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Incontinenza urinaria nella donna

Ezia Campise | Blogger

Ultimo aggiornamento – 29 Giugno, 2011

“Tutte le volte che faccio un viaggio in autostrada chiedo sempre a mio marito di fermarsi ad ogni distributore di benzina! facendolo anche innervosire!”

Spesso questa frase si sente pronunciare dalle pazienti che soffrono di incontinenza urinaria. Questo è un disturbo molto temuto e spesso invalidante per la donna, specie in menopausa, in quanto ne limita le attività quotidiane o la costringe a fare una “mappa mentale” dei bagni pubblici dislocati lungo il percorso che dovrà fare in occasione di una uscita di casa.

Bisogna però distinguere due diversi tipi di incontinenza urinaria.

L’incontinenza urinaria da sforzo o “stress  incontinence” si verifica quando la donna esegue uno sforzo (colpo di tosse, starnuto, risata fragorosa…) ed è dovuta a condizioni di prolasso dell’utero o della vescica, in conseguenza soprattutto dei parti spontanei.

Invece l’incontinenza da urgenza o “urge incontinence” è rappresentata dalla perdita involontaria di urina, per cui la donna non riesce  ad arrivare in tempo in bagno.

Esistono tuttavia forme di incontinenza mista, ossia da sforzo e da urgenza, quindi con cause sia organiche che funzionali.

La diagnosi può essere fatta con la visita ginecologica, che può evidenziare condizioni di prolasso uterino o vescicale, eseguita in condizioni di vescica piena.

Si chiederà alla paziente di tossire forte e si potrà rilevare la perdita urinaria. Facendo svuotare la vescica si potrà valutare lo stato vulvare, vaginale, eventuale prolasso sia vescicale, ma anche della parete rettale della vagina.

E’ molto importante valutare clinicamente la paziente, quindi individuando patologie come obesità, diabete, assunzione di farmaci.

L’esame diagnostico strumentale piu’ importante è rappresentato dalle prove uro- dinamiche, che serviranno a distinguere le tre forme di incontinenza sopra menzionate.

In base alla diagnosi sarà possibile individuare la terapia.

L’intervento chirurgico è di solito riservato alle forme di incontinenza urinaria da sforzo per la correzione di eventuali prolassi.

La terapia medica ha fatto notevoli progressi negli ultimi anni avendo ora a disposizione farmaci che migliorano sia la condizione di “stress” che di “urge” incontinence.

Esistono anche trattamenti rieducativi del pavimento pelvico (rieducazione dello sfintere uretrale, ginnastica vescicale, bio-feedback vescicale), ossia una sorta di fisioterapia che può portare alla guarigione delle incontinenze minori.

E’ quindi importante che la donna che soffre di incontinenza urinaria esca dal suo “isolamento” e si rivolga al proprio ginecologo che sarà in grado di aiutarla a risolvere il problema (anche per non essere “di fastidio” per il marito!)

Si ringrazia il Dott. Marcello Sergio, specialista in Ostetricia e Ginecologia, autore di questo articolo.

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