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Influenza 2018-2019: tutto quello che devi sapere per evitare il contagio

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Influenza 2018-2019: come Prevenirle il Contagio
Indice

Potrebbe essere la peggiore influenza degli ultimi 16 anni. Non siamo nemmeno a metà stagione, e sono già 4 milioni i malati a letto. È questa infatti la settimana decisiva per capire quanto sarà violenta l’influenza del 2019 e per contarne i danni.

Gli esperti mettono in guardia sull’arrivo del picco influenzale. La scorsa settimana sono stati colpiti 720mila nuovi pazienti e nei prossimi sette giorni si può arrivare a 800mila, raggiungendo così i 5 milioni complessivi.

L’influenza 2018-2019 è dunque arrivata. Ma non è mai troppo tardi per informarsi e capire come prevenirla ed evitare il contagio.

Ad aiutarci, il Ministero della Salute, che ha condiviso la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019“.

Iniziamo, dunque, col fare una panoramica generale, che consentirà di capire al meglio tutti gli aspetti legati a questo malanno di stagione.

Influenza 2018-2019: ecco cosa ci aspetta

In primis, c’è da dire che, sebbene molti tendano a considerare l’influenza come un lieve disturbo, questa resta una tra le prime 10 cause di morte nel nostro Paese.

Si tratta di una malattia respiratoria, che colpisce prevalentemente alcune fasce della popolazione (bambini e anziani), esposti anche a un maggior rischio di complicazioni, ovvero polmonite virale, polmonite batterica secondaria e aggravamento delle condizioni già presenti.

I virus dell’influenza 2018-2019

Due sono gli agenti infettivi: A e B.

I virus dell’influenza A presentano sottotipi a seconda di due proteine di superficie: emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Si hanno poi, ancora, 3 sottotipi di HA (H1, H2 e H3) e due sottotipi di NA (N1 e N2).

I virus dell’influenza B “si sono evoluti in due lineaggi antigenicamente distinti“: virus B/Yamagata/16/88 e B/Victoria/2/87-like.

Dai virus di questi due ceppi, B/Yamagata e B/Victoria, ha origine la malattia influenzale. Col tempo, la variazione antigenica dei ceppi si è avuta all’interno di un sottotipo di influenza A o di un lineaggio B.

Le variazioni costanti rendono necessari nuovi i vaccini antinfluenzali ogni anno.

Influenza: contagio e trasmissione

Oramai si sa (e la mamma aveva ragione!): mai starnutire senza mettersi la mano davanti alla bocca. L’influenza, infatti, è trasmessa principalmente dalle goccioline che si propagano nell’aria attraverso la tosse o gli starnuti, ma non solo. Anche il contatto diretto con le secrezioni contaminate (toccando oggetti e condividendo spazi) aumenta il rischio di contagio.

Qual è il periodo di incubazione? Breve, ahimè, molto breve: parliamo di 2 o 4 giorni, dopo i quali iniziano a insorgere i primi sintomi.

A essere più esposti al rischio di trasmissione sono, ovviamente:

  • soggetti con un sistema immunitario debole;
  • residenti in strutture socio sanitarie;
  • over 65;
  • donne in gravidanza;
  • bambini molto piccoli.

I sintomi dell’influenza 2018-2019

I sintomi dell’influenza tendono a essere simili ogni anno. Ovvero:

  • febbre improvvisa e alta;
  • tosse e difficoltà a respirare;
  • dolori muscolari e astenia;
  • mal di gola;
  • perdita di appetito;
  • nausea, vomito e diarrea.

Quanto dura? Parliamo di una settimana o di massimo 10 giorni, nella maggior parte dei casi.

Ma quali sono le misure di igiene da adottare per prevenire l’influenza ed evitare il contagio?

Lavatevi le mani! Una buona igiene di queste ultime è fondamentale per limitare la diffusione dell’influenza.

Le mani, dunque, devono essere lavate con sapone, tenendole sotto l’acqua per 40-60 secondi almeno. Ideali sono i disinfettanti a base alcolica.

Anche l’isolamento, sì, proprio l’isolamento, è un gesto altruistico quando si ha l’influenza, specie nei primi giorni. Ovviamente, sta anche alle persone vicine evitare il contatto stretto con chi è ammalato, mantenendo una distanza di un metro almeno o non frequentando posti troppo affollati.

Le mascherine chirurgiche possono essere utili, se si ritiene necessario per ragioni di salute evitare assolutamente il contagio.

Il vaccino antinfluenzale 2018-2019

La vaccinazione è la migliore arma di prevenzione dell’influenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 mirano a una copertura per la vaccinazione antinfluenzale del 75%.

Si parte dai principali destinatari dell’offerta di vaccino antinfluenzale stagionale (da ottobre a dicembre), ovvero:

  • gli over 56;
  • i bambini, già dai 6 mesi di età;
  • tutti gli operatori sanitari;
  • gli immunodepressi.

I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e/o l’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) hanno dato l’ok per la distribuzione dei vaccini disponibili in Italia.

Ogni singola Regione, poi, decide tra i prodotti disponibili in commercio quelli da utilizzare durante le campagne vaccinali.
Le caratteristiche antigeniche dei ceppi virali influenzali relativi all’ultima stagione influenzale fanno sì che si possano selezionare i ceppi da includere nel nuovo vaccino. Ciò si decide nel mese di febbraio, per dare il via alla produzione e alla distribuzione.

La stagione influenzale 2017/2018 in Europa ha visto come protagonista il virus di tipo B – lineaggio B/Yamagata.

A Ginevra, il 22 febbraio 2018, l’OMS ha indicato la formulazione del vaccino quadrivalente per l’emisfero settentrionale nella stagione 2018/2019, ovvero:

  1. antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09;
  2. antigene analogo al ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2);
  3. antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria);
  4. antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata).

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’OMS consiglia, per il virus dell’influenza B, che ci sia l’antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria).

La formulazione del vaccino per la stagione 2018/2019 includerà, dunque, una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016), che sostituisce il ceppo A/Hong Kong/4801/2014, e una nuova variante antigenica di tipo B (B/Colorado/06/2017), lineaggio B/Victoria, che sostituirà il ceppo B/Brisbane/60/2008.

Ricordiamo che il vaccino stagionale deve essere acquistato in farmacia con prescrizione medica. Dopo due settimane dal vaccino, si è sotto protezione vaccinale per 6-8 mesi.

Nuovo vaccino antinfluenzale: ci sono delle controindicazioni?

Ci sono dei soggetti a cui il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato, ovvero:

  • Bambini al di sotto dei sei mesi.
  • Soggetti allergici a una precedente dose.
  • Soggetti con una malattia acuta o media.
  • Pazienti con sindrome di Guillain-Barré.

Effetti collaterali del vaccino

Gli effetti collaterali comuni del vaccino antinfluenzale sono:

  • dolore e eritema cutaneo dopo il vaccino;
  • malessere generale e febbre, da 6 a 12 ore dopo la somministrazione, per massimo 2 giorni;
  • rari eventi di trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi (ma non ci sono sufficienti evidenze scientifiche).

In ogni caso, se dovessero insorgere dei disturbi è sempre il caso di segnalarli al sistema di farmacovigilanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e al proprio medico di famiglia.

Un’ultima e importante informazione: il vaccino è indispensabile e va ricordato che durante l’inverno possono comunque presentarsi sintomatologie simili a quelle dell’influenza, ma provocate da altri agenti batterici e virali.

Prevenire e meglio di curare: non dimenticate di vaccinarvi e far sì che lo facciano anche i vostri cari!

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