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Gli effetti fisiologici della crioterapia

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

crioterapia: gli effetti fisiologici
Indice

Il freddo ha un impiego di fondamentale importanza per la fisioterapia.

Infatti, sono stati diversi gli studi fatti in materia, per meglio comprendere il suo utilizzo per lesioni, traumi, gonfiori, infiammazioni e via dicendo. Con gli anni, sono state tante le tecniche messe a punto, tuttavia, al giorno d’oggi è la crioterapia che spicca maggiormente per importanza ed efficacia.

Questa tecnica ha prodotto degli ottimi risultati in laboratorio per alcune condizioni, mentre è risultata essere meno efficace per altre. Ecco qualche informazione in più sulla crioterapia, per quali condizioni è particolarmente efficace e i motivi per cui non bisognerebbe mai abusarne.

Cos’è la crioterapia?

La crioterapia è una procedura che viene comunemente impiegata per alleviare i sintomi dolorosi, dovuti a patologie infiammatorie, ma anche ad allenamenti, fitness e attività fisica in generale. Questa tecnica è molto varia, ma in generale prevede il transito del paziente in due stanze, la prima per adattare il corpo al freddo, nell’arco di mezzo minuto, e la seconda per una sosta di massimo due minuti a meno 100°C.

Per quali condizioni è efficace la crioterapia?

Secondo una ricerca che ha approfondito e comparato i risultati di diversi studi effettuati nel campo della crioterapia, questa procedura ha degli effetti sostanziali su:

  • gonfiore
  • circolazione sanguigna
  • dolore
  • spasmi muscolari
  • prestazione motoria
  • tessuto connettivo
  • cuore
  • temperatura dei tessuti
  • funzioni viscerali
  • cancro
  • artrite reumatoide
  • spasticità, fortemente ridotta e la ricomparsa spesso avviene con molto ritardo

Inoltre, la crioterapia presenta degli effetti più lievi e meno significativi su:

  • velocità di conduzione sull’impulso nervoso
  • riflesso monosinaptico
  • fuso neuromuscolare

La crioterapia è totalmente curativa?

Secondo la rivista medica Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy, non è corretto affermare che il freddo diminuisce la circolazione sanguigna, l’emorragia dopo un trauma, l’insorgenza di lividi, gli spasmi e la spasticità e che allevia il dolore muscoloscheletrico.

È invece accettabile affermare che, in base alle ricerche eseguite e ai risultati ottenuti, il freddo può avere diversi effetti in particolari condizioni, impiegando particolare strutture e con la giusta quantità di freddo.

Quali sono le controindicazioni della crioterapia?

Secondo alcune ricerche, eseguite su cavie da laboratorio, il giusto quantitativo di freddo può efficacemente ridurre il gonfiore dei tessuti lesionati. Tuttavia, l’errato apporto di freddo può avere l’effetto opposto, aumentando il gonfiore.

Altre ricerche hanno confermato che l’infiammazione da trauma può essere fortemente ridotta nei legamenti lesionati, utilizzando freddo e compressione, ma che tuttavia questa tecnica può provocare una reazione a livello dermico.

Inoltre, sebbene gli impacchi freddi siano di grande aiuto nello stretching dei tessuti, spesso il battito cardiaco e la pressione sanguigna possono essere fortemente influenzate dal raffreddamento improvviso. Infatti, la temperatura di pelle e muscoli diminuisce drasticamente con le applicazioni fredde e tende a rimanere molto bassa per un po’ con il trattamento discontinuo.

Altri studi hanno dimostrato che anche la temperatura intra-articolare subisce un forte calo con le sedute di crioterapia.

Quali sono i tempi consigliati per una seduta?

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista sopra menzionata, una seduta dovrebbe approssimativamente durare venti minuti. Con questa durata, è possibile limitare al minimo il tempo di reazione alla vasodilatazione cutanea. Tuttavia, è bene sempre considerare la risposta dermica sui pazienti e personalizzare di conseguenza la durata della seduta. Inoltre, senza superare i trenta minuti di seduta è possibile ottenere un aumento della circolazione sanguigna muscolare e favorire la guarigione da lesioni muscolari.

Raccomandazioni generali sulla crioterapia

Quando ci si vuole sottoporre alla crioterapia è sempre bene essere affiancati da un fisiatra esperto del settore, specializzato e ben informato. Infatti, l’atleta che utilizza il trattamento del freddo per migliorare le sue performance deve essere informato non solo sugli effetti positivi, ma anche sugli effetti negativi a breve termine.

Dopo una seduta, ad esempio, non bisogna sottoporsi ad attività fisica, perché si è maggiormente esposti a lesioni e traumi. Inoltre, l’attività muscolare, la velocità di conduzione sull’impulso nervoso, la percezione e la flessibilità del tessuto connettivo possono essere altamente alterate dalle applicazioni di freddo. Ecco perché è importante stabilire un programma personalizzato in base alle necessità del paziente con un medico specialista.

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