Mangiare tardi la sera potrebbe avere effetti più rilevanti di quanto si pensasse sulla salute intestinale, soprattutto nelle persone già sottoposte a stress cronico. Una nuova ricerca preliminare, presentata a maggio durante la Digestive Disease Week, suggerisce infatti che consumare oltre il 25% delle calorie giornaliere dopo le 21 possa essere associato a un rischio maggiore di alterazioni intestinali come stitichezza o diarrea.
Il dato più interessante riguarda però la combinazione tra alimentazione serale e stress. Secondo l’analisi, le persone stressate che mangiavano una quota importante delle calorie nelle ore tarde avevano fino a 2,5 volte più probabilità di presentare abitudini intestinali anomale. Gli autori precisano che si tratta di uno studio osservazionale e non ancora sottoposto a revisione scientifica completa, quindi non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto.
Lo studio su migliaia di partecipanti
I ricercatori hanno analizzato i dati sanitari di 11.149 partecipanti raccolti tra il 2005 e il 2010 dal National Health and Nutrition Examination Survey dei CDC statunitensi. A questi sono stati aggiunti oltre 4.100 pazienti provenienti dall’American Gut Project, oggi noto come Microsetta Initiative, relativi al periodo 2013-2017.
Lo stress cronico è stato valutato attraverso un punteggio biologico chiamato carico allostatico, che include otto biomarcatori cardiovascolari, metabolici e infiammatori, tra cui pressione sanguigna, colesterolo e indice di massa corporea.
Il microbiota potrebbe essere coinvolto
Secondo i risultati, mangiare tardi da solo non sembrava influenzare in modo significativo la funzione intestinale. Il problema emergerebbe soprattutto quando questa abitudine si somma a livelli elevati di stress. Nei partecipanti dell’American Gut Project, infatti, la combinazione tra stress e pasti serali era associata anche a una minore diversità del microbiota intestinale.
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Un microbiota più vario è generalmente considerato più resistente alle alterazioni provocate da malattie, farmaci o altri fattori di stress. I batteri intestinali contribuiscono infatti all’assorbimento dei nutrienti, alla regolazione del sistema immunitario e alla comunicazione tra intestino e cervello.
Perché l’orario dei pasti può contare
Gli esperti ipotizzano che mangiare nelle ore tarde possa interferire con i ritmi circadiani naturali dell’organismo e del microbiota. Il tratto digestivo, durante la notte, dovrebbe ridurre la propria attività, mentre un pasto abbondante costringe il corpo a mantenere attivi processi digestivi che normalmente rallentano.
Questo può influenzare ormoni, motilità intestinale, risposta immunitaria e segnali tra intestino e cervello. Lo stress, inoltre, aumenta i livelli di cortisolo, un ormone che può contribuire a squilibri del microbiota.
Cosa fare nella vita quotidiana
Gli specialisti invitano alla prudenza, perché lo studio non basta da solo per formulare nuove raccomandazioni. Tuttavia, alcune indicazioni restano valide: in generale sarebbe meglio evitare pasti abbondanti nelle tre o quattro ore prima di andare a dormire, così da lasciare allo stomaco il tempo necessario per svuotarsi.
Se capita di mangiare tardi, gli esperti consigliano porzioni piccole e cibi più leggeri, evitando alimenti molto grassi, pesanti o ultra-processati. Frutta, verdure, carboidrati complessi e alcune fonti proteiche leggere sono più facili da digerire rispetto a pasti ricchi di grassi.
Il messaggio, per ora, è prudente ma chiaro: l’orario dei pasti potrebbe diventare un fattore modificabile importante per chi soffre di disturbi intestinali, soprattutto quando lo stress è già parte del problema.
Fonti:
KSL - The late-night eating habit that may throw your gut health into chaos