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La celiachia potrebbe essere provocata da un virus?

Roberto Pisani | Studente di medicina

Ultimo aggiornamento – 09 Maggio, 2017

La celiachia potrebbe essere provocata da un virus?

La celiachia è una malattia genetica autoimmune caratterizzata da una risposta immunitaria che si verifica in seguito all’assunzione di alimenti contenenti glutine. Si stima che circa 1 persona su 100 in tutto il mondo soffra di questa condizione, ma il numero potrebbe essere anche sottostimato.

L’assunzione di alimenti contenenti glutine determina una risposta immunitaria a livello dell’intestino tenue. In particolare, tale risposta interessa i villi intestinali, estroflessioni digitiformi che favoriscono l’assorbimento del cibo. Quando si verifica un danno ai villi intestinali, i vari nutrienti non possono essere assorbiti correttamente e ciò determina uno squilibrio nutrizionale con conseguenze sulla salute delle persone celiache.

La celiachia è stata finora considerata una malattia genetica, tuttavia nuove evidenze suggeriscono che la causa potrebbe essere in realtà un virus.

Un virus responsabile della celiachia?  

Studi recenti hanno evidenziato che virus intestinali apparentemente innocui possono determinare un’ipersensibilità al glutine che porta il sistema immunitario a innescare una risposta immunitaria. La ricerca è stata effettuata utilizzando comuni topi da laboratorio infettati con virus intestinali asintomatici. I topi sono stati poi nutriti con alimenti contendenti glutine.

I risultati hanno mostrato come i topi con virus intestinali producano un numero maggiore di anticorpi diretti contro il glutine, nei due giorni successivi al consumo della proteina.

Una situazione analoga è stata riscontrata anche nel corpo delle persone affette da celiachia: il numero di anticorpi contro i virus intestinali è risultato molto più alto rispetto alle persone non celiache.

Lo studio quindi sostiene che le infezioni da virus intestinali sono un fattore determinante nello sviluppo dell’intolleranza al glutine, soprattutto nei bambini. I bambini sono i più vulnerabili all’intolleranza al glutine, dal momento che il loro sistema immunitario non si è formato del tutto, quando iniziano ad assumere cibi solidi contenenti la sostanza.

Per i bambini geneticamente predisposti a sviluppare intolleranza al glutine, l’assunzione di cibi non “gluten free”, combinata alla vulnerabilità ai virus intestinali, aumenta in modo significativo le possibilità di sviluppare la celiachia.

Dieta senza glutine: è sempre una buona idea?

Questo nuovo scenario non deve però avvalorare a priori l’idea di una dieta senza glutine. Negli ultimi anni si è infatti diffusa la tendenza a considerare più sani i cibi privi di glutine, sebbene non siano stati condotti studi sufficienti a sostegno di tale teoria.

Di conseguenza, molte persone hanno iniziato a preferire l’acquisto di alimenti senza glutine. Questo ha reso inevitabilmente più difficile la diagnosi dell’intolleranza al glutine: se si elimina il glutine dalla propria dieta quotidiana, risulterà più complicato individuare, attraverso le analisi, l’intolleranza a una sostanza non più presente all’interno del corpo.

Celiachia e gluten sensitivity: qual è la differenza?

Accanto alla celiachia e all’allergia al frumento – anomalie funzionali note già da molto tempo – esiste un’altra reazione di intolleranza al glutine che viene osservata in misura crescente in tutto il mondo, definita  come una “sensibilità al glutine”, nota altrimenti come gluten sensitivity.

La celiachia, come abbiamo visto, è un’enteropatia autoimmune genetica causata dal consumo di glutine. La sensibilità al glutine, invece, è una forma di intolleranza sintomatica nei confronti del glutine. Chi ne soffre, però, non tollera il glutine e sviluppa sintomi che possono essere molto simili a quelli delle persone affette da celiachia.

Un team composto da medici di caratura internazionale ha elaborato un documento comune sulle anomalie funzionali causate dal glutine, pubblicato online sulla celebre rivista specializzata BMC Medicine. Secondo la definizione fornita dai ricercatori, la sensibilità al glutine è una “reazione all’assunzione di glutine in casi in cui celiachia e allergia al frumento sono state escluse”.

I sintomi della sensibilità al glutine, anche in questo caso, comprendono disturbi gastrointestinali quali senso di pesantezza allo stomaco, diarrea e dolori addominali, disturbi extraintestinali, come sensazione di confusione mentale, cefalee, dolori articolari e muscolari.

In qualsiasi caso, è importante diagnosticare la malattia: se si presentano alcuni tra i sintomi elencati, chiedete un consulto al vostro medico. Saprà trovare la risposta che state cercando!

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