Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo di 59 lotti di prodotti a base di carne per la possibile presenza di Listeria monocytogenes. Il provvedimento riguarda preparazioni commercializzate con i marchi Portami Via di Eurospin e A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia, prodotte nello stabilimento di Spresiano, in provincia di Treviso. I consumatori sono invitati a non mangiare gli alimenti coinvolti.
Quali prodotti sono interessati dal richiamo
L'allerta riguarda diverse preparazioni gastronomiche, vendute in confezioni di peso differente. Secondo gli avvisi pubblicati nella sezione del Ministero della Salute dedicata ai richiami alimentari, il provvedimento comprende prodotti distribuiti con due marchi, ma realizzati nello stesso stabilimento.
Per il marchio Portami Via, commercializzato da Eurospin, sono interessati:
- tacchino arrosto al limone, in vaschette da 170 grammi;
- vitello tonnato, in vaschette da 180 grammi.
Il richiamo coinvolge anche il marchio A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia e comprende tacchino al forno e arrosto di tacchino ai funghi, entrambi in confezioni da 2 chilogrammi, lonza di maiale da 1,5 chilogrammi e vitello tonnato, venduto sia in confezioni da 1,5 chilogrammi sia in vaschette da 300 grammi.
I prodotti presentano lotti e date di scadenza differenti. Per questo, il controllo deve essere effettuato confrontando le informazioni riportate sulla confezione con quelle dello specifico avviso ufficiale, senza basarsi soltanto sul nome commerciale.
Come riconoscere i lotti da non consumare
Per i prodotti Portami Via di Eurospin, i lotti segnalati sono i seguenti:
- tacchino arrosto al limone da 170 grammi: L265/26, 266/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 280/26 e 281/26. Scadenze dal 18 ottobre al 3 novembre 2026;
- vitello tonnato da 180 grammi: L264/26, 265/26, 266/26, 267/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 279/26 e 280/26. Scadenze dal 17 ottobre al 2 novembre 2026.
Per i prodotti A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia, i lotti e le scadenze sono:
- tacchino al forno, in confezioni da 2 kg, con i numeri di lotto L260/26, 264/26, 266/26, 267/26, 272/26, 274/26, 280/26 e 281/26, e le date di scadenza dal 17/10/2026 al 07/11/2026;
- arrosto di tacchino ai funghi, in confezioni da 2 kg, con i numeri di lotto L260/26, 261/26, 264/26, 266/26, 267/26, 271/26, 272/26, 274/26, 278/26 e 282/26, e le date di scadenza dal 17/10/2026 al 07/11/2026;
- lonza di maiale, in confezioni da 1,5 kg, con i numeri di lotto L267/26, 268/26, 272/26, 273/26, 274/26, 278/26, 279/26 e 280/26, e le date di scadenza dal 19/10/2026 al 01/11/2026;
- vitello tonnato, in confezioni da 1,5 kg, con i numeri di lotto L259/26, 264/26, 272/26 e 273/26, e le date di scadenza dal 16/10/2026 al 07/11/2026;
- vitello tonnato, in vaschette da 300 grammi, con i numeri di lotto L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26, e le date di scadenza dal 16/10/2026 al 01/11/2026.
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La raccomandazione è di non consumare i prodotti che corrispondono alle referenze e ai lotti richiamati. Le indicazioni dell'operatore prevedono di eliminarli oppure restituirli al punto vendita d'acquisto.
Che cos'è la Listeria e quali rischi comporta
Listeria monocytogenes è un batterio responsabile della listeriosi, un'infezione che si contrae principalmente attraverso alimenti contaminati. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, può provocare forme cliniche diverse, dalla gastroenterite febbrile alle manifestazioni invasive più gravi.
Il rischio non è uguale per tutti: le persone anziane, le donne in gravidanza, i neonati e chi ha un sistema immunitario indebolito sono maggiormente esposti alle complicanze. In gravidanza, l'infezione può avere conseguenze serie anche per il feto.
C'è poi una caratteristica che rende questo microrganismo particolarmente insidioso: può moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione. Come spiega il Ministero della Salute nella pagina dedicata agli alimenti pronti e alla listeriosi, il batterio può contaminare alimenti cotti e prodotti molto lavorati, comprese preparazioni gastronomiche a base di carne.
Il frigorifero, dunque, rallenta alcuni processi di deterioramento ma non garantisce l'eliminazione del batterio. Anche l'aspetto del prodotto non è sufficiente per escludere una contaminazione.
Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati
La prima verifica riguarda il numero di lotto, il formato e la data di scadenza riportati sulla confezione. Se il prodotto corrisponde a una delle referenze interessate, non deve essere consumato, neppure quando odore e aspetto sembrano normali.
Le indicazioni da seguire sono semplici:
- non assaggiare il prodotto per verificarne la sicurezza;
- restituirlo al punto vendita presso cui è stato acquistato oppure eliminarlo, seguendo le indicazioni del richiamo;
- se è già stato consumato e compaiono sintomi sospetti, contattare il medico, specificando quale alimento è stato mangiato. in caso di gravidanza o immunodepressione, è opportuno chiedere tempestivamente un parere sanitario.
Richiamo alimentare: cosa sappiamo e cosa resta da chiarire
Va precisato che l'avviso segnala una possibile presenza di Listeria monocytogenes. Non equivale, da solo, alla conferma che ogni confezione dei lotti interessati sia contaminata, né documenta un focolaio di listeriosi associato a questi prodotti.
Il richiamo è una misura precauzionale di sicurezza alimentare: serve a ridurre l'esposizione dei consumatori a un potenziale pericolo. Per conoscere eventuali aggiornamenti, comprese nuove referenze o modifiche ai lotti interessati, il riferimento resta la pagina ufficiale del Ministero della Salute.
Il prossimo passaggio sarà verificare gli eventuali aggiornamenti delle autorità e la portata effettiva della segnalazione. Nel frattempo, controllare le confezioni e rispettare le indicazioni di richiamo resta la condotta più prudente.
Fonti:
- ISS – Listeria
- Salute.Gov – Alimenti pronti e listeriosi
- Salute.Gov
- Salute.Gov
- Salute.Gov
- Salute.Gov
- Salute.Gov
- Salute.Gov
- Salute.Gov