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Farmaci per il diabete e cancro alla vescica: una possibile correlazione

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Esistono ormai diverse evidenze scientifiche che collegano Actos, il farmaco per curare il diabete, all’aumento del rischio di sviluppare il cancro alla vescica. In un nuovo studio, poi, è emerso che il rischio è maggiore in concomitanza con l’aumento dell’utilizzo del farmaco.

Il farmaco Actos (pioglitazone) sembra aumentare il rischio di cancro alla vescica del 63%, come hanno detto i ricercatori canadesi che si sono occupati della ricerca. I risultati, pubblicati il 30 marzo su The BMJ, derivano da un’accurata analisi di quasi 146.000 pazienti trattati tra il 2000 e il 2013.

Un fattore di rischio

I dati hanno anche mostrato che il rischio di cancro alla vescica aumenta se Actos viene utilizzato per più di due anni, o se una persona ha assunto più di 28.000 milligrammi in tutta la vita.

Il rischio complessivo, tuttavia, è di piccole dimensioni. Il ricercatore Laurent Azoulay, professore associato di oncologia presso la McGill University di Montreal, ha inoltre confermato che “più il farmaco si accumula nel vostro corpo, maggiore è il rischio“.

Azoulay e i suoi colleghi non hanno trovato un legame simile tra il cancro allla vescica e il farmaco Avandia (rosiglitazone) anch’esso appartenente alla stessa classe di farmaci di Actos. Essendo anche Avandia un farmaco per curare il diabete, sorge spontanea l’ipotesi di Azoulay, che ha detto: “Il collegamento con il tumore alla vescica sembra essere un effetto specifico del farmaco, non legato alla sua classe”.

Actos e Avandia sono entrambi tiazolidinedioni, cioè una classe di farmaci che aiuta a ridurre lo zucchero nel sangue, aiutando le cellule del corpo ad utilizzare in modo più efficace l’insulina. Entrambi i farmaci sono stati messi in circolazione alla fine degli anni ‘90 negli Stati Uniti ed ognuno di essi ha avuto una storia travagliata.

Gli studi precedenti

Precedenti studi hanno collegato Avandia all’insufficienza cardiaca e alle malattie cardiovascolari, mentre, nel 2005 uno studio clinico ha mostrato inaspettatamente un aumento dei casi di cancro alla vescica tra i pazienti che assumevano Actos.

Da allora, l’associazione tra l’uso di Actos e il cancro della vescica ha portato a diverse controversie nel settore, con indagini che riportano risultati contraddittori.

In questo caso, è stato esplorato il legame tra Actos e il cancro della vescica, analizzando i dati dal database Clinical Practice Research del Regno Unito per un totale di 145,806 pazienti, che sono stati in cura tra il 2000 e il 2013. I ricercatori hanno preso in considerazione anche altri fattori di rischio quali l’età, il sesso, la durata del diabete, l’abitudine al fumo e le patologie correlate al consumo di alcol.

Dopo aver eseguito il confronto tra Actos e altri farmaci per curare il diabete, i medici hanno potuto concludere che, nel primo caso, il rischio legato allo sviluppo del cancro alla vescica è stato significativo.

La ragione per cui Actos sia associato al cancro ma Avandia no è legata alle differenze tra i due farmaci: infatti, Actos utilizza due recettori diversi da quelli di Avandia per rendere le cellule più sensibili all’insulina. Il recettore influenzato da Actos potrebbe essere la causa dell’aumento del rischio di cancro alla vescica.

Come agisce il farmaco?

L’efficacia ipoglicemizzante di questo composto si deve alla capacità di raggiungere i tessuti e gli organi insulino-sensibili, come il tessuto adiposo, muscolare e il fegato, migliorando l’attività periferica dell’insulina e contribuendo così a mantenere l’effetto ipoglicemizzante.

Dal punto di vista molecolare, questa azione è garantita dalla capacità del pioglitazone di attivare i recettori PPAR gamma, coinvolti nella modulazione trascrizionale di vari geni utili a regolare il metabolismo glucidico e lipidico, e a ridurre l’attivazione del processo infiammatorio.

In parole povere l’attivazione di tutti questi meccanismi tra le cellule si concretizza nella possibilità di ridurre i livelli di glicemia, aumentando la disponibilità di glucosio periferico e tissutale, e riducendo il processo infiammatorio, molto attivo al livello vascolare, che causa alcune delle conseguenze più gravi della patologia diabetica.

Le complicazioni più comuni del diabete

Le complicanze a lungo termine del diabete si sviluppano per gradi e non sono, ovviamente, solo legate alle terapie. Se abbiamo il diabete da molto tempo, è più probabile manifestare delle problematiche che possono diventare invalidanti o addirittura mortali. Ecco un elenco delle possibili complicazioni legate al diabete.

Malattie cardiovascolari

Il diabete aumenta notevolmente il rischio di problemi cardiovascolari, tra cui la malattia coronarica con dolore al petto (angina), l’infarto, l’ictus e il restringimento delle arterie (aterosclerosi).

Danni ai nervi

Gli zuccheri in eccesso possono creare dei danni alle pareti dei capillari legati ai nervi, soprattutto a quelli presenti negli arti inferiori. Ciò può causare formicolio, intorpidimento, bruciore o dolore, che di solito inizia dalle punte delle dita dei piedi e si diffonde gradualmente verso l’alto.

Se la neuropatia non viene trattata, c’è anche la possibilità di perdere la sensibilità negli arti colpiti. I danni ai nervi legati alla digestione possono causare problemi come nausea, vomito, diarrea o costipazione e, negli uomini, possono portare anche alla disfunzione erettile.

Danni renali (nefropatia)

I reni contengono milioni di sostanze da filtrare: il diabete può danneggiare questo sistema provocando l’insufficienza renale o altre malattie renali che, allo stadio terminale e irreversibile, possono richiedere la dialisi o il trapianto di reni.

Danni agli occhi (retinopatia)

Il diabete può danneggiare i vasi sanguigni della retina (retinopatia diabetica), conducendo anche alla cecità. Questa malattia, inoltre, aumenta anche il rischio di sviluppare altri problemi alla vista, come la cataratta e il glaucoma.

Problemi ai piedi

Le lesioni ai nervi nei piedi o uno scarso afflusso di sangue in questa parte del corpo sono condizioni che aumentano il rischio di varie complicazioni. Non trattati, i tagli e le vesciche possono diventare infezioni gravi, che spesso sono difficili da guarire e che, nel peggiore dei casi, possono anche richiedere l’amputazione del dito, del piede o della gamba.

Problemi alla pelle

Il diabete può provocare anche dei problemi alla pelle, come le infezioni batteriche e fungine.

Problemi di udito

I problemi di udito sono più comuni nelle persone con diabete rispetto alle altre.

Morbo di Alzheimer

Il diabete di tipo 2 può aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Minore è il controllo degli zuccheri nel sangue, maggiore è il rischio di questa malattia. Anche se ci sono teorie che ipotizzano il collegamento tra queste due malattie, nessuna di esse è stata ancora confermata.

In conclusione…

Dopo aver analizzato lo studio dei ricercatori canadesi, possiamo dire che il collegamento tra il farmaco Actos e lo sviluppo del cancro alla vescica sia stato ormai confermato. Ma c’è da dire che, essendo una malattia molto rara, il rischio rimane comunque basso.

Il diabete può portare con sé numerose complicazioni più o meno gravi, che possono rendere la vita più difficile o, addirittura, portare alla morte. Per questo, è importante seguire sempre un programma di prevenzione ancor prima di aver sviluppato la malattia.

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