Formicolio al viso, dolore cervicale e intorpidimento: sicuri di masticare bene?

Formicolio al viso, dolore cervicale e intorpidimento: sicuri di masticare bene?

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Dolore, formicolio al viso, difetto di pronuncia: può dipendere tutto dalla masticazione? Il tema è complesso. Per capirlo meglio, ci siamo rivolti alla dottoressa Pasqualina Andretta, logopedista specializzata in Oromiologia e docente del corso di laurea in Logopedia presso l’Università degli studi di Padova, dipartimento di Neuroscienze.

Iniziamo dalle basi. Cos’è la terapia miofunzionale orofacciale?

Si tratta di un ambito della foniatra e logopedia: la TMF consiste nella rieducazione neurologica per favorire la normale crescita e sviluppo di tutte le strutture e funzioni orofacciali, comprese quelle già sviluppate (nel soggetto adolescente e adulto).

L’obiettivo principale è quello di prevenire, valutare, diagnosticare, trattare uno squilibrio muscolare della bocca e del viso, inteso come una qualsiasi disarmonia al volto nello svolgersi di varie funzioni, quali: respirazione, suzione, masticazione, deglutizione, articolazione di linguaggio e voce e mimica orofacciale correlata anche a gusto e olfatto.

Sono tutte funzioni che avvengono nel viso.

Per interventi specifici e consulenze si lavora in team; oltre al logopedista, le altre figure coinvolte sono: pediatra, foniatra, odontoiatra, optometrista, ortottista e otorino-laringoiatra.

Partiamo dai pazienti più piccoli: i bambini. Come ci si accorge se hanno bisogno di questo specifico trattamento?

I segni e sintomi sono molti, riassumiamo i principali.

Alla nascita, un neonato può avere difficoltà con l’allattamento naturale a causa di un frenulo linguale alterato. Attualmente questo fattore viene considerato con grande attenzione. Un tempo, invece, era sottovalutato e spesso si costringeva la mamma a passare a un allattamento artificiale con latte formula.

Oggi è l’Organizzazione Mondiale della Salute che sottolinea l’importanza dell’allattamento naturale, non solo per dal punto di vista nutrizionale e delle difese, ma anche come input per la giusta crescita e lo sviluppo armonioso del volto umano.

Un frenulo linguale alterato causa incoordinazione, alterazione della mandibola in suzione, inadeguati movimenti della lingua, che risulta “imbrigliata” e non riesce ad agganciare bene il seno materno.

Altri sintomi?

Un bambino/neonato che respira con la bocca aperta. In questo caso, è molto importante verificare che non ci siano ostruzioni nelle vie respiratorie superiori, come per esempio tonsille o adenoidi ingrossate, che possono anche ostruire la tuba di Eustachio e dare origine a otiti medie (sono molto dolorose e possono condurre a sordità).

In questi casi, il solo intervento chirurgico non è sufficiente: nel nostro cervello rimane, infatti, impresso uno schema motorio-respiratorio errato, ovvero quello che fa mantenere bocca aperta durante la respirazione.

Inoltre, se la bocca è aperta, anche la lingua sarà in una postura antifisiologica, non adeguata, protrusa in avanti. Questo può portare a disturbi respiratori nel sonno, scarsa qualità del sonno stesso e apnee ostruttive.

Ancora altri sintomi sono i vizi orali: comportamenti inadeguati come l’uso prolungato di succhiotto, tettarella, dito in bocca. O anche un’alimentazione scorretta: uso di cibi manipolati pre-confezionati durante lo svezzamento che non favoriscono una corretta alimentazione. Già allo spuntare dei primi dentini (intorno al sesto mese), il bambino è pronto ad affrontare cibi più consistenti del latte materno.

Altri sintomi sono poi il palato alto e stretto e, sempre nel bambino, tutti i disturbi del linguaggio (come la protusione della lingua sulla “S” e la “Z”).

Abbiamo poi la malocclusione: come il morso aperto, il morso crociato, l’aumento della distanza tra gli incisivi o l’arcata superiore e quella inferiore che non coincidono, ma vanno piuttosto a slittare.

Da che età si può iniziare la terapia miofunzionale?

Per una terapia miofunzionale logopedica, si può iniziare a prendere in carico il bambino dall’età di 3 anni. Le linee guida pediatriche internazionali raccomandano infatti l’abbandono di qualsiasi vizio orale dai 24 ai 36 mesi. Se questo non avviene, gli studi dimostrano che dopo i 3 anni c’è una correlazione tra l’uso di succhietto, dito etc. e un’alta incidenza nella comparsa di maloccusione e respirazione orale.

Il ciuccio fa sempre male?

No. Fino al primo anno di vita o anche oltre ha un effetto benefico: riveste un ruolo consolatore e anche salvavita per evitare la morte in culla. Manca però un programma di prevenzione e informazione mediante una guida – che potrebbero fornire i pediatri, le nursery, i nidi – per rendere coscienti i genitori di quello che è un uso razione del ciuccio.

È importante fare prevenzione intorno a queste domande: per quanto tempo il bambino usa il succhiotto? Con che intensità? In che direzione (può causare asimmetrie)? Per quante volte al giorno? E in quali contesti (mentre gioca, dorme, guarda la tv, etc…)?

Perché è importante respirare dal naso e non dalla bocca?

La bocca serve per masticare, il naso serve per respirare. Se la respirazione è orale, l’aria non viene filtrata, umidificata, riscaldata, purificata e non subisce il processo per cui l’ossigeno diventa ossido nitrico, il quale rappresenta una componente importante per la concentrazione e la memoria. La respirazione nasale fornisce il 30% di ossigeno in più rispetto a una respirazione orale che dà astenia, stanchezza, cattiva postura del corpo.

Si possono trattare anche ragazzi, adulti e anziani?

Con i bambini dopo i 8-10 anni, gli adolescenti e gli adulti, anche in età senile, si può tranquillamente lavorare. Se c’è, per esempio, un’apnea ostruttiva media, si può lavorare sulla muscolatura della lingua e il soggetto ritroverà la pervietà delle vie aeree durante il sonno.

Negli adulti in genere si riscontra una forte motivazione. L’adulto viene perché ha problemi di estetica del volto (dovuti a un’asimmetria, a malocclusione, a problemi di respirazione e altro ancora).

La terapia in questi casi dura circa 12 mesi: in questo arco di tempo, il cervello impara, elabora e automatizza i nuovi schemi motori. Con un adulto dunque il lavoro è di riprogrammazione neurologica e si ottengono risultati significativi in tutte le età della vita. Sicuramente si ottiene un miglioramento della qualità della vita.

Nell’adulto poi c’è anche una logopedia estetica: è un rimedio naturale con cui la muscolatura si tonifica e il viso ne guadagna molto.

Anche l’adolescente può ottenere risultati importanti con la TMF nell’abbandono di vizi orali (tra cui – per esempio – l’onicofagia, il mangiarsi le unghie, che crea spostamento e torsione del dente, alitosi, logoramento dei bordi dentali e diastema tra i denti), beneficiando di una ortodonzia naturale.

Ma anche nel miglioramento della postura corporea se ha, per esempio la cattiva abitudine di studiare o guardare la tv sempre con il palmo della mano appoggiato sulla stessa guancia, o quella di stare seduto inarcato.

Formicolio al viso, dolore cervicale e intorpidimento: può dipendere dalla masticazione?

È una domanda complessa. Tante sono le risposte possibili, in base a molti fattori, tra cui anche l’età del soggetto.

La masticazione è una funzione orale che si apprende ed è la funzione responsabile dello sviluppo osseo del mascellare, del mantenimento dell’arco palatale, della stabilità dell’occlusione e del buon funzionamento dell’articolazione mandibolare. La masticazione dunque crea un equilibrio. Movimenti precisi e coordinati ci aiutano nella respirazione, nella giusta deglutizione e l’osso cresce in armonia. Se fisiologica, la masticazione favorisce la sinergia tra forma e funzione.

A volte si presenta una sintomatologia dolorosa: per esempio, dolore all’articolazione temporo-mandibolare quando si parla, si canta, si mastica, si deglutisce, etc. Abbinandola ad altri segni e sintomi, che potrebbero non sembrare correlati (come il ronzio nell’orecchio, acufeni, schiocchi, rumori articolari quando si apre e chiude la bocca, disfunzioni della tuba di Eustachio, formicolio irradiato alla parte in cui c’è l’alterazione dell’articolazione temporo-mandibolare, etc) si può risalire a un’alterazione della masticazione.

E con il bruxismo ci sono correlazioni? Si può intervenire anche qui con la TMF?

Certo. Il bruxismo è composto da serramento (chiudere stretti i denti) o digrignamento (anche nel bambino, soprattutto durante la permuta, o se c’è frenulo linguale alterato). I bite sono palliativi: un ausilio, ma non la soluzione.

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