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Un farmaco per l’artrite reumatoide potrebbe curare la vitiligine

Ultimo aggiornamento – 03 Luglio, 2015

Sembra che un farmaco utilizzato fin’ora per la cura dell’artrite reumatoide potrebbe essere utilizzato in un futuro molto vicino per il trattamento della vitiligine.

Ma cosa è la vitiligine?

La vitiligine è una malattia autoimmune in cui gli anticorpi attaccano i melanociti, le cellule responsabili della pigmentazione della pelle, causando grandi macchie bianche che risultano più evidenti negli individui di origine africana e negli ispanici.

Attualmente, questa malattia viene trattata mediante terapie topiche con cortisonici o trattamenti laser, ma in realtà non ci sono cure che permettano la guarigione da questo tipo di patologia. In passato, la vitiligine è divenuta tristemente nota poiché la pop star Michael Jackson ha sofferto di questo disturbo per gran parte della sua vita adulta.

Ai giorni nostri, la modella Chantelle Winnie ha fatto delle macchie “bianche” dovute alla vitiligine il suo biglietto da visita, divenendo la testimonial di importanti stilisti e aziende di moda.

Tuttavia, secondo la Dott.ssa Doris Day, dermatologa presso il Lenox Hill Hospital di New York, i trattamenti attualmente disponibili per la vitiligine sono invasivi, costosi, presentano molti effetti collaterali e inoltre non assicurano risultati ottimali.

In più, questo disturbo può provocare problemi con la propria autostima, perché le macchie bianche dovute alla vitiligine sono molto difficili da coprire col trucco soprattutto in aree visibili come il volto e le mani.

Lo studio

I risultati di un nuovo studio, condotto dal Dr. Brett King, Docente di Dermatologia presso la Yale School of Medicine di New Haven (Connecticut), suggeriscono che il JAK inibitore tofacitinib – attualmente approvato per il trattamento dell’artrite reumatoide – potrebbe anche contribuire ad alleviare la vitiligine.

Il farmaco è stato fino a ora testato su una sola paziente di 53 anni affetta dalla malattia cutanea.

In particolare, dopo aver assunto il farmaco per due mesi, la donna ha goduto di un netto miglioramento relativo alla pigmentazione della pelle su viso, braccia e mani. Dopo ulteriori tre mesi di trattamento col tofacinib, le macchie depigmentate dovute alla vitiligine presenti sul viso e sulle mani della volontaria sono scomparse quasi del tutto.

Gli autori della studio hanno tenuto a precisare che nessun effetto collaterale si è presentato nel periodo di somministrazione del farmaco.

Il recente studio, pubblicato dalla rivista JAMA Dermatology, potrebbe rivoluzionare il trattamento della malattia: in futuro la terapia col tofacinib potrebbe offrire ai pazienti affetti dalla vitiligine la speranza di guarire definitivamente.

Secondo gli autori della ricerca, sono comunque necessari ulteriori studi clinici per confermare i risultati ottenuti.

 

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