Il food marketing cavalca l’onda del GLP-1: parliamone

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 03 Febbraio, 2026

Giovane donna sportiva che beve uno yogurt gustoso a casa

Non sono solo i colossi del farmaco a brindare al successo dei nuovi trattamenti per il dimagrimento: il settore alimentare ha fiutato l'affare, dando vita a una nuova categoria di prodotti, ossia i "GLP-1 friendly".

Si tratta di soluzioni studiate su misura per chi assume farmaci agonisti del GLP-1, un mercato in continua espansione e ancora al centro di numerose controversie.

Scopriamo di più in merito.

Il paradosso del marketing: bisogno reale o indotto?

Il 2024 è stato l'anno della svolta per diverse multinazionali che hanno deciso di presidiare questo nuovo segmento: oltre ai pasti pronti, gli scaffali si sono riempiti di integratori "GLP-1 Support", dei mix di fibre e polifenoli che promettono di domare la fame, amplificati da un marketing aggressivo sui social media che spesso scambia la causa con l'effetto.

Mentre l'industria propone soluzioni "pronte all'uso", emerge, però, una riflessione necessaria: abbiamo davvero bisogno di un pasto surgelato specifico o di uno shake proteico per gestire il peso?

La narrazione commerciale preferisce focalizzarsi sul "rimedio rapido", che sia una puntura o un integratore, ignorando la qualità del cibo e l'educazione alimentare.

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Infatti, spostare l'attenzione sui prodotti "accessori" rischia di creare una dipendenza farmacologica nell'individuo, senza scalfire i problemi strutturali come l'abuso di cibi ultra-processati e porzioni eccessive.


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Invece di rivoluzionare un sistema alimentare che favorisce l'obesità, il marketing sembra preferire la creazione di nuove nicchie di consumo.

La sfida, invece, resta quella di agire alla radice: migliorare le etichette, limitare il cibo spazzatura e tornare a una qualità alimentare che non necessiti di un "supporto" chimico per essere gestita.

Un’alternativa possibile oltre il sistema farmacologico

Chi assume GLP-1 può perdere dal 25% al 39% di massa magra (muscoli, ossa, acqua) sul peso totale perso in un anno, ecco perché i brand come non puntano solo sulle "poche calorie", ma sul fornire almeno 30g di proteine per porzione, necessari per contrastare l'atrofia muscolare accelerata indotta dal rapido dimagrimento.

Uno studio ha dimostrato che un pasto in stile mediterraneo (ricco di acidi grassi monoinsaturi come l'olio d'oliva) genera un picco di GLP-1 naturale significativamente più alto e prolungato rispetto a una dieta vegetariana standard o a basso contenuto di grassi.


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Dunque, mentre il farmaco "imita" l'ormone a dosi massicce, la dieta mediterranea ne ottimizza la produzione endogena, migliorando la sazietà senza gli effetti collaterali gastrointestinali spesso legati ai farmaci.

Non c’è bisogno di demonizzare i farmaci agonisti del GLP-1, ma è necessario assumerli quando le condizioni mediche e metaboliche siano state attentamente valutate da professionisti e non renderli un prodotto di marketing percepito come idoneo per chiunque.

Fonti:

Diabetes/Metabolism Research and Reviews - The Mediterranean diet increases glucagon-like peptide 1 and oxyntomodulin compared with a vegetarian diet in patients with type 2 diabetes: A randomized controlled cross-over trial

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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