Dal primo marzo 2026 ottenere il riconoscimento della disabilità non funziona più come prima. La riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 62 del 2024 ha ridisegnato in profondità le modalità di accesso alle tutele previste dalla Legge 104, con un impatto concreto su milioni di persone e sulle famiglie che le assistono.
Meno passaggi, più responsabilità medica, e una visione della disabilità che finalmente va oltre la semplice percentuale.
Cosa è cambiato davvero
La novità più significativa riguarda il certificato medico introduttivo, che ora viene trasmesso telematicamente all'INPS e funge automaticamente da domanda ufficiale, eliminando passaggi burocratici intermedi.
In pratica, nelle province coinvolte dalla sperimentazione non è più necessario presentare una domanda amministrativa separata: il certificato medico avvia automaticamente l'intero iter.
Prima di questa riforma, il percorso prevedeva tre fasi distinte: il certificato del medico, la domanda presentata tramite CAF o patronato, e infine la visita. Oggi, con l'entrata a regime della riforma, l'INPS diventa l'unico soggetto titolare della valutazione di base della disabilità, con l'obiettivo di uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale.
Dove si applica già e dove arriverà
Dal 1° marzo 2026 la riforma è operativa in 40 nuove province, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Bergamo, Cagliari, Catania e Messina. La sperimentazione era già iniziata nel 2025 in alcune aree pilota e si è progressivamente estesa. La fase sperimentale si concluderà il 31 dicembre 2026, con l'entrata in vigore del nuovo sistema su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.
Per chi risiede nelle province ancora escluse, le vecchie procedure restano valide fino a quella data.
Il ruolo nuovo del medico certificatore
Il cambiamento più sostanziale riguarda la figura del medico certificatore. Il certificato medico introduttivo dà avvio al procedimento valutativo di base e deve essere compilato e trasmesso telematicamente all'INPS esclusivamente attraverso il servizio dedicato sul portale dell'Istituto.
Non tutti i medici possono redigere questo documento: al primo accesso alla nuova procedura, i medici certificatori devono esprimere una dichiarazione di responsabilità riguardante il possesso del dossier formativo e della firma digitale.
I medici certificatori devono aver completato il dossier formativo di gruppo della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri per il triennio 2023-2025. In sostanza, chi certifica deve dimostrare di essere aggiornato e di assumersi in prima persona la responsabilità di quanto attesta, non limitandosi a riportare diagnosi di altri specialisti.
Il questionario WHODAS: la disabilità vista nella sua interezza
Uno degli strumenti più innovativi introdotti dalla riforma è il questionario WHODAS 2.0. Si tratta di uno strumento di misura internazionale sviluppato dall'OMS finalizzato alla valutazione della salute e della disabilità, fondato sull'approccio biopsicosociale della classificazione ICF.
Quando si richiede l'accertamento senza visita diretta, la compilazione del questionario WHODAS 2.0 diventa obbligatoria.
Il vero salto culturale sta nella valutazione multidimensionale, che tiene conto non solo degli aspetti medici, ma anche di quelli sociali. Non più soltanto una percentuale di invalidità, ma una fotografia completa della persona: le sue difficoltà quotidiane, le sue potenzialità, i contesti in cui vive.
Le Unità di Valutazione di Base
L'organo chiave del nuovo sistema è l'Unità di Valutazione di Base, composta da quattro membri: due medici nominati dall'INPS (uno dei quali specializzato in medicina legale, con funzione di presidente); un professionista sanitario rappresentante delle associazioni di categoria; una figura appartenente alle aree psicologiche e sociali. Questa composizione multidisciplinare riflette l'approccio biopsicosociale della riforma.
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Cosa non cambia
È importante chiarire che i diritti garantiti dalla Legge 104 rimangono invariati: permessi retribuiti, congedi, agevolazioni fiscali, priorità nel lavoro agile. I tre giorni mensili restano interamente coperti da contribuzione figurativa INPS e continuano a valere come giorni lavorati ai fini pensionistici. Quello che cambia è soltanto il percorso per ottenerli: più diretto, più digitale, più centrato sulla persona.
Per chi si trova nelle province già coinvolte dalla sperimentazione, il primo passo è rivolgersi a un medico certificatore abilitato INPS, che avvierà l'intero procedimento con un unico atto telematico.
Fonti