I social come una dipendenza? 16 ore al giorno online: Meta a processo davanti ai giudici

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 20 Marzo, 2026

Adolescenti e cyberbullismo. Una ragazza adolescente turbata è seduta sul pavimento vicino al letto e usa lo smartphone a casa, scorrendo i social media. Una bambina passa troppo tempo al telefono. Adolescenti e dipendenza dai dispositivi elettronici.

Il confine tra vita digitale e salute mentale è finito in un’aula di tribunale a Los Angeles, dove colossi come Meta (Instagram) e Alphabet (YouTube) devono rispondere di un'accusa pesante: aver progettato piattaforme capaci di creare dipendenza e danneggiare i giovanissimi.

Al centro del caso c'è Kaley GM, una giovane californiana che sostiene di essere stata "plasmata" negativamente dall'uso precoce dei social.

Un'infanzia passata davanti allo schermo

Kaley ha portato in tribunale Meta e Google, accusandoli di aver progettato piattaforme capaci di "agganciare" il cervello dei più giovani, isolandoli dalle proprie famiglie e trascinandoli in un vortice di dipendenza e depressione.

I dati emersi dalla denuncia sono impressionanti per la loro precocità:

  • a 6 anni Kaley inizia a frequentare regolarmente YouTube;
  • a 9 anni apre il suo primo profilo su Instagram;
  • l'adolescenza diventa il terreno di scontro tra la voglia di esprimersi (creando video "artistici") e la frustrazione per il plagio e il rifiuto sociale.

Secondo i legali di Kaley non si è trattato di un incidente di percorso, ma del risultato di un modello di business deliberato.

Le aziende avrebbero ignorato i rischi per la salute mentale pur di massimizzare i profitti pubblicitari derivanti dagli utenti più piccoli, nonostante ufficialmente l'età minima per iscriversi sia 13 anni.

L’intervento dell’esperta

Victoria Burke, la psicoterapeuta che ebbe in cura Kaley nel 2019, quando la ragazza era solo una tredicenne, è fondamentale per definire il nesso tra i disturbi della ragazza e la sua vita online.

Nonostante inizialmente avesse diagnosticato alla paziente un'ansia generalizzata, Burke ha poi affinato il quadro clinico riscontrando fobia sociale e disturbo di dismorfismo corporeo.

Sebbene la terapista non abbia puntato il dito direttamente contro le piattaforme come "causa unica", durante il controinterrogatorio è stata netta: l'esperienza sui social media è stata un "fattore determinante" nel peggioramento delle condizioni mentali della giovane.

Non è solo una causa, è un precedente

Se Kaley dovesse vincere, si aprirebbe la strada per oltre 2.000 azioni legali simili: TikTok e Snapchat hanno già preferito chiudere la questione con accordi extragiudiziali, ma Meta e Google hanno deciso di andare allo scontro frontale.

La difesa dei colossi tecnologici punta tutto su un concetto legale: il nesso di causalità.


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Meta, infatti, sostiene che i disturbi di Kaley, dall'ansia alla dismorfofobia (l'ossessione per i difetti fisici, alimentata dai filtri di Instagram), non siano colpa degli algoritmi, ma di un contesto familiare difficile e instabile.

Il punto è tecnico ma decisivo: se il danno si sarebbe verificato comunque, a prescindere dall'uso dei social, le aziende non possono essere condannate a risarcire.

Il punto di vista della ricerca

Una recente review pubblicata nel 2025, basata su 43 studi condotti tra il 2020 e il 2024, evidenzia una correlazione significativa tra uso dei social media e aumento di sintomi come ansia e depressione negli adolescenti.

In particolare, emerge una relazione “dose-risposta”: più tempo trascorso sulle piattaforme, maggiore è il rischio di disagio psicologico.


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Lo studio sottolinea che non è solo la quantità di utilizzo a fare la differenza, ma soprattutto la modalità: un uso passivo, basato su scrolling e confronto sociale, risulta più dannoso rispetto a un utilizzo attivo e consapevole.

Fonti:

Behavioral Sciences - Effects of Social Media Use on Youth and Adolescent Mental Health: A Scoping Review of Reviews

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