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Gli episodi psicotici sono più frequenti di quanto si creda

Alessandra Lucivero | Editorial Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 01 Giugno, 2015

Gli episodi psicotici sono più frequenti di quanto si creda

Quante volte avremo sentito urlare la frase “tu sei pazzo”? Bene, forse non sempre questa affermazione è dettata dalla rabbia del momento. Secondo una recente indagine, infatti, le esperienze psicotiche stanno aumentando, colpendo una percentuale di persone sempre maggiore.

Lo studio

Una recente meta-analisi di 61 studi ha suggerito che gli episodi psicotici sono molto comuni e, se letti correttamente, sono sintomo di una varietà di disturbi, come l’ansia, la schizofrenia e la psicosi completa. I dati delle indagini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Mondiale per la Salute Mentale prendono in questione i casi di 18 paesi in tutto il Nord e Sud America, Africa, Medio Oriente, Asia, Sud Pacifico e in Europa, e sono stati esaminati da specialisti della University of Queensland, in Australia.

I ricercatori hanno scoperto che il 5,8% dei 31.261 soggetti adulti intervistati hanno riferito di aver avuto un’esperienza psicotica a un certo punto della loro vita.

Le donne sono risultate essere più inclini ad avere esperienze psicotiche rispetto agli uomini, con una prevalenza del 6,6% rispetto al 5%. Le persone che abitano nei paesi a medio reddito sono state anche più esposte, rispetto agli abitanti dei paesi ad alto reddito (6,8%) e a quelli dei paesi a basso reddito (1,3%).

Conclusioni

Nella conclusione dello studio, i ricercatori affermano: “abbiamo fornito, a nostra conoscenza, la descrizione più completa del panorama epidemiologico di esperienze psicotiche (PSE) pubblicato fino ad oggi. La ricerca ha bisogno di sfruttare queste informazioni per determinare meglio lo stato di rischio. Il nostro studio mette in evidenza la natura sottile e variegata delle caratteristiche epidemiologiche delle malattie mentali“.

Gli autori aggiungono che la forza del loro studio è la possibilità, partendo da qui, di identificare i fattori di rischio, in modo coerente in tutti i paesi, nonostante si considerino i fattori culturali specifici per le singole regioni.

Un esempio di un risultato che è stato coerente nei diversi paesi è che le persone non sposate o disoccupate hanno una prevalenza significativamente più alta di esperienze allucinatorie e deliranti. Tuttavia, la prevalenza di esperienze allucinatorie varia rispetto alle deliranti, attraverso alcuni dati demografici – per esempio, le donne hanno una maggiore prevalenza di allucinazioni rispetto ai deliri.

Un altro dato è relativo alla variazione demografica: i migranti hanno dimostrato di avere significativamente meno probabilità di esperienze allucinatorie rispetto ai nativi.

Una buona base su cui riflettere per combattere questi disturbi, partendo dalle cause.

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