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Fecondazione artificiale ed eterologa: un aiuto dalla scienza

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 23 Febbraio, 2015

Fecondazione artificiale ed eterologa: un aiuto dalla scienza

La fecondazione eterologa è una delle forme di PMA, procreazione medicalmente assistita, utilizzata in molte parti del mondo, ma legale in Italia solo dal giugno del 2014, grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che riconosce “il diritto incoercibile delle coppie ad avere figli”.

Dal punto di vista medico, la fecondazione è detta eterologa quando il seme maschile o l’ovulo femminile appartengono a un donatore esterno alla coppia. Il bambino, una volta nato, avrà quindi un genitore biologico diverso dai genitori sociali con i quali crescerà. È una tecnica a cui una coppia può ricorrere soltanto dopo che i medici abbiano accertato l’assoluta impossibilità di uno dei partner a procreare, o almeno che la procreazione sia una possibilità remota.

Ci sono tre tecniche possibili, di primo, secondo e terzo livello, anche se quest’ultima è ormai abbandonata perché troppo invasiva e poco ripetibile. Prevede infatti la fecondazione in vitro e un intervento sulla donna in anestesia totale. La tecnica di primo livello, utilizzata nei casi clinicamente più semplici, prevede l’inserimento in utero del liquido seminale del donatore.

Quella di secondo livello è conosciuta come FIVET, Fecondazione in Vitro con Embryo Transfert, consiste nel porre 3 degli ovociti prelevati alla donna, il massimo consentito, su un vetrino. Sul vetrino viene poi versata una goccia di liquido seminale. In caso di avvenuta fecondazione, gli embrioni ottenuti, con un massimo di 3, vengono impiantati nell’utero. In caso l’inseminazione in vitro non abbia successo, vengono inseriti direttamente negli ovuli singoli spermatozoi tramite una micro-pipetta. I trattamenti, per i quali è previsto un costo tra i 400 e di 600 euro, potranno iniziare non appena il Governo avrà emanato tutte le linee guida [1].

E con l’inseminazione artificiale?

L’inseminazione artificiale è un trattamento anti-sterilità che avviene unendo spermatozoi e ovulo direttamente in utero, non prevede, pertanto, il passaggio “in vitro”. È molto meno recente della fecondazione eterologa e in uso fin dal 1970 con la tecnica ICI, inseminazione intracervicale, in epoca più recente sostituita dall’IUI, inseminazione intrauterina, che ha maggiori percentuali di successo. È un trattamento molto semplice e privo di controindicazioni, ma che non risolve tutti i casi di infertilità. La tecnica, come detto molto semplice, prevede l’inserimento meccanico in utero del seme maschile, cosa che rende questa forma di fecondazione artificiale indicata soltanto in alcuni casi. Dal punto di vista maschile, può essere adoperata in caso gli spermatozoi siano in numero insufficiente o troppo deboli per compiere il percorso fino alle tube di Faloppio.

Per quanto riguarda la donna è utile nei casi di particolari conformazioni dell’utero che rendano complicato il passaggio degli spermatozoi, in caso di endometriosi o nei casi di muco cervicale non reattivo, vale a dire in quei casi in cui il muco che circonda la cervice è ostile al passaggio dello sperma e impedisce allo spermatozoo di proseguire il viaggio. Spesso, l’inseminazione artificiale è consigliata come primo trattamento contro l’infertilità nei casi in cui non è subito identificabile la causa [2].

Cosa prevedono i trattamenti?

Tecnicamente, la procedura prevede che il maschio fornisca un campione di sperma che viene prima portato in laboratorio per il lavaggio. Il lavaggio è, in realtà, un’operazione che elimina alcune sostanze chimiche naturalmente presenti nello sperma che potrebbero essere di ostacolo alla penetrazione in utero e la successiva raccolta degli spermatozoi più vitali, in modo da massimizzare le possibilità di successo. Questa operazione deve essere effettuata entro 60 minuti dall’eiaculazione.

Lo sperma viene poi iniettato, tramite catetere, nell’utero della donna. È un’operazione indolore, anche se sono segnalati casi di crampi. Entro un’ora la donna viene dimessa e può tornare alle normali attività. La tecnica può essere ripetuta più volte in caso di insuccesso. Come detto, non è una forma di PMA che non garantisce sempre il concepimento, anche se ripetuta. Età avanzata della donna, grave endometriosi, ostruzione delle tube di Falloppio o spermatozoi troppo deboli sono i principali ostacoli al successo dell’inseminazione artificiale. La possibilità di accedere a questo trattamento e la ripetibilità, varia da paese a paese.

Le linee guida nel Regno Unito, ad esempio, prevedono che le coppie devono provare naturalmente per almeno 2 anni prima di poterlo richiedere, mentre sono ammesse richieste da parte di coppie dello stesso sesso, coppie in cui uno almeno uno dei partner presenta disabilità invalidanti, patologie come l’endometriosi e i casi di accertata infertilità maschile. Il trattamento può essere ripetuto fino a 6 volte.

Ma al dilà di quanto prescritto dalle linee guida dei diversi paesi, la disponibilità al trattamento varia da zona a zona e non è sempre garantita. Spesso le liste d’attesa sono lunghissime [3].

Quali sono i benefici dell’inseminazione artificiale?

Il successo dell’inseminazione artificiale è dovuto ai diversi benefici, clinici, economici e sociali, che comporta. In primo luogo, è privo di controindicazioni ed effetti collaterali, minimamente invasiva per la donna, economicamente accessibile a tutti ed è ripetibile. Dal punto di vista medico, è un trattamento sicuro anche per l’eventuale gravidanza e per il feto, dal momento che le coppie sono sottoposte ad accurate visite e analisi mediche e che lo sperma viene testato e trattato in modo da escludere rischi di malattie genetiche. Dal punto di vista sociale rende possibile anche a coppie dello stesso sesso di diventare genitori.

Qual è la posizione dell’Italia nei confronti della fecondazione eterologa?

Anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha sancito il diritto delle coppie di ricorrere alla fecondazione eterologa, il dibattito sulla moralità e la liceità di questa scelta prosegue, sia in termini etici che politici e, per usare una antica espressione, elegantemente in punta di diritto tra giuristi.

Per fare un breve riassunto, la fecondazione eterologa in Italia è stata legale fino al 2004, quando la legge 40, ritenuta ideologica e “sanfedista” da tutto lo schieramento laico, l’ha resa illegale, appunto fino alla sentenza del 2014.

Tralasciando le posizioni più ideologiche tra Guelfi e Ghibellini o sanfedisti e giacobini, buona parte dell’opinione pubblica, stando ai sondaggi, approva la scelta della Corte Costituzionale. Molte posizioni politiche invece, più pragmaticamente, sono favorevoli alla sentenza soprattutto in considerazione dei danni e dei costi del “proibizionismo”, che ha indotto in questi anni molte coppie a ricorrere alla fecondazione eterologa in quei paesi dove è praticata legalmente.

I costituzionalisti e gli esperti di diritto sono invece divisi, in posizione di sostanziale stallo, tra i favorevoli, convinti dei diritti dei genitori, e i contrari, secondo i quali in questo modo non viene tutelato il diritto dei bambini a vivere nella famiglia naturale, cioè biologica.

Probabilmente, il dibattito durerà ancora a lungo. Nel frattempo, stante la validità della sentenza della Corte, ci si augura che il Governo faccia la sua parte emanando le linee guida, in modo da rendere effettivamente fruibile questo diritto [4].

Fonti e bibliografia

[1] Definition of Insemination, heterologous http://www.medicinenet.com/script/main/art.asp?articlekey=7213 

[2] Infertility and Artificial Insemination http://www.webmd.com/infertility-and-reproduction/guide/artificial-insemination

[3] Artificial insemination http://www.nhs.uk/conditions/artificial-insemination/Pages/Introduction.aspx

[4] Fecondazione eterologa http://www.fecondazioneeterologa.com

 

 

 

 

 

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