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L’autismo a scuola: i diritti del bambino

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Autismo a Scuola: le Linee Guida per gli Insegnanti
Indice

Gli studenti con Disturbo dello Spettro Autistico rappresentano delle sfide uniche per le scuole e gli insegnanti che, spesso, si trovano ad affrontare delle difficoltà non indifferenti per andare incontro alle loro esigenze, la maggior parte delle quali sono dovute a una formazione non sempre specifica.

Quindi, cosa bisogna sapere per vivere al meglio tutte le problematiche e rispettare i diritti del bambino affetto da autismo? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Autismo a scuola: cosa possono fare gli insegnanti

Come previsto dai diritti del bambino, gli studenti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico devono frequentare regolarmente la scuola e le lezioni e, inoltre, devono essere seguiti da un insegnante di sostegno, ma anche da educatori e assistenti.

Il problema più evidente che spesso i genitori riportano è, tuttavia, la mancanza di una completa preparazione da parte del personale scolastico, nonostante tutte le figure specifiche previste e presenti. La questione dell’autismo nelle scuole, infatti, non è affrontata da tutti in un modo specifico, perché esistono diversi metodi per relazionarsi al disturbo.

Come si è evinto dalle Linee Guida per l’Autismo, proposte dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il panorama degli approcci è molto vasto e prevede:

  • l’Applied Behaviour Analysis (ABA), che consiste nell’analisi comportamentale applicata, che mira alla modifica dei comportamenti sociali;
  • il programma evolutivo e psico-educativo, noto come TEACCH, indirizzato verso la strutturazione spazio-temporale;
  • gli approcci comportamentali, che si focalizzano sui vari deficit degli studenti, sulla routine e sulla comunicazione facilitata.

Qual è il compito degli insegnanti di sostegno?

La formazione degli insegnanti di sostegno è polivalente, ciò significa che non prevede una specializzazione specifica per l’autismo. Ogni insegnante deve colmare le lacune dovute ai programmi con molto studio personale e prestare particolare attenzione non solo ai consigli del terapista, ma anche ai genitori e alle necessità specifiche per ogni singolo studente, proprio perché il Disturbo dello Spettro Autistico non prevede generalizzazioni.

Il loro compito è quello di relazionarsi con gli studenti con necessità speciali, attraverso diversi metodi:

  • Presentando consegne chiare
  • Anticipando i cambiamenti
  • Insegnando le abilità sociali
  • Utilizzando degli strumenti utili

Come sempre, è necessaria una forte sinergia e collaborazione tra tutto il personale docente, per poter andare incontro alle specifiche necessità.

Quali sono le strategie da adottare in classe?

Innanzitutto, l’insegnante di sostegno, per favorire l’apprendimento in classe, deve creare un contesto inclusivo: il bambino con autismo deve sentirsi accolto nella sua classe. Questo fattore è fondamentale perché permette di lavorare molto sulla routine e sul comportamento dello studente, in previsione dell’adulto che sarà in futuro.

Le strategie di base da adottare per risolvere questa situazione sono:

  • restare in classe per la maggior parte delle ore scolastiche;
  • eseguire le stesse attività dei compagni di classe, specie nel caso di autismo lieve;
  • creare un rapporto di profonda fiducia con il bambino;
  • avere classi molto ampie.

Tuttavia, anche la didattica non deve essere trascurata. Oltre a realizzare un clima inclusivo e aperto nei confronti dello studente, è necessario portare a termine gli obiettivi didattici attraverso:

  • la presentazione del lavoro in modo più semplificato e accattivante, con giochi didattici, computer e applicazioni, come TFA (Tools for Autism);
  • i metodi didattici alternativi, come le spiegazioni tra pari, cioè il raggiungimento degli obiettivi con l’aiuto degli stessi compagni;
  • la suddivisione del compito complesso in sequenze semplici;
  • la premiazione per l’impegno piuttosto che per il completamento degli obiettivi, con l’utilizzo di rinforzi positivi;
  • l’utilizzo di un metodo più pratico che teorico, mostrando praticamente cosa fare, piuttosto che fermandosi alla spiegazione del compito.

Parola chiave: sinergia

I bambini affetti da autismo necessitano di un intervento precoce e intensivo. In questo caso, è proprio la sinergia tra scuola e famiglia la strategia migliore che permetterà al bambino di crescere in armonia. Il lavoro, infatti, deve essere affrontato non solo dalla scuola e dagli educatori, ma anche dai caregiver a casa.

L’importante è, dunque, lavorare sempre a favore della crescita del bambino e dello studente con disabilità, in previsione dell’adulto che diventerà in futuro, cercando di inserirlo nella società al meglio delle sue possibilità e di renderlo il più indipendente possibile.


In collaborazione con “Un Cuore per l’Autismo O.N.L.U.S.“. 


 

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