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Digrignare i denti: gli effetti sulla salute

Ultimo aggiornamento – 30 Agosto, 2017

bruxismo: le cause

Se vi capita di svegliarvi al mattino con dolore ai muscoli facciali in prossimità della bocca probabilmente soffrite di bruxismo.

Con questo termine si intende una patologia assai diffusa tra la popolazione comune a tutte le età, che consiste nel serrare la mandibola e digrignare tra di loro i denti durante il sonno, provocando uno spiacevole stritolio.

Si tratta di un atto involontario della durata di pochi secondi, che può ripetersi frequentemente durante il sonno.

Quali sono i sintomi del bruxismo?

Riconoscere il bruxismo non è semplice: nella maggior parte dei casi chi digrigna i denti non ne prende immediata consapevolezza nemmeno al risveglio, in quanto i sintomi non sono immediati, ma si manifestano nel lungo termine.

Spesso, l’unico campanello da allarme viene lanciato da chi dorme insieme al soggetto che soffre di bruxismo e che lamenta il fastidioso rumore prodotto durante la notte dal digrignare i denti.

Il bruxismo può manifestarsi con sintomi non solo a carico dell’apparato scheletrico dentale e dei muscoli mandibolari ma dello stato di salute generale dell’individuo.

Il paziente affetto da bruxismo spesso denuncia:

  • Scheggiature dei denti, con successiva formazione di batteri nelle parti fratturate.
  • Frattura o caduta di denti.
  • Perdita di smalto dei denti.
  • Maggiore sensibilità di denti e gengive al caldo e freddo.
  • Dolore ai lati delle labbra, che spesso si estende all’articolazione della mascella e della mandibola.
  • Mal di testa al risveglio.
  • Dolore alle orecchie al risveglio.
  • Dolore al collo e alla spalla al risveglio.
  • Senso generale di stanchezza dopo aver dormito.
  • Sonno irregolare.

Le cause del bruxismo 

Il bruxismo è una patologia che avanza spesso indisturbata nel lungo termine. Le cause di questo involontario digrignare sono poco note.

Dentisti e odontoiatri attribuiscono il bruxismo prevalentemente a:

  • Condizione di stress, ansia o altri fattori psicosociali. Digrignare i denti è un metodo non controllato che il paziente adotta per scaricare la tensione accumulata durante la giornata.
  • Stili di vita, fumo, uso di droghe, assunzione eccessiva di caffeina o alcool aumentano l’eccitazione e quindi le possibilità di sonno disturbato, nonché la tendenza a serrare i denti e strofinarli tra di loro.
  • Malattie neurologiche (ad esempio il Morbo di Parkinson) o uso di determinati farmaci possono provocare il movimento involontario della mandibola.
  • Problemi respiratori; sono facili vittime di bruxismo i soggetti con propensione a russare e quelli affetti da apnea ostruttiva del sonno.
  • Mal occlusione dentale, ovvero cattivo posizionamento degli elementi dentali nel cavo orale.

La maggior parte dei sintomi si manifesta quando la patologia è già a uno stato avanzato, spesso trascurati o associati a una fastidiosa carie.

A tale proposito è bene sottoporsi periodicamente a visite dentistiche e odontoiatriche e denunciare sin da subito dolori articolari o legati agli elementi della bocca che si manifestano appena svegliati, in modo da poter immediatamente indagare sulla presenza di fenomeni di bruxismo.

Attualmente, non esistono in commercio delle terapie farmacologiche a supporto del bruxismo, a parte qualche antidolorifico per sedare dolori articolari e muscolari. A prescindere dalla causa scatenante della patologia i medici consigliano l’utilizzo di un byte: una sorta di paradenti (simile a quello usato nella boxe), morbido o rigido, da utilizzare durante le ore di sonno.

Grazie al byte i denti superiori e inferiori non entrano in contatto tra di loro, evitando di rovinarsi per movimenti involontari delle articolazioni dedite alla masticazione.

Si tratta di strumenti personalizzati per ciascun individuo in base alla conformazione del proprio appartato scheletrico dentale.

L’utilizzo del byte è fondamentale per di controllare il fenomeno di bruxismo e limitare i gravosi effetti che può provocare al paziente.

Appena svegli, dedicatevi qualche minuto per verificare la presenza di dolori facciali, soprattutto a livello di mandibola e mascella, oltre che altri dolori articolari, in tal caso non escludete una visita odontoiatrica.

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