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Il teratoma sacro-coccigeo: il “mostro” che attacca i neonati

Ultimo aggiornamento – 07 aprile, 2021

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La storia della piccola LynLee ha dell’incredibile, e rappresenta un esempio significativo di quanto sia importante eseguire controlli periodici durante la gravidanza. Durante una normale ecografia, eseguita intorno al 4° mese di gestazione, i medici notarono un enorme massa tumorale che rischiava di schiacciare il cuore della piccola.

Si trattava di un teratoma sacro-coccigeo, un tumore che colpisce i neonati e che può causare gravissimi danni senza un intervento tempestivo.

Nel caso della piccola LynLee, si è deciso di intervenire subito, senza aspettare la fine della gravidanza, e così un team di specialisti ha eseguito l’intervento sulla piccola e rimosso l’enorme massa tumorale.

Si è trattato di un intervento piuttosto delicato, al termine del quale la bambina è stata nuovamente riposizionata all’interno dell’utero della madre, che ha quindi regolarmente completato la gravidanza. Subito dopo la nascita, la piccola è stata sottoposta a un secondo intervento che ha eliminato le ultime tracce del teratoma, e oggi LynLee è una bimba di 7 anni, allegra e spensierata come tutte le bambine della sua età dovrebbero essere.

Teratoma sacro-coccigeo: tutto quello che c’è da sapere su questo raro tumore neonatale

Il teratoma sacro-coccigeo è un tumore raro, che si sviluppa alla base del coccige dei neonati, più frequentemente in quelli di sesso femminile. Sebbene la massa tumorale possa diventare anche molto grande, in genere non è di natura maligna ma può comunque causare danni al feto, per cui occorre intervenire il prima possibile.

In genere, l’intervento chirurgico eseguito subito dopo la nascita appare un’opzione risolutiva, che garantisce al bambino una vita normale. È necessario tuttavia che la struttura sia dotata di un personale specializzato e di apparecchiature adeguate per eseguire l’intervento. In più, occorre monitorare costantemente i bambini anche nei mesi successivi all’operazione, mediante analisi del sangue volte a controllare i livelli dell’alfa feto-proteina (AFP).

Generalmente, i bambini nati con un teratoma sacro-coccigeo tendono ad avere una vita assolutamente normale, senza alcun tipo di problema. Ma in alcuni casi, il teratoma si presenta così esteso da raggiungere le dimensioni del feto stesso, con possibili ripercussioni sull’attività cardiaca.

Il cuore si trova infatti a dover pompare una quantità di sangue doppia per alimentare anche la massa tumorale e va inevitabilmente incontro a un affaticamento che può essere la causa di future patologie cardiache.

Come intervenire sul teratoma sacro-coccigeo?

Prima di decidere sul tipo di intervento da eseguire, occorre fare una valutazione sul tipo di teratoma su cui si interviene. In genere, tale valutazione tiene conto della grandezza della massa tumorale e del suo grado di vascolarizzazione.

Ne consegue quindi che un tumore altamente vascolarizzato richieda un intervento urgente al fine di evitare danni al cuore del neonato.

I tumori di dimensioni ridotte e poco vascolarizzati vengono monitorati durante la gravidanza e rimossi soltanto dopo la nascita del bambino. Quelli più voluminosi e vascolarizzati richiedono un intervento immediato. Si decide in questo caso di eseguire un intervento di chirurgia prenatale sul feto.

Negli ultimi anni, sono state sviluppate tecniche sempre meno invasive per poter operare senza aprire l’utero. È il caso di una tecnica che vede l’impiego di onde radio che distruggono i vasi sanguigni tumorali, in modo tale che il teratoma non cresca ulteriormente. Si tratta, quindi, di interventi delicati che richiedono un equipe di specialisti, sia per l’esecuzione dell’intervento sia per la fase post-operatoria. In assenza di ulteriori complicazioni, i bambini crescono sani e conducono una vita assolutamente normale, ma dovranno comunque essere sottoposti a controlli regolari volti a scongiurare qualsiasi possibilità di sviluppare altre forme tumorali.

 

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