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Gli angeli di Brescia: dispensa-coccole ai bimbi abbandonati

Ultimo aggiornamento – 17 novembre, 2016

Le coccole: l'importanza di farle ai bambini
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I bambini, si sa, ispirano tenerezza, che si traduce in affetto e coccole in abbondanza da parte di genitori e parenti. A volte, però, alcuni bambini, meno fortunati degli altri, non possono beneficiare di tutto questo amore, poiché abbandonati dai propri genitori nelle strutture ospedaliere subito dopo essere venuti al mondo.

Chi sono i “dispensa-coccole”?

Per loro, esiste però l’Associazione di volontariato “Bambini Dharma”, che dal 2011 si occupa di regalare abbracci sia ai bambini ‘esposti’, ovvero quelli che sono stati lasciati dai genitori, sia per quelli che in ospedale ci arrivano a seguito di maltrattamenti.

Lo scorso sabato, è stata inaugurata la prima sede operativa a Brescia, presso il Polo Culturale Diocesano di via Bollani 20. Per Giovanna Castelli, presidente dell’Associazione, è “una grande occasione di gioia”. La presidente, ringraziando volontari e benefattori, ha tagliato il nastro assieme al Vescovo Luciano Monari e all’Assessore Felice Scalvini. All’evento era presente anche il direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini, Raffaele Spiazzi.

Per l’Associazione, in continua crescita e circondata da persone desiderose di aderire al progetto, era da tempo indispensabile uno spazio che potesse accogliere le attività di ufficio, nonché un ambiente aperto e accogliente, in cui i 300 e più volontari avessero la possibilità di incontrarsi e scambiarsi idee, da concretizzare in attività e esperienze di crescita.

Castelli ha tenuto a precisare che i bambini di cui l’Associazione si prende cura, rimangono in ospedale fin quando il Tribunale e i Servizi Sociali optano per l’adozione, l’affido o l’istituto. In quest’anno solare, finora, sono state spese dai volontari ben 1453 ore a servizio dei bambini, tra turni in corsia, somministrazione di biberon e pappe, cambio di pannolini, lettura di fiabe e molte altre attività per aiutarli a stare meglio.

Cos’è il ‘coccolaggio’?

Il “coccolaggio”, come lo chiamano loro, consiste nell’accudire il bambino nei suoi bisogni primari coniugandolo con una buona dose di affetto, poiché, senza i genitori, il bambino rischia altrimenti di avere un forte carenza affettiva. I volontari pensano a donare loro il corredino di nascita, o a imbastire le pagine di un diario in cui raccolgono i momenti più importanti della sua vita. Tali oggetti vengono poi disposti in una valigetta da affidare a chi, in futuro, continuerà a prendersi cura di loro.

Nella fase delicata dei primi mesi della vita di un bambino, i medici e gli infermieri non sono sufficienti, secondo Gaetano Chirico, direttore dell’Unità di Neonatologia al Civile, e allora, spiega, “arrivano i volontari Dharma, con le loro meritorie azioni”.

Purtroppo, l’uso di abbandonare i figli in ospedale è ancora attivo anche qui in Italia e ai nostri giorni, poiché la Legge italiana consente di partorire un figlio in ospedale senza doverlo necessariamente riconoscere. Certamente, la legge ha tutelato tutti quei minori che venivano abbandonati per strada, ma rimane il problema per questi bambini che rimangono in ospedale finché qualcuno non decide di adottarli o non vengono accolti da un istituto.

Nel frattempo, ora per loro ci sono i volontari e i sostenitori dell’Associazione, che tengono i bimbi protetti, dispensando affetto, coccole e calore umano, assieme a tutto ciò che serve loro per una crescita normale, come se fossero in una vera casa: seggiolone, lettino, cassettiera, passeggino, ecc., in modo che non entrino in contatto solo con il mobilio da ospedale.

Mons. Monari, leggendo un passo del Vangelo di Matteo (Mt 18, 1-5; 18-10) ha inoltre voluto ricordare come anche nel Vangelo, Gesù metta al centro il bambino, esortando  discepoli a prendere un bimbo come riferimento, per imparare dal suo atteggiamento puro; il Vescovo ha poi aggiunto: “la società è ricca dove chi è debole non è pestato perché è debole”, volendo sottolineare come la ricchezza di una comunità si crea quando chi è più grande diventa piccolo, mettendosi al servizio di chi ne ha più bisogno, come questi bambini.

Perché le coccole sono importanti?

I baci, le carezze, e le coccole in generale, costituiscono dei momenti di affetto importanti per la crescita del bambino.

La pelle è cosparsa di piccoli recettori nervosi, e il tocco è uno dei sensi più importanti di comunicazione tra genitori e figli: la carezza o l’abbraccio di una mamma, significano per il bambino “sono qui, e ti voglio bene” e questo corrisponde ai primi attimi di felicità del bambino; lo dice la ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science.

Gli autori dello studio, coordinati dalla dr.ssa Merie Fairhurst del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Leipzig, in Germania, si sono concentrati sull’effetto delle sensazioni tattili e sul tipo di stimoli che questi producevano sulla pelle dei neonati, verificando che una carezza risulta piacevole per un bambino sin dai primi mesi di vita.

I recettori tattili sono i primi a entrare in funzione dopo il concepimento, in quanto il liquido amniotico, che avvolge il feto, fa da tramite col mondo esterno: ogni fluttuazione, provocata da un movimento della mamma, si riflette sulla pelle del bimbo attraverso una piccola pressione esercitata dal liquido amniotico, che crea una specie di micro massaggio liquido, stimolando i recettori tattili presenti sulla sua pelle.

Dal momento che essere accarezzati è una fonte di piacere, il sistema nervoso del bimbo rilascerà endorfine, gli ormoni che favoriscono relax, sonno e benessere.; di conseguenza, aumenteranno anche le cellule del sistema immunitario, garantendo al bambino una crescita più sana, e anche la parte cognitiva si svilupperà più in fretta e in maniera più completa.

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