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Perché i farmaci hanno effetti differenti da persona a persona

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 16 Novembre, 2015

Perché i farmaci hanno effetti differenti da persona a persona

Effetti soggettivi del farmaco

L’assunzione e gli effetti di un farmaco sono diversi da persona a persona. Questo perché ogni farmaco viene metabolizzato in un certo modo, ha azioni diverse in base alle diverse azioni terapeutiche e ai diversi dosaggi e viene eliminato dal corpo in modi differenti.

Spesso i farmaci hanno anche azioni indesiderate e negative sul nostro organismo, i noti “effetti collaterali”. Gli effetti collaterali possono essere sia provocati dalla stessa azione del farmaco, che essere una reazione dell’organismo all’azione farmacologica. Si dice, ad esempio, che gli ansiolitici portino sonnolenza. In realtà, la sonnolenza è una reazione del nostro organismo al calare dell’ansia (effetto del farmaco).

Al contrario, l’uso di antibiotici in alcuni casi provoca problemi intestinali e diarrea. Questi problemi sono provocati dall’azione irritante del farmaco sulle pareti intestinali. Anche gli effetti collaterali sono diversi da persona a persona e possono, quindi, verificarsi o non verificarsi.

Così come l’efficacia del farmaco che può essere massima in alcuni e minima in altri, in base alle nostre caratteristiche di familiarità, storia clinica, ecc.

Reazioni differenti allo stesso farmaco: le cause

Oggi sono disponibili molte varietà di farmaci utilizzabili per gli stessi effetti. La possibilità di scegliere il farmaco più indicato a un determinato paziente è molto importante per ottenere la guarigione.

Il principale problema a cui vanno incontro i medici, al momento di prescrivere o somministrare una terapia farmacologica, è la valutazione dell’efficacia e l’assenza di reazioni avverse e indesiderate.

Conosciute come ADRs (Adverse Drug Reactions), le ADR hanno diverse cause, principalmente riconducibili al paziente (paziente-correlate) o al farmaco stesso o a uno dei suoi componenti, quindi farmaco-correlate.

Una ADR è definita come una risposta nociva e non voluta a un farmaco, che si verifica alle dosi normalmente somministrate all’uomo, sia per profilassi che a fini terapeutici. Viene anche definito come effetto indesiderato, ragionevolmente associato all’uso del farmaco, che può verificarsi in modo imprevedibile o come parte dell’azione farmacologica stessa.

La maggior parte delle attuali evidenze di ADRs si verifica in ospedali o altre strutture sanitarie pubbliche, perché i rischi associati al trattamento ospedaliero sono più elevati di quelli dei trattamenti casalinghi. È stato calcolato che, negli USA, circa 7.000 pazienti ospedalieri muoiano ogni anno a causa di ADRs, su circa 40.000 decessi dovuti a errori medici.

L’importanza di prescrivere o somministrare il giusto farmaco al paziente ha assunto, quindi, un’importanza rilevante e ha portato alla nascita di una nuova scienza: la farmaco genomica, una branca della biologia definibile come la scienza che si interessa del genoma umano ai fini di scoprire correlazioni genetiche al rischio di ADR e per lo sviluppo di nuovi farmaci.

Fattori di rischio paziente-correlati

Sono i più numerosi e alcuni di questi non possono essere eliminati o corretti. Devono, quindi, essere tenuti nella giusta considerazione prima della somministrazione di un farmaco per ridurre al minimo il rischio di reazioni avverse.

Il primo è l’età, nelle sue punte estreme. I pazienti più piccoli e quelli più anziani sono da considerarsi maggiormente a rischio per carenze del sistema immunitario correlate all’età e per lo sviluppo fisico ancora in corso o già declinato. Altri stati non eliminabili e che aumentano il rischio ADR sono legati a:

  • sesso
  • condizioni genetiche
  • gravidanza o allattamento
  • patologie pregresse o in atto
  • funzionalità epatica e renale
  • altri trattamenti farmacologici passati o in essere
  • interventi chirurgici
  • intolleranze
  • allergie

Vi sono poi i rischi paziente-correlati, almeno in teoria, eliminabili.

I principali si chiamano alcol, fumo e obesità.

Esiste una letteratura medica molto vasta sui rischi farmacologici per i forti bevitori e per i fumatori e anche le persone obese o in forte sovrappeso vivono una condizione di maggior esposizione ai rischi di ADRs.

Si sa, ormai con certezza, che l’alcol può modificare il metabolismo e l’assunzione di molti tipi di farmaci con possibili effetti collaterali che vanno da un fastidioso ma semplice mal di testa fino a quelli potenzialmente letali per i bevitori cronici, le cui alterazioni enzimatiche e della funzionalità epatica, in combinazione con i principi attivi dei farmaci, possono produrre tossine letali.

Sono quindi doverose sia un’attenta anamnesi che una approfondita valutazione clinica da parte del medico, per arrivare a una prescrizione sicura sia nella scelta del farmaco che nei dosaggi.

Fattori farmaco correlati

Anche se il comune sentire attribuisce alle industrie la maggior parte dei problemi relativi ai farmaci, la sicurezza ormai raggiunta nelle modalità di fabbricazione e confezionamento mette al sicuro dai problemi del passato, perlomeno relativi alla qualità e alla sicurezza industriale dei farmaci. Questo vale per i paesi occidentali, dove l’attenzione delle autorità sanitarie nazionali e sovranazionali, prima di autorizzare il commercio di un farmaco, è ormai a livelli molto alti.

Ma i problemi restano e sono legati soprattutto alle modalità tecniche con cui le autorizzazioni vengono rilasciate. I test vengono svolti, infatti, su circa 1500 pazienti. Solo le ADR che si verificano a una frequenza maggiore di 1 su 500 vengono quindi identificate al momento della concessione delle licenze commerciali. Se si pensa che il tasso globale di ADR è stimato in 6,5 ogni 100 ricoveri, si conclude che solo Il 28% di queste reazioni possono essere previste.

Ne consegue che la maggior parte dei farmaci arrivano in commercio testati solo per la sicurezza a breve termine e su un numero limitato di individui, precedentemente definiti e selezionati.

Il rischio di interazioni tra farmaci 

Quando si assumono più farmaci il rischio di effetti collaterali indesiderati aumenta sensibilmente.

Dal punto di vista medico, le interazioni farmacologiche si verificano quando due o più farmaci reagiscono tra loro. Si parla, in questo caso, di interazione farmaco-farmaco. L’interazione farmaco-farmaco può causare diversi problemi, ad esempio minimizzando o massimizzando l’efficacia di uno tra essi o creando effetti che possono andare dallo spiacevole al patologico.

Un altro tipo, frequente, di interazioni è quella tra farmaci e condizione personale.

Avete il raffreddore ma vi sono stati precedentemente prescritti farmaci per il controllo della pressione? Anche l’uso di un banale decongestionante nasale potrebbe crearvi spiacevoli effetti indesiderati.

È sempre molto importante, quindi, avere alcune particolari attenzioni se si viene trattati con più di un farmaco:

Avvisate sempre il medico se, durante un trattamento farmacologico, vi vengono prescritti altri farmaci o anche se decidete di prendere un farmaco da banco. Anche prima di prendere un’aspirina o del paracetamolo, chiedete al vostro medico se è sicuro.

Leggete sempre con grande attenzione il foglietto illustrativo, il famigerato “bugiardino”. Oggi, a dispetto del nome che indica antichi imbrogli, è veritiero e fornisce sempre indicazioni molto utili. È importante comprenderlo. Se vi pare di non capire qualcosa, rivolgetevi al medico o al farmacista per farvi spiegare in modo chiaro i contenuti.

Leggete il bugiardino anche dei farmaci che pensate di conoscere, magari perché già assunti in passato. Spesso, il nome del farmaco è lo stesso ma la composizione è cambiata, oppure sono stati scoperti e segnalati nuovi effetti collaterali.

Fonti

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1319016413000170

http://www.fda.gov/Drugs/ResourcesForYou/ucm163354.htm

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