Ciclosporiasi in aumento negli Stati Uniti: 190 casi segnalati tra maggio e giugno

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 03 Luglio, 2026

Un parassita al microscopio

Negli Stati Uniti le autorità sanitarie stanno monitorando un aumento di casi di ciclosporiasi, una forma di intossicazione alimentare provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis. L’infezione può causare soprattutto diarrea acquosa, a volte molto intensa, insieme ad altri disturbi gastrointestinali. Secondo i dati riportati dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, tra l’inizio di maggio e la metà di giugno sono stati segnalati 190 casi alle autorità di sanità pubblica.

Il dato che sta attirando l’attenzione degli esperti riguarda l’origine dei contagi. In passato, questa infezione veniva spesso contratta fuori dagli Stati Uniti, soprattutto in aree dove il parassita è più comune. In questa occasione, però, 145 casi riguardano persone che non avevano viaggiato all’estero nelle due settimane precedenti. Questo fa pensare a una possibile esposizione avvenuta all’interno del Paese, attraverso cibo o acqua contaminati, anche se al momento non è stata individuata una fonte unica.

Nessun focolaio nazionale unico, per ora

Il CDC ha precisato che, allo stato attuale, non ci sono prove di un solo focolaio multistatale capace di collegare tutti i casi. Le infezioni non sembrano quindi appartenere a un’unica catena di trasmissione. La ciclosporiasi, inoltre, non si trasmette direttamente da persona a persona, motivo per cui l’attenzione resta concentrata su alimenti o acqua entrati in contatto con materiale fecale contenente il parassita.


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I 145 casi considerati di probabile origine interna sono distribuiti in 17 Stati. New York risulta l’area con il maggior numero di segnalazioni, tra 31 e 80 casi secondo gli ultimi dati disponibili. La maggior parte delle segnalazioni si concentra verso la costa orientale, ma sono stati riportati casi anche più a ovest, inclusi Texas, Colorado e Alaska. Le autorità precisano che il numero reale potrebbe essere più alto, perché non tutte le persone malate vengono sottoposte a diagnosi o segnalate.

Sintomi e persone colpite

Tra i casi di probabile origine statunitense, le persone colpite hanno un’età compresa tra 5 e 86 anni, con un’età mediana di 42 anni. Il 61% dei casi riguarda donne. Su 145 persone per cui erano disponibili informazioni cliniche, 20 sono state ricoverate. Non sono stati segnalati decessi.

I sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo l’infezione. Oltre alla diarrea, possono includere perdita di peso, crampi, gonfiore, perdita di appetito, nausea e stanchezza. In alcuni casi si possono presentare anche mal di testa, febbre lieve, dolori diffusi e vomito. La durata è variabile: i disturbi possono risolversi in pochi giorni, ma senza trattamento possono continuare anche per un mese o più.

Indagini in corso e raccomandazioni

Le autorità locali, statali e federali, compresi CDC e FDA, stanno indagando su diversi gruppi di casi in più Stati per identificare possibili fonti comuni. La ciclosporiasi è una malattia soggetta a notifica in molti Stati, ma ricostruire l’origine dei contagi resta complesso.

Il trattamento standard prevede antibiotici, anche se in alcuni casi l’infezione può risolversi spontaneamente. Per ridurre il rischio, gli esperti raccomandano di lavare regolarmente le mani, consumare acqua sicura, preferire prodotti sigillati e pastorizzati quando necessario e assicurarsi che gli alimenti siano cucinati in modo adeguato. Chi sviluppa sintomi compatibili con un’intossicazione alimentare dovrebbe ricostruire, per quanto possibile, ciò che ha mangiato nelle settimane precedenti e parlarne con il proprio medico.

Fonti:

ScienceAlert - Explosive Diarrhea Is Surging Across The US Right Now

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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