Non sono solo i colossi del farmaco a brindare al successo dei nuovi trattamenti per il dimagrimento: il settore alimentare ha fiutato l'affare, dando vita a una nuova categoria di prodotti, ossia i "GLP-1 friendly".
Si tratta di soluzioni studiate su misura per chi assume farmaci agonisti del GLP-1, un mercato in continua espansione e ancora al centro di numerose controversie.
Scopriamo di più in merito.
Il paradosso del marketing: bisogno reale o indotto?
Il 2024 è stato l'anno della svolta per diverse multinazionali che hanno deciso di presidiare questo nuovo segmento: oltre ai pasti pronti, gli scaffali si sono riempiti di integratori "GLP-1 Support", dei mix di fibre e polifenoli che promettono di domare la fame, amplificati da un marketing aggressivo sui social media che spesso scambia la causa con l'effetto.
Mentre l'industria propone soluzioni "pronte all'uso", emerge, però, una riflessione necessaria: abbiamo davvero bisogno di un pasto surgelato specifico o di uno shake proteico per gestire il peso?
La narrazione commerciale preferisce focalizzarsi sul "rimedio rapido", che sia una puntura o un integratore, ignorando la qualità del cibo e l'educazione alimentare.
Infatti, spostare l'attenzione sui prodotti "accessori" rischia di creare una dipendenza farmacologica nell'individuo, senza scalfire i problemi strutturali come l'abuso di cibi ultra-processati e porzioni eccessive.
Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover.
Invece di rivoluzionare un sistema alimentare che favorisce l'obesità, il marketing sembra preferire la creazione di nuove nicchie di consumo.
La sfida, invece, resta quella di agire alla radice: migliorare le etichette, limitare il cibo spazzatura e tornare a una qualità alimentare che non necessiti di un "supporto" chimico per essere gestita.
Un’alternativa possibile oltre il sistema farmacologico
Chi assume GLP-1 può perdere dal 25% al 39% di massa magra (muscoli, ossa, acqua) sul peso totale perso in un anno, ecco perché i brand come non puntano solo sulle "poche calorie", ma sul fornire almeno 30g di proteine per porzione, necessari per contrastare l'atrofia muscolare accelerata indotta dal rapido dimagrimento.
Uno studio ha dimostrato che un pasto in stile mediterraneo (ricco di acidi grassi monoinsaturi come l'olio d'oliva) genera un picco di GLP-1 naturale significativamente più alto e prolungato rispetto a una dieta vegetariana standard o a basso contenuto di grassi.
Potrebbe interessarti anche:
- Obesità e salute orale: svelate nuove connessioni sorprendenti
- Il sale “invisibile” che si mangia ogni giorno: cosa potrebbe cambiare per cuore e pressione
- Dieta senza glutine e perdita di peso: cosa c’è dietro il calo iniziale
Dunque, mentre il farmaco "imita" l'ormone a dosi massicce, la dieta mediterranea ne ottimizza la produzione endogena, migliorando la sazietà senza gli effetti collaterali gastrointestinali spesso legati ai farmaci.
Non c’è bisogno di demonizzare i farmaci agonisti del GLP-1, ma è necessario assumerli quando le condizioni mediche e metaboliche siano state attentamente valutate da professionisti e non renderli un prodotto di marketing percepito come idoneo per chiunque.
Fonti:
Diabetes/Metabolism Research and Reviews - The Mediterranean diet increases glucagon-like peptide 1 and oxyntomodulin compared with a vegetarian diet in patients with type 2 diabetes: A randomized controlled cross-over trial