cerebrale profonda, una procedura invasiva che prevede l’impianto di elettrodi nel cervello.

Con gli ultrasuoni focalizzati, invece, il percorso divene completamente diverso. Vediamo cosa cambia e come funziona:

  • il paziente viene posizionato all’interno della risonanza magnetica;
  • gli ultrasuoni vengono concentrati su un punto preciso;
  • il tessuto bersaglio viene riscaldato progressivamente fino alla sua disattivazione.

Il dato più sorprendente è che l’effetto può essere verificato in tempo reale: durante la procedura, i medici controllano se il tremore scompare, adattando il trattamento con precisione millimetrica.

Tumori cerebrali e ultrasuoni: una nuova terapia 

Accanto all’uso ad alta intensità, esiste una modalità a bassa frequenza con un obiettivo completamente diverso: aprire temporaneamente la barriera emato-encefalica.

Ma a cosa serve?

Questa struttura, che protegge il cervello, rappresenta però anche un ostacolo perché impedisce a molti farmaci di raggiungere il tessuto malato.

Gli ultrasuoni permettono di superare questo limite. In che modo? Vediamolo:

  • aumentano temporaneamente la permeabilità dei vasi cerebrali;
  • consentono ai farmaci di raggiungere il tumore;
  • la barriera si richiude dopo il trattamento.

Si tratta di un approccio già testato in via sperimentale su pazienti con glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi.

Ultrasuoni: dalla neurologia alla psichiatria?

Le applicazioni degli ultrasuoni focalizzati non si fermano al tremore. Già oggi vengono utilizzati anche in alcuni casi di malattia di Parkinson e dolore neuropatico.

Le prospettive future sono ancora più ampie e coinvolgono diverse aree della medicina:

  • malattia di Alzheimer, per facilitare il passaggio di anticorpi nel cervello;
  • corea di Huntington;
  • disturbi ossessivo-compulsivi;
  • depressione resistente alle terapie.

Questa versatilità rende la tecnologia particolarmente promettente, aprendo scenari completamente nuovi nella gestione delle malattie neurologiche.

Si tratta di una tecnologia già disponibile nel Servizio sanitario?

Dal 2019 a oggi, all’Istituto Besta sono state eseguite circa 400 procedure

Con l’introduzione della nuova apparecchiatura di ultima generazione, i tempi di trattamento si sono ridotti da oltre tre ore a circa due, permettendo di aumentare il numero di pazienti trattati ogni anno.

Il trattamento è già rimborsato dal Servizio sanitario nazionale in Lombardia, ma resta fondamentale una selezione accurata dei pazienti, affidata a un’équipe multidisciplinare composta da neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi e fisici medici.

Si palesa in tutta evidenza l'evolversi della medicina verso approcci sempre più mirati, personalizzati e meno invasivi, e gli ultrasuoni focalizzati ne rappresentano un esempio concreto.

La possibilità di intervenire sul cervello senza bisturi, con effetti immediati e controllabili in tempo reale, pertanto, segna un cambiamento al medesimo tempo profondo e decisivo.


Fonti:

Corriere della sera - Gli ultrasuoni per curare dai tremori fino al cancro


Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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