MASH, quando il grasso nel fegato diventa un problema serio

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 18 Ottobre, 2026

ragazza ha dolore al fegato

Il grasso nel fegato non rappresenta sempre la stessa condizione e, soprattutto, non ha necessariamente le stesse conseguenze per tutti. Quando all’accumulo di lipidi si associano infiammazione e danno delle cellule epatiche, si parla di steatoepatite associata a disfunzione metabolica, indicata con l’acronimo MASH.

È una condizione sulla quale sta crescendo l’attenzione perché, se non viene riconosciuta e affrontata, può progredire nel tempo e causare danni sempre più importanti all’organo. Tra le possibili conseguenze vengono indicate cirrosi, insufficienza epatica ed epatocarcinoma, cioè una delle principali forme di tumore del fegato.

Il tema sarà al centro anche di un appuntamento di ANSA Incontra dedicato proprio alla prevenzione e alle nuove possibilità terapeutiche, previsto online il 13 ottobre alle ore 12, in collaborazione con Madrigal Pharmaceuticals.

Cos’è la MASH e perché può diventare pericolosa

La MASH è caratterizzata dalla presenza di grasso nel fegato associato a un processo infiammatorio e a danno cellulare. È proprio la presenza di questi elementi a rendere la condizione rilevante dal punto di vista clinico. Con il progredire del danno può infatti comparire la fibrosi, cioè la formazione di tessuto cicatriziale nel fegato.

Quando questa evoluzione continua, la funzionalità dell’organo può essere compromessa fino ad arrivare, nei quadri più avanzati, alla cirrosi e all’insufficienza epatica. Tra le possibili complicanze viene indicato anche l’epatocarcinoma, motivo per cui il riconoscimento della malattia e la gestione precoce assumono un peso particolare.

Non riguarda quindi soltanto la presenza di grasso nel fegato, ma soprattutto ciò che accade quando a questo si aggiungono infiammazione, lesione delle cellule e progressione della fibrosi.

In Italia circa 5mila pazienti con fibrosi moderata o avanzata

Secondo i dati riportati, in Italia la MASH interessa circa 5mila pazienti con fibrosi da moderata ad avanzata. Si tratta della fascia di pazienti nella quale il danno epatico ha già raggiunto un livello che richiede particolare attenzione.

La malattia viene inoltre indicata come la seconda causa di trapianto di fegato nel nostro Paese, un dato che permette di comprendere meglio il peso che le forme più avanzate possono avere sul sistema sanitario.

Accanto alle conseguenze cliniche emerge anche l’impatto economico: secondo le stime riportate, i costi legati alla MASH potrebbero arrivare fino a 3 miliardi di euro entro il 2040. Sono numeri che spostano il tema oltre la gestione del singolo paziente e lo collocano anche all’interno delle strategie di prevenzione e organizzazione dell’assistenza sanitaria.

Prevenzione e diagnosi precoce diventano centrali

Il punto più delicato riguarda proprio la possibilità che la malattia progredisca prima di arrivare alle sue complicanze più severe. Riconoscere tempestivamente una condizione epatica associata a infiammazione e fibrosi permette infatti di intervenire prima che il danno raggiunga gli stadi più avanzati.

È su questo passaggio che si concentra parte del dibattito attuale: intercettare la malattia prima della cirrosi e dell’insufficienza epatica, evitando di arrivare alla diagnosi soltanto quando la funzionalità del fegato è già fortemente compromessa.

La prevenzione comprende l’identificazione delle persone maggiormente a rischio, il controllo nel tempo della malattia e la possibilità di utilizzare le opzioni terapeutiche più appropriate nei pazienti che ne hanno indicazione.

Un problema destinato a pesare sempre di più

L’impatto previsto nei prossimi anni spiega perché la MASH stia assumendo uno spazio crescente nel dibattito sanitario. Da una parte ci sono le conseguenze per i pazienti, con il rischio di progressione verso cirrosi, insufficienza epatica, tumore e necessità di trapianto. Dall’altra c’è il peso economico, che secondo le stime potrebbe raggiungere miliardi di euro entro il 2040.

La sfida è quindi intervenire prima che la malattia raggiunga gli stadi più avanzati. Conoscere la MASH, distinguerla dalle forme meno severe di accumulo di grasso nel fegato e riconoscere il ruolo della fibrosi rappresentano passaggi importanti per comprenderne il reale impatto. Perché quando al grasso si aggiungono infiammazione e danno cellulare, il problema non riguarda più soltanto un’alterazione del fegato, ma una malattia che può modificare in modo significativo la salute dell’organo nel tempo.

Fonte

AASLD - Clinical Assessment and Management of MASLD

Ultimo aggiornamento – 13 Ottobre, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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