Insufficienza renale: quando la causa è nei geni

Insufficienza renale: quando la causa è nei geni

La conoscenza della causa primaria di una malattia è essenziale per la comprensione dei suoi meccanismi e per un’adeguata classificazione, prognosi e trattamento. Recentemente, le eziologie di molte malattie renali sono state rivelate come difetti di un singolo gene.

La conoscenza della mutazione di un singolo gene che causa la malattia rappresenta uno dei più robusti esempi diagnostici di “medicina personalizzata“, indirizzata verso lo sviluppo di nuovi farmaci mirati.

La presenza della mutazione determina un rischio, pari quasi al 100%, di sviluppare la malattia.

Cosa sono i geni?

Nel nucleo di ogni cellula è conservato l’acido desossiribonucleico, noto come DNA, molecola elicoidale, che custodisce l’informazione genetica. Sia a scopo protettivo, sia per motivi di spazio, il DNA viene compattato e impacchettato fino a diventare, da molecola lineare molto lunga, una struttura a forma di X conosciuta come cromosoma. Nella cellula umana i cromosomi sono 23 coppie.

I geni sono piccoli tratti, ereditabili, di DNA che contengono le informazioni necessarie alla costruzione delle proteine.

Quali sono le conseguenze delle mutazioni genetiche?

Una mutazione a carico di un gene determina una mutazione della proteina codificata dal gene. Le mutazioni possono essere di diverso tipo e, in base al tipo di mutazione, si possono avere effetti più o meno gravi.

Nei disturbi di un singolo gene, noti anche come “malattie monogeniche“, la mutazione di un singolo gene è sufficiente a causare la malattia. Al contrario, nei disturbi poligenici sono necessarie mutazioni di geni multipli differenti per provocare una malattia.

Le malattie poligeniche, di solito, si manifestano, fenotipicamente, in età adulta e sono molto più frequenti rispetto alle malattie monogeniche che lasciano più spazio alle influenze ambientali.

I geni che provocano malattie monogeniche sono rari, al contrario, i disturbi poligenici sono più comuni.

Si dice fenotipo l’insieme di caratteristiche visibili di un individuo, per esempio colore dei capelli, degli occhi, o anche la manifestazione di un difetto genetico. Si dice genotipo l’insieme delle caratteristiche genetiche, di un individuo, che determinano il fenotipo.

Le mutazioni possono essere recessive o dominanti. Una mutazione è dominante quando la caratteristica che si determina è predominante e visibile fenotipicamente. Una mutazione si dice recessiva quando, nonostante sia stata ereditata, resta in ombra e non determina una caratteristica evidente nel fenotipo.

L’analisi della mutazione recessiva monogenica nei disturbi renali rivela la causa primaria della malattia, consente la diagnosi prenatale e ha un altissimo valore prognostico.

L’analisi della mutazione viene, di solito, eseguita mediante il metodo della PCR (reazione a catena della polimerasi).

L’analisi della mutazione del singolo gene nei disturbi renali richiede il consenso informato e la presentazione di un campione di sangue, da parte degli interessati, per l’estrazione del DNA.

Le malattie renali causate dai geni

Le malattie renali di un singolo gene, per le quali la diagnostica genetica molecolare è disponibile, sono:

  • Glomerulopatie
  • Tubulopatie
  • Anomalie congenite del rene e delle vie urinarie
  • Sindrome nefrosica congenita
  • Malattia autosomica dominante del rene policistico
  • Nefronoftisi
  • Tumori benigni e maligni del rene

Una caratteristica molto importante delle malattie monogeniche è il fatto che la mutazione in sé rappresenta la causa primaria (eziologia) della malattia. Questo offre delle opportunità alla diagnostica e alla terapia. Le indagini di diagnostica genetica molecolare possono essere eseguite al fine di evitare procedure invasive, ad esempio la diagnosi di nefronoftisi può essere effettuata senza la necessità di biopsia renale, la diagnosi prenatale è possibile per la diagnostica della sindrome perinatale letale di Meckel-Gruber.

Per il fenotipo dell’insufficienza renale cronica (IRC), il rischio è stato associato al gene UMOD e sono state descritte oltre 50 mutazioni a carico di questo gene che causa la malattia autosomica dominante della malattia cistica della midollare di tipo 2 (MCKD type 2).

In sintesi, la genetica molecolare può dare un valido supporto nella diagnostica precoce di malattie renali a carattere genetico, in particolare per quanto riguarda la diagnosi, la classificazione nosologica, comprensione meccanicistica, e lo sviluppo di nuove terapie.

Il potere della diagnosi genetica molecolare richiederà la realizzazione di reti di consulenza genetica e un accesso equo alle nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti con malattie renali.

*Contenuto di informazione pubblicitaria.

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