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Fecondazione eterologa: ecco tutti i punti chiave del nuovo decreto

Alessandra Lucivero | Editorial Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 31 Luglio, 2014

Fecondazione eterologa: ecco tutti i punti chiave del nuovo decreto

Si è conclusa la ricognizione della normativa vigente sulla fecondazione eterologa. Il ministro Beatrice Lorenzin ha annunciato alla Commissione Affari sociali e sanità della Camera quelli che saranno i contenuti del decreto legge che verrà esaminato nelle prossime settimane dal Consiglio dei Ministri. 

La Legge 40/2004

L'oramai decennale Legge 40/2004 sulla procreazione assistita è stata riscritta in parte e adattata alle più attuali necessità. Quattro sono i punti rivisti e modificati:

  • il divieto di produzione di più di tre embrioni;
  • l’obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti;
  • il divieto di diagnosi preimpianto;
  • il divieto di fecondazione eterologa.

La fecondazione eterologa: quali saranno i cambiamenti

La fecondazione eterologa è la tecnica di fecondazione artificiale in laboratorio che si attua utilizzando l'ovulo o il seme della coppia interessata, mentre l'altro è di un donatore esterno alla coppia. L'obiettivo è rendere comunque possibile una gravidanza, laddove uno dei due genitori abbia problemi di fertilità.

In Italia, il divieto di fecondazione eterologa sancito dalla L. 40/2004 è stato ridiscusso dal comitato di esperti nominato dal Ministro della salute. Rivedere e modificare questa legge rappresenta un grande passo in avanti che potrà influire sulla vita e sulle scelte di moltissime coppie in difficoltà. 

Quali sono i punti chiave da approvare nel nuovo decreto? 

Anonimato dei donatori e gratuità della donazione sembrano essere i punti chiave indiscutibili attorno a cui ruoterebbe il nuovo decreto. 
Solo nel caso in cui si diagnosticasse una malattia ereditaria, la legge italiana potrebbe ritenere opportuno risalire al genitore biologico, a patto che il genitore stesso lo voglia. All'estero questo non accade, in nessun caso. 

Si è discusso molto anche in merito alle modalità della donazione, sottolineando l'importanza che si eviti una sorta di "commercializzazione" di ovuli e gameti. Per questa ragione, si prevederà per le donazioni una forma di rimborso regolamentato molto rigidamente. 

Ma entriamo nel dettaglio. 

Ecco le novità del prossimo decreto

Il Ministro Lorenzin alla Camera ha confermato questi come i punti che leggeremo nel decreto:

1) principio della volontarietà e gratuità delle donazioni (lo Stato assicurerà la copertura delle spese e dei costi vivi, come accade per la donazione di midollo osseo);
2) il limite d’età dei donatori è di 35 anni per le donne e 40 anni per gli uomini;
3) il genitore che dona il seme o l'ovulo potrà generare al massimo 10 figli (sarà prevista una deroga nel caso in cui una famiglia
chieda più figli dallo stesso donatore).
4) possibilità di accesso ai dati clinici del donatore nel caso di gravi malattie ereditarie;
5) ammissibilità della doppia fecondazione eterologa, nel caso in cui entrambi i genitori siano sterili;
6) istituzione di un registro nazionale dei donatori;
7) inserimento della procedura nei livelli essenziali di assistenza.

Un grande passo avanti, dunque, una normativa che allineerà l'Italia agli altri Paesi europei. 

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