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Dieta Detox: sì, ma ma all’interno di un regime alimentare equilibrato e vario

Maria Brigida Deleonardis | Blogger

Ultimo aggiornamento – 13 Gennaio, 2011

Picture by kk+

Le diete detox sono utili perché prevedono il consumo di grandi quantità di frutta e verdura fresca, oltre all’assunzione di molta acqua; non dimentichiamo però di consumare regolarmente pesce e carni bianche, ma anche cereali integrali con moderazione. Da evitare tassativamente il digiuno, che porta alla formazione di corpi chetonici, tossine nocive per il corpo. E se si vuole perdere peso è fondamentale un moderato ma costante esercizio fisico.

Sentiamo il parere del dott. Marcello IritiProfessor of Plant Biology presso il Dipartimento di Produzione Vegetale e presso il Dipartimento Agroalimentare dell’Università degli Studi di Milano e editore associato del Journal of Medicinal Plants Research

Che cos’è la dieta disintossicante?

Con il termine generico di ‘diete disintossicanti’ si indica una serie di regimi alimentari in grado di detossificare l’organismo, ossia di liberarlo dalle tossine alle quali viene continuamente esposto. A loro volta, le tossine possono comprendere tutta una serie di sostanze nocive, alcune prodotte dal nostro stesso organismo, mentre altre sono di derivazione esterna, come alcuni additivi o contaminati alimentari, gli inquinanti ambientali, il fumo di sigarette e l’alcool con le quali si può entrare in contatto. Sebbene il nostro organismo sia naturalmente predisposto a difendersi da tali ‘xenobiotici’, una dieta disintossicante potrebbe, in teoria, contribuire alla rimozione e all’escrezione di alcune sostanze potenzialmente nocive per l’organismo stesso.

Quali cibi prevede e quali vanno eliminati?

Le diete disintossicanti si basano sul largo, se non esclusivo, consumo di frutta e verdura (inclusi i legumi). Gli alimenti di origine animale, sia la carne che i latticini, sono più o meno categoricamente esclusi, così come i cereali (pane, pasta), mentre la caffeina, le bevande gasate e quelle alcoliche sono eliminate in maniera più rigorosa. Inoltre, tali regimi alimentari prevedono dei brevi periodi di digiuno e l’assunzione di molta acqua. In definitiva, le diete disintossicanti sono essenzialmente ipocaloriche e vegetariane, se non strettamente vegane.

Quali vantaggi porta? Ci sono svantaggi?

Molto spesso, le diete disintossicanti portano a dei ‘successi’ tanto rapidi quanto effimeri. In alcuni casi, la riduzione ponderale potrebbe essere legata ad una maggiore perdita di liquidi (per via urinaria), causata sia dall’elevato contenuto d’acqua negli alimenti di origine vegetale sia dal loro effetto diuretico. In questi casi, i chili persi potrebbero essere rapidamente riacquistati al temine della dieta, la quale, pertanto, non ha portato ad una ‘durevole’ riduzione della massa grassa. Sicuramente, le diete disintossicanti promuovono il largo consumo di frutta e verdura e l’assunzione di molta acqua durante il giorno (meglio se a digiuno o lontano dai pasti), mentre scoraggiano l’assunzione di cereali raffinati. Secondo recenti linee-guida, bisognerebbe consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura (sia cotta che cruda) al giorno, alimenti ricchi di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fitosteroli ipocolesterolemizzanti. Se, da un lato, le suddette norme alimentari sono fondamentali ed auspicabili per il benessere dell’organismo, dall’altro esse andrebbero introdotte ed integrate in un più corretto regime alimentare. E veniamo agli svantaggi. Le diete disintossicanti si basano sul consumo di un ristretto numero di gruppi alimentari, mentre le più attuali tendenze nell’ambito della nutrizione sono favorevoli alle diete variate e normocaloriche, nelle quali si privilegiano alcuni alimenti e se ne limitano altri, ma senza bandire completamente questi ultimi (ovviamente in soggetti sani). Alla lunga,questo potrebbe causare delle carenze nutrizionali anche importanti, soprattutto in soggetti giovani o atleti. L’elevato introito di cereali raffinati è stato, in alcuni casi, associato al sovrappeso e all’obesità (a causa della risposta insulinemica dovuta al loro elevato indice glicemico), ma non esiste alcuna regione per abolire il consumo di cereali integrali, ricchi di fibre alimentari ed in grado di migliorare e regolare la funzione intestinale. A tutti è nota l’associazione carni rosse-colesterolo, allora, perché non consumare, poche volte alla settimana, carni bianche o prodotti ittici, questi ultimi ricchi di acidi grassi polinsaturi di tipo omega-3, dall’elevato potenziale cardioprotettore, di iodio in grado di innalzare il metabolismo basale. Alcune bevande alcoliche non andrebbero demonizzate. È ormai noto che due bicchieri di vino rosso ai pasti abbiano un effetto positivo a livello cardiovascolare. Analogamente, proprietà benefiche sono ascritte al caffè. Infine, attenzione al digiuno, causa della produzione dei corpi chetonici, delle vere e proprie tossine endogene derivanti dal metabolismo degradativo delle proteine utilizzate come fonte energetica in assenza dei carboidrati.

Chi la deve prescrivere?

Eventualmente, un dietista o un dietologo, solo dopo un’attenta analisi. In caso di sovrappeso, se non addirittura di obesità, ridurre drasticamente l’introito calorico può sortire l’effetto opposto, ossia quello di abbassare il metabolismo basale e portare il nostro organismo a consumare di meno (e quindi a dimagrire di meno), vanificando così i nostri sforzi. Pertanto, è solo il dietologo che può esser d’aiuto in questi casi, pianificando un regime alimentare ad hoc, che non sia squilibrato né troppo oneroso in termini di rinunce, associato ad una moderata, ma costante attività fisica.

Quanto dura? Ogni quanto tempo va ripetuta?

Le diete disintossicanti possono avere una durata variabile, da un giorno a quattro settimane. Se proprio si deve fare, il mio personale consiglio è quello di scegliere una dieta il più possibile bilanciata, includendo il maggior numero di gruppi alimentari, senza protrarla per più di una settimana. Tutt’al più, questo potrebbe essere lo spunto per intraprendere un programma più duraturo, modificando le proprie abitudini alimentari a lungo termine nell’ambito di una corretta e bilanciata alimentazione. Infine, credo che non debba essere sottovalutato il ruolo svolto dall’esercizio fisico nel controllo del peso corporeo, grazie ad una serie di effetti che vanno dalla riduzione della massa grassa in favore di quella magra (che consuma di più) all’aumento del consumo calorico, senza dimenticare, a livello neuro-ormonale, il benessere psichico scaturito dalle endorfine prodotte durante l’attività fisica.


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