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A tutto c’è un rimedio, anche all’incontinenza

Redazione

Ultimo aggiornamento – 12 Maggio, 2021

cause dell'incontinenza urinaria maschile e femminile

Incontinenza urinaria maschile o femminile? Poco importa. Se curata in modo adeguato, è possibile guarire. È questo il messaggio che si porta con sé la Giornata Nazionale dell’Incontinenza, in programma, come ogni anno, per il 28 giugno.

Proprio in questa occasione, saranno coinvolte oltre cinquanta strutture ospedaliere che apriranno le porta ai cittadini per informazioni e diagnosi gratuite, data la forte incidenza che questa condizione ha sulla popolazione italiana.

Si stima, infatti, che 5 milioni di persone – di cui, il 60% donne – siano colpiti da incontinenza. Non solo. Nemmeno i più piccoli vengono risparmiati da questa problematica: un bambino su dieci, infatti, è colpito da enuresi, nome scientifico dell’incontinenza. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Incontinenza da sforzo Vs incontinenza da urgenza: di cosa si tratta?

Più frequente nelle donne, l’incontinenza da sforzo è causata da un rilassamento dello sfintere uretrale, così come della muscolatura del pavimento pelvico. Ogni minimo sforzo – dal sollevamento di un peso ad una camminata a passo accelerato – può causare piccole perdite di urine, con un flusso a volte imprevedibile.

Esiste poi l’incontinenza da urgenza: questa forma è legata a una iperattività del detrusore, il muscolo vescicale, e colpisce maggiormente gli uomini anziani. In questi casi, l’incontinenza si manifesta con un desiderio impellente di urinare, con perdite frequenti e difficili da controllare.

Si registrano, inoltre, forme di incontinenza mista, dove il bisogno continuo di svuotare la vescica va a braccetto con piccole perdite causate da sforzi.

Infine, non è possibile tralasciare l’esistenza della cosiddetta “forma a rigurgito” che colpisce indipendentemente uomini e donne, nonostante le cause all’origine di questa incontinenza siano assolutamente diverse.

In entrambi i casi, però, si avverte una continua necessità di urinare a causa di una vescica che risulta essere sempre troppo piena. Generalmente, negli uomini, questa condizione è dettata dalla presenza di un tumore o di un adenoma alla prostata mentre, nelle donne, la causa è da ricercarsi in un prolasso uterino o vescicale.

Al di là delle problematiche anatomiche, esistono poi altre numerose cause dell’incontinenza urinaria. Tra queste, ricordiamo:

  • Infezioni urinarie
  • Gravidanza
  • Menopausa
  • Obesità
  • Alzheimer
  • Chirurgia della prostata
  • Stitichezza
  • Eccesso di alcool e caffeina

In ogni caso, è possibile limitare il fenomeno. Vediamo come.

Dalla diagnosi ai rimedi per l’incontinenza

incontinenza: cause e rimedi

Partiamo innanzitutto dalla diagnosi, alla base di un trattamento efficace per curare l’incontinenza. Sono tre gli esami che permettono all’urologo di diagnosticare questa patologia:

  1. Diario minzionale, per registrare la frequenza e gli orari delle minzioni e del loro volume in un arco di 24 ore, con tutti gli episodi improvvisi ad esse correlate.
  2. Pad test, l’esame del pannolino che viene pesato prima e dopo una serie di azioni atte a quantificare la perdita delle urine.
  3. Esame delle urine.

Le indagini di secondo livello, come gli esami urodinamici, l’ecografia o la cistoscopia, sono invece necessari per conoscere il tipo e il grado di incontinenza che, una volta diagnosticato, può portare ad un trattamento personalizzato in base al tipo di problematica.

Nonostante il problema sia piuttosto diffuso, colpendo 10 italiani su 100, l’incontinenza è ancora un tabù, all’origine di attacchi di ansia, depressione e isolamento, causati dal terrore di non essere in grado di controllare la vescica.

Tutto ciò, come ovvio, incide pesantemente sulla qualità della vita, sui rapporti sociali e sulla sessualità. Nonostante ciò, solo il 25% dei pazienti affetti da questa problematica vincono imbarazzo e vergogna e decidono di rivolgersi ad un medico.

Se vengono superati gli ostacoli di ordine psicologico, l’incontinenza può essere curata con successo, tramite la rieducazione perineale, i farmaci, le infiltrazioni locali di acido ialuronico, la nuova chirurgia mininvasiva – estesa anche all’uomo -, pacemaker vescicali e sfinteri artificiali.

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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