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Disturbi intestinali: i valori del sangue che è bene controllare

Redazione

Ultimo aggiornamento – 17 Ottobre, 2018

Disturbi intestinali: i valori del sangue che è bene controllare

È sempre buona norma effettuare dei check up periodici per monitorare il proprio stato di salute, iniziando dalle più classiche analisi del sangue che, tramite dei semplici prelievi, possono svelare – così come escludere – la presenza di condizioni e patologie a carico di diversi organi.

Forse, però, non tutti sanno che vi sono dei valori che possono darci indicazioni anche sui disturbi intestinali. Purtroppo, non si tratta di un metodo diagnostico molto diffuso, sebbene sia importante per avere uno sguardo completo e attento sul funzionamento del nostro intestino.

Ecco, dunque, quali esami fare per monitorare la salute dell’intestino.

Le analisi del sangue da effettuare quando si sospetta un disturbo intestinale

Dall’apparato digerente dipende gran parte della nostra serenità in fatto di salute: chi è cronicamente stitico o chi soffre spesso di episodi di diarrea lo sa molto bene. Spesso, però, anche in mancanza di sintomatologie specifiche, ci si sente cronicamente spossati e stanchi: questo può accadere anche perché l’intestino, che assimila le sostanze nutritive, può smettere di funzionare correttamente. È questo il caso, ad esempio, delle intolleranze alimentari, della celiachia e del morbo di Crohn.

Grazie alle analisi del sangue è possibile però verificare se i nutrienti vengono assimilati oppure no, se vi è un’infiammazione in corso (tramite conta leucocitaria) o, ancora, se il paziente è anemico o soffre di patologie correlate.

Nello specifico, per diagnosticare la sindrome dell’intestino irritabile, il medico prescriverà senz’altro il monitoraggio dei seguenti valori:

  • Emocromo
  • Sideremia
  • Transaminasi
  • Analisi degli ioni
  • Creatininemia
  • Glicemia
  • Emoglobina glicosata

Per vedere se è in atto una flogosi e verificare l’eventuale presenza del morbo di Crohn o della rettocolite ulcerosa andranno aggiunti:

  • VES
  • PCR
  • Alfa1-glicoproteina acida

Se si sospetta una celiachia nei soggetti giovani, verrà consigliato di monitorare anche gli aga (antigliadina) e gli ema (antiendomisio). Qualora le analisi dovessero confermare quest’ipotesi, il paziente dovrà sottoporsi anche a una gastroduodenoscopia, per l’analisi dei campioni di muco intestinale.

Non solo esami del sangue: come arrivare a una diagnosi certa

Oltre agli esami del sangue, può essere utile sottoporsi a Vega test, test Elisa e test IBA (indagini bioematologiche alimentari) per verificare eventuali allergie e/o intolleranze alimentari.

Non dimenticate, sempre sotto consiglio del vostro medico curante, di effettuare anche un’analisi delle feci, che può svelare la presenza di parassiti intestinali, scovare tracce ematologiche o indicare disturbi come:

  • Polipi intestinali
  • Morbo di Crohn
  • Neoplasie a carico dell’apparato digerente

Altri esami utili laddove vi fosse la presenza di sangue nelle feci sono l’esplorazione rettale, la manometria e la colonscopia. Questi esami, superati i 50 anni, andrebbero comunque effettuati come misura preventiva.

Anche l’ecografia può essere presa in considerazione se il soggetto manifesta dolori addominali: si tratta infatti di uno strumento molto valido per escludere o verificare la presenza di calcoli alla colecisti oppure patologie a carico degli organi genitali, ovaie in primis.

In linea generale, se soffrite di disturbi intestinali, non allarmatevi immediatamente: potrebbero essere transitori e legati a un malessere passeggero, curabile anche grazie all’assunzione di fermenti lattici e probiotici. Allo stesso modo, se notate sangue nelle feci, non pensate subito al peggio: potrebbero essere ragadi o emorroidi.

Ovviamente, se il vostro malessere persiste, o se il sanguinamento non cessa, verificate quanto prima con lo specialista il vostro stato di salute, magari partendo proprio dalle analisi del sangue.

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